Bitcoin e criptovalute: investimento o strumento?

Bitcoin e criptovalute: investimento o strumento?

Arrivati quasi alla metà del 2017, è facile pentirsi di non aver investito nel Bitcoin quando valeva qualche dollaro, dal momento che oggi supera i 1,100 USD.. Purtroppo nessuno di noi ha la bacchetta magica o la macchina del tempo, per cui non ci resta che guardare avanti tra i vari pareri contrastanti e provare a fare alcune considerazioni e previsioni su come investire sulle criptovalute negli anni futuri.

Puoi provarci e avere fortuna, ma oggi investire nelle criptovalute può essere un azzardo. È come fare un intervento di chirurgia agli occhi su un lettino mobile con i rollerblade. Può anche darti adrenalina, ma il risultato finale può essere doloroso

spiega The Middle Ground.

Una criptovaluta è una valuta paritaria, decentralizzata digitale la cui implementazione si basa sui principi della crittografia per convalidare le transazioni e la generazione di moneta in sé. Come ogni valuta digitale, consente di effettuare pagamenti online in maniera sicura. La blockchain, il libro mastro che registra tutte gli scambi che avvengono, ha dato quella spinta in più che mancava, annullando la possibilità di frodi. Paesi e governi non sono esenti dal fascino di questi nuovi strumenti e hanno iniziato a investire; si veda ad esempio il rapporto tra Dubai, criptovalute e blockchain.

Quali criptovalute è opportuno considerare per un investimento a lungo termine? Ad oggi ci sono 5 criptovalute che – sia per la loro storia, sia per i propri fondamentali – costituiscono una buona materia di investimento. Alla fine di questo articolo sarà riportata una descrizione di ciascuna criptovaluta.

Da non sottovalutare l’idea di costituire una società in Free Zone per gestire l’investimento valutario in criptovalute. Contattaci per maggiori informazioni.

Ma la le criptovalute non vanno solo viste come investimento finanziario.

Le criptovalute come strumento

Così come per tutte le altre valute, anche le criptovalute possono essere considerate uno strumento, non solo un investimento.

Individuiamo principalmente 3 vantaggi rispetto alla moneta tradizionale:

1. Sicurezza: ogni transazione avviene solo se l’intero network l’ha vista e registrata (grazie alla blockchain), quindi imbrogliare diventa davvero difficile. È di fatto impossibile corrompere il registro: non si può scriverlo da soli; e non lo si può cambiare se lo hanno scritto gli altri; non è più un lavoro umano.

2. Anonimato: se anche la moneta tradizionale è in se stessa anonima se in forma “cash”, lo spostamento legale di grandi quantità di denaro è effettuato attraverso le banche. Recentemente le autorità americane hanno sequestrato svariati milioni di dollari in transazioni illegali; tuttavia, pensare che questi abusi rendano le criptovalute illegali, equivale a dire che i coltelli sono sbagliate perché qualcuno li usa come arma, senza ricordare che tutti noi li usiamo nel quotidiano durante i pasti.

3. Indipendenza: le criptovalute sono svincolate dal sistema bancario e dai vari governi. Impedendo la possibilità che un governo confischi o blocchi i trasferimenti (governo Amato nel ’92) o che la banca non fallisca portandosi via i nostri fondi sui conti correnti o che la banca centrale la svaluti.

Gli online marketplace (i siti internet di intermediazione per la compravendita di un bene o un servizio) si stanno muovendo verso le criptovalute (Bitcoin, Ethereum e altre ancora) anche a Dubai. La tecnologia blockchain (alla base di questi sistemi) d’altronde sta diventando un’obiettivo anche del Governo di Dubai, che si sta orientando verso soluzioni innovative per tutta la gestione telematica.

In occasione di un incontro ufficiale, abbiamo avuto la fortuna di incontrare Paul Mahone, CEO di BitBoost (un marketplace basato su Ethereum) che dichiara:

Le blockchain sono il futuro; e abbiamo investito su questa tecnologia per impostare BitBoost, piattaforma basata su una cripto valuta. Ethereum ci permette di esternalizzare l’infrastruttura globale che eBay deve invece mantenere, con il risultato che siamo in grado di chiedere molto, molto meno agli utenti che utilizzano il servizio. La semplicità della struttura è evidente: si paga una fee di 1 $ (pagato nell’equivalente in gettoni BitBoost) per ciascun oggetto caricato..

Elenco delle principali criptovalute

Fonte: valutevirtuali.com

Bitcoin (BTC)

Per alcuni potrebbe essere scontato dire che il Bitcoin è una criptovaluta su cui investire: sicuramente il BTC ha raggiunto ultimamente un prezzo alto rispetto ad inizio anno e, come detto in precedenza, sono circa 3 anni che non tocca il proprio massimo. Ricordiamo però che se il tasso di adozione di tutte le criptovalute è arrivato a questo punto, il merito è sicuramente dell’apripista Bitcoin. Senza il Bitcoin probabilmente la maggioranza delle altre criptovalute non esisterebbe e, senza gli errori che Bitcoin ha dovuto sperimentare per primo, le altre non avrebbero ideato dei meccanismi più sofisticati e avanzati.

Detto questo, il Bitcoin resta sempre la criptovaluta di riferimento non solo per il tasso di adozione da parte di sviluppatori e miner, ma anche per angel investors che riversano nell’ecosistema Bitcoin un grande volume di capitale.

Dobbiamo quindi aspettarci che il Bitcoin sia ancora la valuta virtuale di riferimento negli anni a venire, con conseguente ampliamento del tasso di adozione e sostanziale incremento del prezzo.

Ethereum (ETH)

Ethereum è la seconda criptovaluta per capitalizzazione e si è affermata come alternativa al Bitcoin all’inizio del 2016. La peculiarità di Ethereum sta nell’innovazione portata grazie alla propria blockchain che permette di sviluppare applicazioni decentralizzate basandosi su di essa. La propria valuta, l’Ether, viene infatti utilizzata da applicazioni che si basano su Ethereum per eseguire smart contracts. Grazie a questa funzionalità Ethereum non diventa solo un modo per scambiare valuta ma può far transitare e scambiare tra due nodi un qualsiasi tipo di asset, si può cioè scambiare un qualsiasi tipo di valore.

Questa peculiarità non è rimasta certo inosservata agli occhi di banche ed altri investitori di capitale che hanno riversato nel progetto Ethereum ingenti somme di capitale. Anche se Ethereum ha dovuto affrontare in quest’anno diversi problemi legati alla sicurezza (ed un po’ di perdita di credibilità soprattutto dovuta al fallimento della prima DAO) resta sicuramente una valuta su cui puntare nel futuro. Il fatto che abbia saputo reagire prontamente alle minacce hacker ed il prezzo ribassato potrebbero costituire in effetti due buone ragioni per investire in questo momento.

Ripple (XRP)

La terza moneta virtuale per capitalizzazione ed anche una delle poche a consentire lo scambio dei propri token senza applicare una fee. Sicuramente l’organizzazione che sta alle spalle di questa valuta è considerata una delle più professionali ed affidabili. E’ vero, Ripple ha subito delle forti oscillazioni in passato che hanno portato il valore sui 10k satoshi per poi tornare ad essere scambiato su un valore compreso tra gli 800 ed i 1000 satoshi. Ultimamente però il volume degli scambi si sta intensificando ed è possibile che Ripple torni ad essere sulla breccia nel 2017. Il valore rispetto al BTC è abbastanza basso e non è escluso che questa valuta possa tornare a breve ad essere considerata come la prima alternativa al BTC.

Litecoin (LTC)

Dopo esser salito alla ribalta nel 2013, come prima alternativa al Bitcoin, il Litecoin si è un po’ crogiolato sugli allori e non ha saputo mantenere la spinta iniziale. Anche l’emergere di altre criptovalute ha, per certi versi, rallentato la corsa di questa moneta che era arrivata a valere 25$, mentre adesso viene quotata attorno ai 4$. Certo è che il Litecoin è ancora la più utilizzata, dopo al Bitcoin, nella maggior parte dei siti internet che accettano pagamenti con valuta virtuale. L’organizzazione è solida e la professionalità degli sviluppatori che supportano il LTC non si discute. Non è quindi detto che il Litecoin non possa tornare prepotentemente alla ribalta dopo un periodo passato in sordina. Il prezzo attuale, tra l’altro, potrebbe costituire un ottimo entry point.

Monero (XMR)

Ultima tra le 5 ma solo per capitalizzazione, il Monero è invece la valuta virtuale del momento essendo passata da una valutazione di circa 1$ ad inizio Giugno 2016 a valere circa 7,5$ a fine Novembre. La speculazione che ha portato il Monero a valere sui 14$ ad inizio Settembre è dovuta per lo più alla fama che si è guadagnata nell’essere la più anonima tra le criptovalute. Questa caratteristica le ha accattivato il favore dei più larghi marketplace presenti sulla Dark Net, dove vengono processati milioni di transazioni in completo anonimato ogni mese e dove il fatto di essere irrintracciabile è una caratteristica di primaria importanza. Oltre a questo, il team di Monero ha annunciato lo sviluppo di payb.ee, un gateway per i pagamenti che consentirebbe la conversione istantanea tra Monero, Bitcoin e valute Fiat. Se questo fosse realizzato ci sarebbe un’adozione massiccia di Monero da parte di molti commercianti ed infine arriverebbero anche i fondi di investimento che farebbero salire il prezzo a livelli molto più alti di quelli attuali. Per questo Monero viene considerata una criptovaluta con altissimo potenziale ed è per molti un investimento da non lasciarsi scappare.

Meglio aprire una LTD a Londra o una Free Zone Company a Dubai?

Meglio aprire una LTD a Londra o una Free Zone Company a Dubai?

Rispondere a una domanda come questa non è semplice e dipende dalle specifiche esigenze del cliente. Ciò che può andare bene ad un cliente, non è detto che possa essere adatto alle esigenze di un altro. E in ogni caso affidarsi ad un professionista competente evita problemi fiscali o esterovestizione.

La prima considerazione da fare riguarda il territorio target; se la nostra azienda ha maggiori interessi in Inghilterra o Dubai, la scelta diventa quasi obbligata. Se invece una società ha interessi distribuiti a livello internazionale, l’opzione migliore diventa meno intuitiva.

Vediamo quindi alcune caratteristiche generali delle due tipologie societarie.

Una Ltd è il corrispondente della nostra S.r.l. (Società a Responsabilità Limitata) e per costituirla non è indispensabile avere una Partita IVA (VAT) ma basta dichiarare l’apertura della nuova Società alla Companies House. Il nome è collegato a imprese che operano nel Regno Unito e in molti paesi del Commonwealth; i tempi burocratici sono molto veloci. Le Ltd godono di alcuni benefici di responsabilità e fiscali, in particolare una tassazione relativamente bassa.

I requisiti essenziali per non incappare in sanzioni e istituire una società legalmente riconosciuta:

1) Come abbiamo già detto è necessario avere un ufficio registrato nel Regno Unito, poter dimostrare di essere residenti in loco e avere dipendenti regolarmente assunti che lavorano in sede.

2) Alcune infrastrutture utilizzate per il marketing devono essere necessariamente site in suolo britannico, ad esempio il server se decidiamo di sfruttare un e-commerce per il nostro business oppure aprire un semplice sito vetrina.

3) Bisogna presentare una copia dello statuto sociale e dell’atto costitutivo, inoltre si deve redigere l’albo degli amministratori societari e del personale adibito alla ricezione delle notifiche ufficiali.

Il sistema fiscale del Regno Unito si basa su un doppio binario o livello di imposizione:

– un primo livello gestito dall’HMRC (HM Revenue and Custom) a cura del Governo Centrale (equiparabile alla nostra Agenzia delle Entrate);

– un secondo livello che riguarda i tributi locali (equiparabili ai tributi imposti dalle nostre Regioni o Comuni nell’ambito del federalismo fiscale).

Anche nel Regno Unito così come in Italia abbiamo una duplice tipologia di imposte:

imposte dirette (direct taxes);
imposte indirette (indirect taxes).

Le prime (direct taxes) comprendono:

  • income taxs (tasse sul reddito);
  • corporation tax (tassa societaria);
  • inheritance tax (tassa successoria);
  • capital gains tax (tassa sulle plusvalenze);

Le seconde (indirect taxes) comprendono invece:

  • value added tax – V.A.T. (Iva);
  • stamp duty (imposta di bollo);
  • stamp duty land tax (imposta di bollo sulle proprietà);
  • customs duty (dazi doganali).

Al fine di poter valutare l’imposizione fiscale, una società LTD è quindi tenuta a tenere una serie di registri contabili. Ma si ha il vantaggio di essere comunque vicino l’Italia ben posizionati rispetto ad altri Paesi Europei. Inoltre i costi di costituzione sono estremamente bassi (anche se poi si devono considerare i costi di gestione).

Un ulteriore vantaggio può essere rappresentato dalla sterlina debole grazie alla Brexit, che quindi facilita investimenti stranieri.

Anche per aprire una società in Free Zone a Dubai o negli Emirati Arabi i tempi sono abbastanza rapidi; i tempi relativi strettamente alle licenze possono essere indicativamente di poche settimane se non di meno (mediamente 10 giorni lavorativi).

Aprire una società in Free Zone a Dubai o negli Emirati Arabi comporta numerosi vantaggi. Una Free Zone (Zona Franca) è un’area specificamente destinata alla promozione del commercio, all’esportazione ed all’apertura dell’economia locale (emiratina in questo caso) al mondo esterno, e gli Emirati Arabi Uniti hanno una posizione strategica per il commercio internazionale. Le Free Zone degli Emirati Arabi Uniti sono state create allo scopo di facilitare gli investimenti stranieri; di conseguenza le procedure per insediarsi nelle zone franche sono relativamente semplici, veloci e relativamente economiche.

Aprire una società in Free Zone offre agli investitori una serie di vantaggi:

– Proprietà straniera del 100%
Nessuna imposta sulle società
– Libertà di rimpatriare il capitale e il reddito
– Nessuna imposta sul reddito personale
– Completa esenzione dai dazi doganali
– Nessuna restrizione valutaria
– Nessuna lungaggine burocratica (in 10 giorni si ha la licenza)
– Nessun obbligo di assunzione
– Possibilità di richiedere un visa resident se necessario e di aprire un conto corrente bancario personale (oltre quello corporate)

A cui aggiungere in alcune Free Zone:
Nessun obbligo di presentazione di registri contabili
– Nessun obbligo di ufficio
– Nessun capitale sociale da versare richiesto

Ci sono Free Zone in cui si costituisce un’azienda con poco meno di 5,000 USD. Tutte le licenze negli Emirati arabi hanno un costo annuale di rinnovo. Ma a fronte di questo poi non ci sono altri oneri con questa free zone come dicevamo: ufficio, spese di contabilità, ecc.. A fine anno si decide se rinnovare (basta pagare il rinnovo) o chiudere la società.

Conclusioni

Come si diceva non esiste una risposta adatta a tutti; ovvero si potrebbe considerare di sfruttare il meglio delle due giurisdizioni costituendo due società. Collegate o meno, a seconda dei casi. Meglio magari un contatto diretto con noi per capire quale struttura meglio si adatta, grazie ad un’opera di ingegneria finanziaria.

IVA a Dubai e negli Emirati Arabi

IVA a Dubai e negli Emirati Arabi

Dal 1° gennaio 2018 Dubai ed Emirati Arabi introducono l’IVA: un enorme cambiamento nel panorama economico e finanziario. L’imposta sul valore aggiunto, in acronimo IVA, è un’imposta – adottata in sessantotto Paesi del mondo (tra i quali anche vari membri dell’UE) – applicata sul valore aggiunto di ogni fase della produzione, di scambio di beni e servizi. La decisione di introdurla negli Emirati Arabi (ma nel giro di alcuni anni anche altri Paesi del Golfo potrebbero adottarla) è mossa dalla volontà di diversificare l’economia regionale ed emanciparsi dai proventi del petrolio.

Non tutte le imprese avranno bisogno di registrarsi ai fini dell’IVA, e il governo potrebbe anche prendere in considerazione di mantenere esenti le Free Zone. Il Ministero delle Finanze, infatti, ha confermato che le imprese con un fatturato annuo compreso tra AED 187.500 e AED 375.000 possono scegliere se registrarsi o meno, mentre quelle con meno di AED 187,500 resteranno per ora esenti; tuttavia, i dettagli sono ancora in via di definizione. Le aziende che dovranno iscriversi al registro IVA, potranno farlo a partire dal terzo trimestre 2017 e non oltre il 31 dicembre 2017; saranno resi noti in tempo tutti i requisiti. Quindi è una situazione in continua evoluzione e merita continui aggiornamenti.

Il cambiamento ha implicazioni di vasta portata, sia per le imprese nella regione che per le società di servizi e professionisti in contabilità e gestione delle finanze.

Allora, che cosa significherà l’IVA per le imprese negli Emirati Arabi? Si tratta di un argomento complesso e piccoli dettagli sono ancora in fase di elaborazione ma il quadro è abbastanza chiaro.

L’imposta sarà fissata al 5% ma saranno esenti prodotti alimentari di base, istruzione e assistenza sanitaria. Come anticipato prima, anche se le grandi aziende, le PMI e le piccole aziende familiari hanno tutte passività potenziali, solo le società con ricavi per un importo specifico importante annuo dovranno registrarsi per legge.

Con meno di 10 mesi al via, si deve iniziare una completa pianificazione, e la preparazione e verifica sono essenziali per garantire una transizione senza problemi. Le aziende devono educare i loro dipendenti, clienti e fornitori, e riconfigurare tutti i loro sistemi. Si tratta di un cambiamento culturale tanto quanto quello economico.

Se l’IVA non viene applicata correttamente, le aziende si troveranno in un caos amministrativo e finanziario, e il mancato rispetto delle nuove leggi fiscali potrà portare a sanzioni.

Fonte: https://www.mof.gov.ae/

Creative Free Zone Fujairah: lista delle categorie commerciali

Creative Free Zone Fujairah: lista delle categorie commerciali

Ci sono più di 40 Free Zone negli Emirati Arabi; più di 20 solo a Dubai, 2 a Fujairah: Creative City e Fujairah Free Zone Authority.  Ci sono poi vantaggi specifici delle varie Free Zone; ed in particolare Creative City rappresenta per molti versi il modo più facile ed economico per costituire una società negli Emirati Arabi grazie ad una serie di vantaggi.

– non si deve versare capitale sociale
– l’ufficio fisico non è obbligatorio
– non si ha obbligo di presentare i registri contabili
– non si ha obbligo di richiedere un visto residente (ma nel caso è possibile averne fino a 6, anche successivamente e in ogni caso per i visti residenti non è necessario avere un domicilio negli UAE)

Una limitazione di questa Free Zone consiste nel dover avere un oggetto sociale assimilabile a servizi / consulenza. Ecco l’elenco delle categorie commerciali previste.

Consulenza / Business Consultancy: questa sezione copre una vasta gamma di attività; consulenza aziendale, lifestyle, consulenza finanziaria, consulenza legale, risorse umane, consulenza viaggi e altro ancora.

Gestione di eventi / Event Management: la gestione degli eventi comprende molte attività, dall’organizzazione di congressi, alla produzione teatrale, alla gestione di eventi sportivi, a molto di più.

Media: per tutte le aziende e i professionisti coinvolti in fotografia, web design, servizi di media digitali – tra cui la creazione e la gestione di applicazioni di telefonia mobile.

Film / Produzione & Post Produzione Video: questa categoria comprende le licenze per le attività di cinema, arte, produzione e post produzione video.

Istruzione e formazione / Education / Training: una vasta gamma di attività rientrano nelle categorie di istruzione e formazione, ma per questa tipologia è necessario fare application anche per il visto residente.

Servizi IT / IT Consultancy: per tutte le attività nel settore della Information and Communications Technology, tra cui l’e-commerce.

Media and Marketing Services: questa categoria commerciale comprende una serie di attività, tra cui pubblicità, relazioni pubbliche (PR), ricerca e sviluppo, e molto altro ancora.

Musica ed intrattenimento / Music & Entertainment management: questa categoria si riferisce specificamente alla produzione musicale e la relativa registrazione di brani musicali, la promozione della musica, la gestione dei diritti musicali, così come la gestione di attività legate al divertimento (incluso gestione di parchi a tema).

Editoria / Publishing: l’editoria comprende tutte le attività imprenditorial legati alla produzione e gestione di contenuti riproducibili in serie e della loro diffusione e commercializzazione in forme trasmissibili attraverso i media (e oggi anche attraverso le reti telematiche). Sarà necessaria approvazione governativa.

Broadcast: per la gestione delle attività inerenti le trasmissioni radiofoniche, televisive e e via web (streaming). Sarà necessaria approvazione governativa.

Nota: le informazioni riportate in questo articolo sono soggette a variazione, si consiglia di contattare gli organi competenti per verificare le leggi in vigore.

Free Zone Emirati Arabi Quale Scegliere

Free Zone negli Emirati Arabi: quale scegliere?

Ci sono più di 40 Free Zone negli Emirati Arabi (più di 20 solo a Dubai) e ciascuna si rivolge ad una specifica categoria commerciale. Se si desidera avere il 100 per cento di proprietà della propria azienda, indipendentemente dal tipo di attività, è necessario optare per una licenza in una delle Free Zone. Ma quale scegliere?

Le Free Zone sono state istituite per incoraggiare gli investimenti stranieri grazie ad una serie di vantaggi rispetto all’aziende costituite “in land”. Ogni Free Zone ha le sue regole, ma ci sono dei vantaggi generali:

1. Ogni Free Zone consente agli investitori stranieri di avere il 100 per cento di proprietà della società senza necessità di sponsor locali o agenti
2. Nessuna imposta sul reddito per un lungo periodo di tempo (oltretutto rinnovabile).
3. Nessuna imposta sul reddito personale, nonché sulle tasse di import/export (se anche un semilavorato arriva per essere processato e poi rispedito non ci sono dazi).
4. Possibilità di rimpatrio del 100 per cento dei profitti.
5. La procedura di apertura della società è meno complessa.
6. Procedure di assunzione e rilascio visti più facili.

Ci sono poi vantaggi specifici delle varie Free Zone. Ad esempio ad oggi in una delle Free Zone di Fujairah (Creative City):

– non si deve versare capitale sociale
– l’ufficio fisico non è obbligatorio
– non si ha obbligo di presentare i registri contabili
– non si ha obbligo di richiedere un visto residente (ma nel caso è possibile averne fino a 6, anche successivamente e in ogni caso per i visti residenti non è necessario avere un domicilio negli UAE)

Nota: le informazioni riportate in questo articolo sono soggette a variazione, si consiglia di contattare gli organi competenti per verificare le leggi in vigore.

Lista delle free zone degli Emirati Arabi

Free Zone a Dubai

Dubai Airport Free Zone
Dubai Auto Zone
Dubai Cars and Automotive Zone
Dubai Design District
Dubai Flower Centre
Dubai Gold and Diamond Park
Dubai Healthcare City
Dubai Industrial City
Dubai International Academic City
Dubai International Financial Centre
Dubai Internet City
Dubai Knowledge Park
Dubai Logistics City
Dubai Maritime City Authority
Dubai Media City
Dubai Multi Commodities Centre
Dubai Outsource Zone
Dubai Science Park
Dubai Silicon Oasis
Dubai Studio City
Dubai Techno Park (nuovo nome: National Industries Complex)
Dubai Textile City
Energy and Environment Park
International Humanitarian City
Jebel Ali Free Zone Authority
Jumeirah Lakes Towers Free Zone
Dubai Production City

Free Zone ad Abu Dhabi

Abu Dhabi Airport Business City
Abu Dhabi Global Market
Abu Dhabi Ports Company
ZonesCorp
Industrial City of Abu Dhabi
Masdar City
TwoFour54

Free Zone a Sharjah

Hamriya Free Zone Authority
Sharjah Airport Free Zone Authority
USA Regional Trade Center Free Zone

Free Zone a Fujairah

Creative City Fujairah
Fujairah Free Zone Authority

Free zone a Ras Al Khaimah

RAK Investment Authority Free Zone
RAK Maritime City
Ras Al Khaimah Free Trade Zone
Ras Al Khaimah Media Free Zone

Free Zone ad Ajman e Umm Al Quwain

Entrambi questi emirati hanno un’unica Free Zone: Ajman Free Zone Authority e Umm Al Quwain Free Zone Authority

Acquistare una società in Free Zone a Dubai e negli Emirati Arabi

Acquistare una società in Free Zone

Esistono vari modi per acquistare una società in Free Zone a Dubai e negli Emirati Arabi e a seconda della Free Zone le procedure e i costi variano. Menzionarle tutte o analizzarle in questa sede sarebbe impossibile. Vi sono però alcune osservazioni generali a cui ci si può attenere.

Prendiamo come esempio la Free Zone di Fujairah (Creative Zone). Per cambiare azionista (shareholder) / direttore esecutivo (executive director) sono necessari:

  • set completo di originali dei documenti societari
  • delibera del Consiglio sul trasferimento di azioni e/o modifica del direttore esecutivo, firmato da tutti dall’azionista e timbrato
  • contratto di compravendita di azioni e modulo di trasferimento delle quote firmati da compratore e venditore (dei modelli standard sono disponibili)
  • se alla società non sono legati dei visti, ci sarà una tassa di cambio di  3.000 AED pacchetto; da aggiugere invece 500 AED per il cambio di Immigration Card qualora ci siano visti legati alla società
  • Una volta consegnati tutti i documenti ed effettuato il pagamento, il cambio mediamente viene fatto in meno di 2 settimane (stesso tempo necessario per l’emissione di una nuova licenza)

Considerazioni analoghe valgono nel caso siano coinvolti più azionisti o una cessione parziale delle quote. Qualora però si passi da una società con un solo azionista (single shareholder) a più azionisti (multiple shareholders), va considerata anche l’integrazione del costo della annuale della licenza di 4,000 AED.

A fronte della relativa semplicità della procedura, si consideri anche che:

  • le licenze negli Emirati Arabi hanno costo annuale, quindi in taluni casi potrebbe aver senso costituire una nuova società e non acquistarne una esistente (soprattutto se sotto scadenza); in questo modo si avrà la facoltà di scegliere nome, categoria commerciale, ecc.. senza dover richiedere ulteriori cambi successivamente
  • potrebbe aver senso invece rilevare una società esistente, se questa ha già contratti in essere, certificazioni di interesse, ecc..
  • fare sempre un’accurata due diligence dell’affare, compiendo le opportune indagini preliminari, soprattutto considerando che eventuali situazioni pendenti (assegni in circolazione non coperti, pagamenti sospesi, ecc.) possono portare all’arresto del titolare / direttore. Acquistare una società o una partecipazione societaria senza avere svolto tale preliminare attività equivale infatti a compiere un “acquisto a scatola chiusa”. Gli esiti dell’indagine potrebbero precludere o scoraggiare la conclusione dell’affare ovvero fornire il potere negoziale per contrattare condizioni migliori.
  • sebbene esistano dei modelli standard per la cessione di quote, controllare eventuali clausole da modificare / eliminare / integrare; essere quanto più precisi nella definizione delle dichiarazioni e delle garanzie rese dal venditore (reps and warranties) e dei meccanismi risolutori e risarcitori a favore dell’acquirente)
  • essere assistiti da consulenti esperti in ogni fase delle trattative per la definizione dell’accordo può evitare problematiche future
Come scegliere correttamente il nome della società in Free Zone a Dubai e negli Emirati Arabi

Come scegliere correttamente il nome della società in Free Zone

Quanto vale il nome di una società? Dipende. Può raggiungere i 100 milioni di dollari, ad esempio; cifra pagata da Accenture nel trasformare il proprio brand da Andersen Consulting nel 2001. Scegliere il nome di una startup non ha ovviamente lo stesso impatto di cambiare nome (e di conseguenza brand) di una multinazionale già consolidata, ma tale esempio ha reso bene l’idea di quanto valore ci sia dietro un nome.

Dare un nome a qualcosa è di per sé difficile: un’azienda, un prodotto, un figlio. Tanti fattori influenzano la scelta e fino alla fine si avrà sempre il dubbio di non aver fatto la scelta giusta; o, peggio, ci si potrebbe rendere conto di aver fatto la scelta sbagliata quando è troppo tardi. Ma prima o poi si dovrà arrivare ad una decisione.

Da dove cominciare? Bisogna considerare due aspetti: pratico ed emozionale. Non importa da dove arrivi l’ispirazione.  Non approfondiremo qui tematiche generiche di marketing & branding sulla scelta del nome, tipo le considerazioni da fare: efficacia, internazionalità, registrabilità, disponibilità dei nomi di dominio, ecc.. Ma ricordiamo quanto sia importante (tanto per citare alcuni fattori):

  • scegliere un nome che vada bene oggi, tra un anno, tra cinque anni..
  • verificare la disponibilità dei nomi di dominio sui mercati di riferimento (.com a livello internazionale, .it per l’Italia, .ae per gli Emirati Arabi) e delle relative pagine sui social network di interesse
  • non scegliere nomi troppo complessi o lunghi o che non siano subito l’idea del business
  • scegliere nomi internazionali e per quanto possibile facilmente pronunciabili se il target di riferimento non è solo locale
  • scegliere nomi facilmente associabili ad un’immagine positiva ed in linea con il prodotto/servizio offerto
  • pensare già ad un logo associato al nome
  • verificare che il nome non sia poco efficace / facilmente traducibile nelle lingue parlate nei paesi target

e così via.

Vediamo invece quali sono alcuni aspetti da tenere in considerazione quando si deve scegliere il nome per una società da costituire negli Emirati Arabi.

UAE naming regulations checklist

  • Un linguaggio offensivo è proibito; si deve quindi verificare che la traslitterazione / la traduzione in arabo equivalgano a termini non offensivi.
  • Non sono ammessi riferimenti ad Allah o altro riferito a Lui.
  • Se si vuole includere il proprio nome in quello societario, bisogna includere il nome per estero. Ad esempio, Mario Rossi non può chiamare il proprio business “Rossi Contractor”, mentre “Mario Rossi Contractor” è consentito.
  • Se si vuole includere il nome di una persona fisica in quello societario, tale persona deve essere azionista / proprietaria della stessa.
  • I nomi non possono includere riferimenti ad organizzazioni politiche, religiose, militari, ecc.. tipo FBI, KGB, CIA, Mafia,..
  • Non sono più consentiti nome di società che iniziano per “International”, “Middle East” o “Global” – né eventuali traduzioni di queste parole in altre lingue.
  • Non si possono includere nomi di Paese o di Governo.
  • Non possono essere inclusi segni di punteggiatura.
  • I nomi devono essere scritti così come vengono pronunciati/traslitterati. Quindi, se il nome arabo della vostra azienda è الصقر للمقاولات, allora deve essere registrato come “Al Saqr contracting”.
  • Il nome deve prevedere/rispettare la categoria commerciale prevista dalla Free Zone: non si può chiamare un’azienda di consulenza ABC Import/Export. Altro esempio: in determinate Free Zone non è possibile costituire società del settore Oil & Gas, per cui tale nome non può essere incluso nella denominazione.

In ogni caso si consiglia di riferirsi sempre alla guideline della Free Zone specifica in cui si intende aprire.

 

Studio di fattibilita per apertura societa a Dubai

Studio di fattibilità

Aprire una sede a Dubai o negli Emirati Arabi, internazionalizzare la propria attività comporta un notevole impegno di risorse: tempo, capitale, spostamenti, riunioni. L’analisi o studio di fattibilità di un progetto normalmente precede la fase di avvio di un progetto dovendone valutare le motivazioni, le opportunità, i rischi, le risorse necessarie e i tempi di realizzazione.

Lo studio preliminare delle condizioni interne d’impresa ed esterne di mercato rappresenta una fase nevralgica del progetto di internazionalizzazione.

L’analisi di fattibilità di un progetto viene svolta a partire da dati e stime a livello macro in modo da non impegnare eccessivo tempo e risorse e l’impostazione dello studio è basata su una struttura di base indipendente dal tipo di progetto. L’analisi del mercato di riferimento punta a realizzare un documento avente la seguente articolazione:

  1. Precisazione dell’ambito di progetto (Scope). Questa sezione ha la finalità di definire i bisogni del cliente e le motivazioni da cui nasce.
  2. Introduzione al territorio. Per meglio entrare in ottiche cui l’imprenditore che internazionalizza per la prima volta / che approccia per la prima volta gli Emirati Arabi potrebbe non essere abituato.
  3. Macro-requisiti. Questa sezione precisa le caratteristiche e i requisiti (funzionali, tecnici e qualitativi) di alto livello che ciascun deliverable dovrebbe soddisfare per poter essere implementato.
  4. Strategia. Questa sezione definisce l’approccio che si intende adottare per sviluppare il progetto e soddisfare i requisiti previsti. Delinea i processi che si intendono adottare, gli standard di qualità e di produzione.
  5. Stime di massima. In questa si daranno delle stime sui macro-valori economici in gioco.
  6. Possibili strategie alternative. Magari per iniziare ad approcciare il mercato in maniera più cauta, pur restando nello stesso ambito.
  7. Conclusioni.
Free Zone Dubai Aprire società Dubai

Apertura società in Free Zone: alcune domande utili

Quando si intende aprire una società all’estero, sono tante le domande a cui un imprenditore cerca risposta. In questo articolo abbiamo raccolto le più comuni, basandoci sulla nostra esperienza.

Quali sono i principali tipi di società negli Emirati Arabi? La prima distinzione da fare è tra società in mainland (on shore) e quelle in free zone; le prime richiedono di avere un socio locale al 51% (anche se poi questi rimane inattivo), le seconde consentono il 100% di proprietà anche per i non emiratini. La costituzione di una società è assogettata a requisiti diversi, a seconda dell’authority che gestice quella particolare Free Zone. Dalla richiesta del capitale sociale, ai tempi di costituzione, alla necessità di avere un ufficio fisico o solo un desk, all’obbligatorietà di tenere un registro contabile: tutto varia da Free Zone a Free Zone. Attualmente se ne contano oltre 50 negli Emirati Arabi; circa 40 solo a Dubai.

Nella Free Zone di Fujairah, che per molti versi rappresenta la soluzione più smart per partire, è possibile costituire società a socio singolo (FZ LLE) o con più soci (FZ LLC).

Quali sono i tempi di costituzione di una società a Fujairah?  Una società nella Free Zone di Fujairah viene incorporata generalmente entro 2 settimane lavorative dalla consegna della documentazione richiesta. In periodi di festività islamiche o di ramadan, i tempi possono sensibilmente dilungarsi.

Qual è il capitale minimo per la costituzione di una società a Fujairah? Il capitale minimo è di 100,000 AED (poco più di 27,000 USD), ma non va versato: viene solo specificato in fase di incorporazione.

È possibile costituire una società a Fujairah senza spostarsi fisicamente dall’Italia?  Si, l’intera procedura di costituzione può essere gestita direttamente dall’Italia, senza che l’imprenditore si rechi fisicamente negli Emirati Arabi. Non è richiesto l’intervento di un notaio. Tuttavia è necessario che il socio / i soci siano stati già in passato almeno una volta negli Emirati Arabi (all’atto della presentazione della domanda si deve allegare fotocopia della pagina del passaporto con l’ultimo visto di ingresso).  Alcune Free Zone (tipo Dubai South) non richiedono di essere stati negli Emirati Arabi in passato, ma hanno costi di gestione magari più elevati.

Una persona non residente negli Emirati Arabi può costituire una società? Certamente. Un soggetto non residente negli Emirati Arabi può costituire (anche in forma unipersonale) una società in Free Zone e detenere il 100% del capitale della stessa. Un soggetto non residente può altresì essere amministratore unico di una società in Free Zone. Anzi l’essere socio di una Free Zone company ovvero amministratore unico, da poi diritto alla possibilità di richiedere il visto residente, sebbene non obbligatorio.

È possibile schermare l’identità dei soci? Al momento non sono previste comunicazioni tra l’authority ed altri stati.

È possibile nominare un amministratore fiduciario? L’identità degli amministratori può essere protetta utilizzando il servizio di amministrazione fiduciaria (nominee director). In questo caso, il cliente sottoscriverà un trust agreement con un professionista locale fornito dallo Studio, il quale assumerà l’incarico di amministratore per conto del cliente (beneficial owner). Il cliente potrà revocare l’amministratore fiduciario in qualsiasi momento.

È necessario specificare l’oggetto sociale nello statuto di una FZ LLE / FZ LLC? È necessario specificare una categoria commerciale, tra quelle previste dalla Free Zone. Nel caso di Fujairah le categorie sono limitate all’ambito “servizi”, ma ad esempio una generica Business Consultancy può fatturare qualsiasi cosa rientri nell’ambito “consulenza” o “servizi”. Nel caso dell’IT, la Free Zone di Fujairah consente di avere anche Import/Export. La Free Zone di Dubai South invece (in zona del nuovo aereoporto) prevede le categorie di Trading e General Trading.

Esiste l’obbligo di nominare un sindaco o un collegio sindacale? Negli Emirati Arabi, non esiste alcun organo assimilabile al sindaco o al collegio sindacale, ma si deve presentare un “audit” in quasi tutte le Free Zone. A Fujairah non si ha obbligo di presentazione di registri contabili o di revisione dei conti.

Quali sono i documenti e le informazioni necessarie per la costituzione di una società nel la Free Zone di Fujairah? I documenti necessari sono i seguenti:

  • copia del passaporto di ciascun socio e amministratore della costituenda società; in caso di socio persona giuridica, una visura della società tutti i documenti vanno tradotti in arabo e vidimati dall’ambasciata della nazione originaria e poi dal Ministero degli affari esteri;
  • copia della pagina con il timbro dell’ultimo visto di ingresso negli Emirati Arabi.

Le informazioni che il cliente dovrà fornire per la costituzione di una Ltd sono le seguenti:

  • denominazione della società che in caso di un socio dovrà terminare in “FZ LLE” e in caso di due o piu soci in “FZ LLC”; eventuale nome di backup
  • in relazione a ciascuno dei soci e degli amministratori, nome e cognome, data e luogo di nascita e indirizzo di residenza, numero di telefono, email
  • indicazione della categoria commerciale dell’attività della società.

È possibile conferire un bene immobile in Italia ad una FZ LLE o FZ LLC? Si, a discrezione del venditore.

È possibile l’apertura di una sede secondaria fuori dalla Free Zone (in main land o in altro Paese)? Si.

A quale tassazione è soggetta una società negli Emirati Arabi? L’imposta sul reddito delle società e personale negli Emirati Arabi è pari a zero. Non è prevista aliquota IVA.

Esistono tasse doganali da corrispondere per le spedizioni tra Italia ed Emirati Arabi? Si, pari al 5%. Ma sono esenti una serie di prodotti, e in genere tutti i prodotti che entrano negli Emirati Arabi per subire delle lavorazioni e poi essere rispediti, o solo in transito.

Gli amministratori di una FZ sono di per sé soggetti all’obbligo di pagamento di contributi previdenziali minimi.  Non sono previste imposte personali sul reddito.

È necessaria l’assunzione di dipendenti? No. L’assunzione di personale è rimessa alla libera valutazione degli amministratori della società. Tuttavia il socio o uno dei soci dovrà avere mandato formale di Managing Director.

Aprire un e-commerce a Dubai

Aprire un e-commerce a Dubai

Aprire un e-Commerce a Dubai e negli Emirati Arabi può essere il modo più semplice ed economico per un primo approccio con il territorio, dove le vendite on line sono un settore non più trascurabile in un mondo “collegato”.

Per aprire un’attività di vendita ci sono di fatto 3 possibilità con 3 livelli di efficacia (e di costi) diversi.

1. aprire un negozio/showroom in un posto strategico e di rappresentanza

per questo tipo di attività va fatto uno studio di fattibilità per poter approfondire i costi, ma considerando che a Dubai un negozio Made in Italy deve essere in un punto d’elite, il solo affitto sarà importante. Anche se andassimo su negozi piccoli in posti d’elite ma non centrali tra: affitto, licenze, personale, capitale sociale ecc si fa presto a superare 100 / 200 mila euro per il primo anno

2. aprire una import/export rivolgendoci al B2B, magari con uno showroom di rappresentanza in Free Zone o anche solo con un ufficio

In questo modo eliminiamo il problema di affitti costosi e riduciamo anche altri costi: una import/export può essere in Free Zone, quindi avremo il 100% della proprietà (no socio locale) e costi piu bassi. Tra affitto di un ufficio, capitale sociale, ecc scegliendo opportunamente la Free Zone si può pensare ad un budget di 50 / 80,000 euro per il primo anno

3. aprire una societa di servizi in Free Zone che gestisca un e-commerce rivolgendosi sia al consumatore finale, sia al B2B, ma senza magazzino proprio

In tal caso la società che si va ad aprire gestirebbe solo la parte commerciale. C’è anche da precisare che avere una licenza ad hoc per questa soluzione è fondamentale per essere in regola.

Guardando al futuro, la discussione deve passare da e-commerce vs. offline commerce ad un modello integrato. Anche chi vuole aprire un negozio fisico o una import/export non può trascurare le vendite on line. Sempre più spesso, i consumatori arrivano all’acquisto finale dopo una serie di esperienze online, offline o integrate:

sono in un negozio per comprare un televisore e in tempo reale con lo smartphone verifico se trovo offerte sul mio portale di fiducia prima di acquistare.

Licenze:

1) Per costituire una società basata sul web, avrete bisogno di una licenza da parte del Dipartimento di Sviluppo Economico (DED).

2) Se si sta cercando di avviare il tutto all’interno di una Free Zone, bisogna individuare quella competente a seconda che si voglia procedere con una import/export oppure con una sola licenza di servizi web.

3) Il tipo di licenza rilasciata dipenderà dalla natura del business online.

Requisiti import/export:

Se si importano prodotti al di fuori del paese e si vendono online nel mercato degli Emirati Arabi Uniti, l’azienda deve essere registrata presso porti e dogane dell’emirato pertinente, e ricevere un codice importatore. Un dazio doganale (quasi sempre del 5%) è applicabile alle merci importate; si è in esenzione se le merci arrivano per essere lavorate e poi vengono rispedite fuori dagli Emirati.

Le aziende operanti in Free Zone sono esenti dai dazi doganali se stanno vendendo i loro prodotti / servizi all’interno della Free Zone stessa o fuori del paese. Tuttavia, se stanno vendendo all’interno degli Emirati Arabi Uniti (al di fuori della zona franca), il dazio doganale deve essere pagato e deve essere nominato un agente locale.

Tuttavia in una prima fase si potrebbe anche ipotizzare di aprire un e-Commerce che gestisca solo la parte “contrattuale” della vendita, facendo sì che il produttore si occupi della spedizione al cliente finale. Questo e-Commerce e la relativa società che lo gestisce, fungerebbe come “agente di commercio” per la società produttrice. In questo modo la società in Free Zone non dovrebbe gestire dazi doganali, importazioni, ecc..