Acquistare una società in Free Zone a Dubai e negli Emirati Arabi

Acquistare una società in Free Zone

Esistono vari modi per acquistare una società in Free Zone a Dubai e negli Emirati Arabi e a seconda della Free Zone le procedure e i costi variano. Menzionarle tutte o analizzarle in questa sede sarebbe impossibile. Vi sono però alcune osservazioni generali a cui ci si può attenere.

Prendiamo come esempio la Free Zone di Fujairah (Creative Zone). Per cambiare azionista (shareholder) / direttore esecutivo (executive director) sono necessari:

  • set completo di originali dei documenti societari
  • delibera del Consiglio sul trasferimento di azioni e/o modifica del direttore esecutivo, firmato da tutti dall’azionista e timbrato
  • contratto di compravendita di azioni e modulo di trasferimento delle quote firmati da compratore e venditore (dei modelli standard sono disponibili)
  • se alla società non sono legati dei visti, ci sarà una tassa di cambio di  3.000 AED pacchetto; da aggiugere invece 500 AED per il cambio di Immigration Card qualora ci siano visti legati alla società
  • Una volta consegnati tutti i documenti ed effettuato il pagamento, il cambio mediamente viene fatto in meno di 2 settimane (stesso tempo necessario per l’emissione di una nuova licenza)

Considerazioni analoghe valgono nel caso siano coinvolti più azionisti o una cessione parziale delle quote. Qualora però si passi da una società con un solo azionista (single shareholder) a più azionisti (multiple shareholders), va considerata anche l’integrazione del costo della annuale della licenza di 4,000 AED.

A fronte della relativa semplicità della procedura, si consideri anche che:

  • le licenze negli Emirati Arabi hanno costo annuale, quindi in taluni casi potrebbe aver senso costituire una nuova società e non acquistarne una esistente (soprattutto se sotto scadenza); in questo modo si avrà la facoltà di scegliere nome, categoria commerciale, ecc.. senza dover richiedere ulteriori cambi successivamente
  • potrebbe aver senso invece rilevare una società esistente, se questa ha già contratti in essere, certificazioni di interesse, ecc..
  • fare sempre un’accurata due diligence dell’affare, compiendo le opportune indagini preliminari, soprattutto considerando che eventuali situazioni pendenti (assegni in circolazione non coperti, pagamenti sospesi, ecc.) possono portare all’arresto del titolare / direttore. Acquistare una società o una partecipazione societaria senza avere svolto tale preliminare attività equivale infatti a compiere un “acquisto a scatola chiusa”. Gli esiti dell’indagine potrebbero precludere o scoraggiare la conclusione dell’affare ovvero fornire il potere negoziale per contrattare condizioni migliori.
  • sebbene esistano dei modelli standard per la cessione di quote, controllare eventuali clausole da modificare / eliminare / integrare; essere quanto più precisi nella definizione delle dichiarazioni e delle garanzie rese dal venditore (reps and warranties) e dei meccanismi risolutori e risarcitori a favore dell’acquirente)
  • essere assistiti da consulenti esperti in ogni fase delle trattative per la definizione dell’accordo può evitare problematiche future
Come scegliere correttamente il nome della società in Free Zone a Dubai e negli Emirati Arabi

Come scegliere correttamente il nome della società in Free Zone

Quanto vale il nome di una società? Dipende. Può raggiungere i 100 milioni di dollari, ad esempio; cifra pagata da Accenture nel trasformare il proprio brand da Andersen Consulting nel 2001. Scegliere il nome di una startup non ha ovviamente lo stesso impatto di cambiare nome (e di conseguenza brand) di una multinazionale già consolidata, ma tale esempio ha reso bene l’idea di quanto valore ci sia dietro un nome.

Dare un nome a qualcosa è di per sé difficile: un’azienda, un prodotto, un figlio. Tanti fattori influenzano la scelta e fino alla fine si avrà sempre il dubbio di non aver fatto la scelta giusta; o, peggio, ci si potrebbe rendere conto di aver fatto la scelta sbagliata quando è troppo tardi. Ma prima o poi si dovrà arrivare ad una decisione.

Da dove cominciare? Bisogna considerare due aspetti: pratico ed emozionale. Non importa da dove arrivi l’ispirazione.  Non approfondiremo qui tematiche generiche di marketing & branding sulla scelta del nome, tipo le considerazioni da fare: efficacia, internazionalità, registrabilità, disponibilità dei nomi di dominio, ecc.. Ma ricordiamo quanto sia importante (tanto per citare alcuni fattori):

  • scegliere un nome che vada bene oggi, tra un anno, tra cinque anni..
  • verificare la disponibilità dei nomi di dominio sui mercati di riferimento (.com a livello internazionale, .it per l’Italia, .ae per gli Emirati Arabi) e delle relative pagine sui social network di interesse
  • non scegliere nomi troppo complessi o lunghi o che non siano subito l’idea del business
  • scegliere nomi internazionali e per quanto possibile facilmente pronunciabili se il target di riferimento non è solo locale
  • scegliere nomi facilmente associabili ad un’immagine positiva ed in linea con il prodotto/servizio offerto
  • pensare già ad un logo associato al nome
  • verificare che il nome non sia poco efficace / facilmente traducibile nelle lingue parlate nei paesi target

e così via.

Vediamo invece quali sono alcuni aspetti da tenere in considerazione quando si deve scegliere il nome per una società da costituire negli Emirati Arabi.

UAE naming regulations checklist

  • Un linguaggio offensivo è proibito; si deve quindi verificare che la traslitterazione / la traduzione in arabo equivalgano a termini non offensivi.
  • Non sono ammessi riferimenti ad Allah o altro riferito a Lui.
  • Se si vuole includere il proprio nome in quello societario, bisogna includere il nome per estero. Ad esempio, Mario Rossi non può chiamare il proprio business “Rossi Contractor”, mentre “Mario Rossi Contractor” è consentito.
  • Se si vuole includere il nome di una persona fisica in quello societario, tale persona deve essere azionista / proprietaria della stessa.
  • I nomi non possono includere riferimenti ad organizzazioni politiche, religiose, militari, ecc.. tipo FBI, KGB, CIA, Mafia,..
  • Non sono più consentiti nome di società che iniziano per “International”, “Middle East” o “Global” – né eventuali traduzioni di queste parole in altre lingue.
  • Non si possono includere nomi di Paese o di Governo.
  • Non possono essere inclusi segni di punteggiatura.
  • I nomi devono essere scritti così come vengono pronunciati/traslitterati. Quindi, se il nome arabo della vostra azienda è الصقر للمقاولات, allora deve essere registrato come “Al Saqr contracting”.
  • Il nome deve prevedere/rispettare la categoria commerciale prevista dalla Free Zone: non si può chiamare un’azienda di consulenza ABC Import/Export. Altro esempio: in determinate Free Zone non è possibile costituire società del settore Oil & Gas, per cui tale nome non può essere incluso nella denominazione.

In ogni caso si consiglia di riferirsi sempre alla guideline della Free Zone specifica in cui si intende aprire.

 

Studio di fattibilita per apertura societa a Dubai

Studio di fattibilità

Aprire una sede a Dubai o negli Emirati Arabi, internazionalizzare la propria attività comporta un notevole impegno di risorse: tempo, capitale, spostamenti, riunioni. L’analisi o studio di fattibilità di un progetto normalmente precede la fase di avvio di un progetto dovendone valutare le motivazioni, le opportunità, i rischi, le risorse necessarie e i tempi di realizzazione.

Lo studio preliminare delle condizioni interne d’impresa ed esterne di mercato rappresenta una fase nevralgica del progetto di internazionalizzazione.

L’analisi di fattibilità di un progetto viene svolta a partire da dati e stime a livello macro in modo da non impegnare eccessivo tempo e risorse e l’impostazione dello studio è basata su una struttura di base indipendente dal tipo di progetto. L’analisi del mercato di riferimento punta a realizzare un documento avente la seguente articolazione:

  1. Precisazione dell’ambito di progetto (Scope). Questa sezione ha la finalità di definire i bisogni del cliente e le motivazioni da cui nasce.
  2. Introduzione al territorio. Per meglio entrare in ottiche cui l’imprenditore che internazionalizza per la prima volta / che approccia per la prima volta gli Emirati Arabi potrebbe non essere abituato.
  3. Macro-requisiti. Questa sezione precisa le caratteristiche e i requisiti (funzionali, tecnici e qualitativi) di alto livello che ciascun deliverable dovrebbe soddisfare per poter essere implementato.
  4. Strategia. Questa sezione definisce l’approccio che si intende adottare per sviluppare il progetto e soddisfare i requisiti previsti. Delinea i processi che si intendono adottare, gli standard di qualità e di produzione.
  5. Stime di massima. In questa si daranno delle stime sui macro-valori economici in gioco.
  6. Possibili strategie alternative. Magari per iniziare ad approcciare il mercato in maniera più cauta, pur restando nello stesso ambito.
  7. Conclusioni.
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Apertura società in Free Zone: alcune domande utili

Quando si intende aprire una società all’estero, sono tante le domande a cui un imprenditore cerca risposta. In questo articolo abbiamo raccolto le più comuni, basandoci sulla nostra esperienza. Fermo restando che la normativa è in continua evoluzione; anche per questo motivo abbiamo istituito un servizio di consulenza (di persona o telefonico) per ottenere informazioni aggiornate o approfondire le esigenze specifiche. Per maggiori informazioni è possibile contattare l’indirizzo:

consulenza@freezonedubai.it

usare il modulo di contatto, oppure – per chi lo preferisse – è disponibile il canale telegram:

https://t.me/FreeZoneDubai

Quali sono i principali tipi di società negli Emirati Arabi? La prima distinzione da fare è tra società in mainland (on shore) e quelle in free zone; le prime richiedono di avere un socio locale al 51% (anche se poi questi rimane inattivo), le seconde consentono il 100% di proprietà anche per i non emiratini. La costituzione di una società è assogettata a requisiti diversi, a seconda dell’authority che gestice quella particolare Free Zone. Dalla richiesta del capitale sociale, ai tempi di costituzione, alla necessità di avere un ufficio fisico o solo un desk, all’obbligatorietà di tenere un registro contabile: tutto varia da Free Zone a Free Zone. Attualmente se ne contano oltre 40 negli Emirati Arabi; circa 20 solo a Dubai.

Noi lavoriamo principalmente con una delle Free Zone di Fujairah, che per molti versi rappresenta la soluzione più smart per partire,  e dove è possibile costituire società a socio singolo o con più soci.

Quali sono i tempi di costituzione di una società? Nella Free Zone con cui lavoriamo viene incorporata generalmente entro pochi giorni lavorativi dalla consegna della documentazione richiesta. In periodi di festività islamiche o di ramadan, i tempi possono sensibilmente dilungarsi.

Qual è il capitale minimo per la costituzione di una società? Varia in base alle Free Zone. A Fujairah il capitale minimo è di 100,000 AED (poco più di 27,000 USD), ma non va versato: viene solo specificato in fase di incorporazione.

È possibile costituire una società senza spostarsi fisicamente dall’Italia?  Con alcune Free Zone si, l’intera procedura di costituzione può essere gestita direttamente dall’Italia, senza che l’imprenditore si rechi fisicamente negli Emirati Arabi. Non è richiesto l’intervento di un notaio. Tuttavia è necessario che il socio / i soci siano stati già in passato almeno una volta negli Emirati Arabi (all’atto della presentazione della domanda si deve allegare fotocopia della pagina del passaporto con l’ultimo visto di ingresso).  Alcune Free Zone (tipo Dubai South) non richiedono di essere stati negli Emirati Arabi in passato, ma hanno costi di gestione magari più elevati.

Una persona non residente negli Emirati Arabi può costituire una società? Certamente. Un soggetto non residente negli Emirati Arabi può costituire (anche in forma unipersonale) una società in Free Zone e detenere il 100% del capitale della stessa. Un soggetto non residente può altresì essere amministratore unico di una società in Free Zone. Anzi l’essere socio di una Free Zone company ovvero amministratore unico, da poi diritto alla possibilità di richiedere il visto residente, sebbene non obbligatorio.

È possibile schermare l’identità dei soci? Al momento non sono previste comunicazioni tra l’authority ed altri stati, cosí come non è previsto un pubblico registro delle imprese nelle Free Zone.

È possibile nominare un amministratore fiduciario? L’identità degli amministratori può essere protetta utilizzando il servizio di amministrazione fiduciaria (nominee director). In questo caso, il cliente sottoscriverà un trust agreement con un professionista, il quale assumerà l’incarico di amministratore per conto del cliente (beneficial owner).

È necessario specificare l’oggetto sociale nello statuto di una FZ LLE / FZ LLC? È necessario specificare una categoria commerciale, tra quelle previste dalla Free Zone. Nel caso di Fujairah le categorie sono limitate all’ambito “servizi”, ma ad esempio una generica Business Consultancy può fatturare qualsiasi cosa rientri nell’ambito “consulenza” o “servizi”. Nel caso dell’IT, la Free Zone di Fujairah consente di avere anche Import/Export. La Free Zone di Dubai South invece (in zona del nuovo aereoporto) prevede le categorie di Trading e General Trading.

Esiste l’obbligo di nominare un sindaco o un collegio sindacale? Negli Emirati Arabi, non esiste alcun organo assimilabile al sindaco o al collegio sindacale, ma si deve presentare un “audit” in quasi tutte le Free Zone. A Fujairah non si ha obbligo di presentazione di registri contabili o di revisione dei conti.

È possibile conferire un bene immobile ad una FZ LLE o FZ LLC? Si, a discrezione del venditore e purchè l’immobile non si trovi negli Emirati Arabi.

È possibile l’apertura di una sede secondaria fuori dalla Free Zone (in main land o in altro Paese)? Si.

A quale tassazione è soggetta una società negli Emirati Arabi? L’imposta sul reddito delle società e personale negli Emirati Arabi è pari a zero. Dal 1 gennaio 2018 è prevista aliquota IVA a Dubai.

Esistono tasse doganali da corrispondere per le spedizioni tra Italia ed Emirati Arabi? Si, pari al 5%. Ma sono esenti una serie di prodotti, e in genere tutti i prodotti che entrano negli Emirati Arabi per subire delle lavorazioni e poi essere rispediti, o solo in transito.

Gli amministratori di una FZ sono di per sé soggetti all’obbligo di pagamento di contributi previdenziali minimi.  Non è previsto un sistema previdenziale.

È necessaria l’assunzione di dipendenti? Dipende dal tipo di attività. Nel caso di una Free Zone a Fujairah il socio o uno dei soci dovrà avere mandato formale di Managing Director.

Expo 2020 Dubai: progetti per il futuro

Expo 2020 Dubai: progetti per il futuro (neanche troppo lontano)

L’Expo 2020 Dubai apre prospettive frenetiche di business grazie all’accelerazione dei progetti in corso nei principali segmenti contract: turistico, residenziale, hospitality, retail e commerciale. L’incremento di aziende italiane che avviano l’apertura di una filiale, una branch o una startup negli Emirati è importante; un esempio su tutti sono le aziende del design che avviano sembre meno azioni di marketing classiche (come la partecipazione a fiere) in favore di iniziative più mirate (marketing B2B, web marketing, comunicazione sui social, pressione sui canali dei developer e realtor contract, promozione presso gli studi di architettura globali). Expo 2020 rappresenta infatti un perfetto traino per chi vuole sviluppare o consolidare la propria presenza nel Paese. Il momento più opportuno è proprio l’attuale, magari cogliendo le opportunità offerte dalle molte free zones del paese per aprire branch locali o investire direttamente con una pressione fiscale nulla ed una gamma di servizi alle imprese invidiabile.

Il CEO di Dubai Investments ha dichiarato che il gruppo si aspetta oltre venti milioni di visitatori nei 6 mesi dell’evento e un’esplosione di progetti edilizi con l’avvicinarsi dell’anno fatidico. Su tutti spicca il progetto di espansione del nuovo aeroporto Al Maktoum International (DWC), oggi solo parzialmente operativo e che dovrebbe diventare il maggiore del mondo oltre a porsi come cardine centrale della zona economica Dubai World Central.

Proprio vicino al nuovo aeroporto internazionale, prenderà vita l’Expo, un sito avveniristico di oltre 438 ettari di estensione. HOK architecture, alla guida di un team di aziende di architettura (con gli studi Populous e Arup in testa), ha svelato il master plan del sito destinato ad ospitare oltre venticinque milioni di visitatori da tutto il mondo. Ecco il Expo 2020 Dubai Master Plan. La novità più interessante è senz’altro l’attenzione all’ambiente e all’edilizia ecosostenibile con una struttura fotovoltaica che rivestirà l’intera struttura con l’obiettivo di coprire almeno la metà del fabbisogno energetico complessivo dell’intero sito.

Sono inoltre confermati ingenti flussi di investimento nelle strutture di hospitality previsti da tutti i maggiori operatori del settore (Paramount hotels ad esempio). I maggiori operatori finanziari hanno stimato la necessità di incrementare la capacità ricettiva delle strutture alberghiere di almeno 80.000 nuove stanze entro il 2020, con un volume di business che si stima attorno ai 7 miliardi di dollari, senza contare gli investimenti nel settore immobiliare che arriveranno a generare un incremento di oltre 45.000 unità abitative, con un impatto determinante sul mercato real estate locale.

Innumerevoli i progetti contract internazionali già avviati o lanciati dal giorno dei festeggiamenti per l’aggiudicazione dell’Expo 2020: un volume in crescita inarrestabile che ha già raggiunto quota 27 miliardi di dollari USA.

Altri principali driver sono i progetti mastodontici di District One, il parco a tema Meraas (sempre nell’area del nuovo aeroporto e che integra cinque theme parks di stile statunitense), e i progetti di sviluppo ed espansione residenziale come l’appalto di Nakheel per le Al Furlan Villas.

Aprire una società controllata a Dubai e negli Emirati Arabi

Per società controllata o società sussidiaria (in inglese: subsidiary) si intende una società le cui azioni o quote sono possedute da un’altra società (società madre), in quantità sufficiente per esercitare un’influenza dominante sull’amministrazione.

Ci sono determinati casi in cui aprire una società controllata è preferibile rispetto alla costituzione di una filiale o una newCo. Ad esempio nel caso in cui la società madre voglia aprire un ufficio di rappresentanza, inizialmente o stabilmente finanziato dalla casa madre, che continuerà a gestire la parte di produzione / erogazione dei servizi. Tale sussidiaria potrebbe anche non produrre reddito e non necessitare di un conto bancario, ovvero potrebbe ricevere dalla casa madre delle commissioni sul fatturato che consentiranno di coprire le spese stesse dell’ufficio, autofinanziandosi. Ma di fatto l’obiettivo non è quello di produrre utile, se non per la casa madre.

Le procedure per la costituzione variano da mainland a free zone, e anche da free zone a free zone. Riportiamo a titolo di esempio i documenti necessari per la costituzione di una società controllata nella Free Zone di Fujairah:

La società madre deve fornire i seguenti documenti societari tradotti in inglese / arabo, attestati dal Consolato degli Emirati Arabi Uniti in Italia e attestati poi dal Ministero degli Affari Esteri a Dubai:

  • Atto costitutivo;
  • Statuto;
  • Visura camerale;
  • Delibera del Consiglio di Amministrazione comprendente la decisione di costituire una società controllata negli Emirati Arabi Uniti;
  • Procura al firmatario autorizzato (responsabile), eventualmente inclusa anche nella stessa delibera, con eventuali deroghe / note addizionali

 

Ottenere un visto residente negli Emirati Arabi

Ottenere un visto residente a Dubai negli Emirati Arabi

Per ottenere un visto residente a Dubai o negli Emirati Arabi si ha l’obbligo di avere uno “sponsor”, cioè una figura che faccia da garante in fase di richiesta. Lo sponsor può essere:

  • l’azienda che ci assume o che – da imprenditori – andiamo a costituire (in tal caso l’imprenditore avente bisogno del visto è tenuto a nominarsi Managing Director – MD – della stessa e a quel punto può richiedere un visto per se)
  • un familiare diretto (moglie, marito, padre, madre) avente capacità economica (fa fede il salary certificate) di mantenere le persone per cui fa richiesta di visa

A seconda che l’azienda di riferimento sia in mainland o in Free Zone, le procedure possono essere diverse; e anche a seconda delle Free Zone le procedure sono diverse. Mentre una società offshore non consente il rilascio di visa resident neanche per l’imprenditore.

Esempio di PROCEDURA per OTTENERE IL VISTO RESIDENTE a DUBAI e negli EMIRATI ARABI

Riportiamo come esempio la procedura per ottenere il visto in una delle Free Zone di Fujairah (la Creative Zone), una soluzione ottimale in termini di semplicità e tempi.

Una volta emessa la licenza, è necessario richiedere l’Immigration Card (IC), è un documento intestato all’azienda che consente a questa di rilasciare visti residenti per i propri dipendenti (incluso il titolare – executive director). Questa carta può emessa contestualmente al rilascio di una licenza commerciale (se si attiva una licenza che ha già la possibilità di emettere visti residenti) oppure si può attivare in un secondo momento (se si è scelto un “no visa package”).

Qualora si abbia una “no visa company” per avere l’Immigration Card si deve prima fare l’upgrade della licenza (richiede circa 10 gg lavorativi) e poi richiesta dell’IC stessa (2 / 3 settimane circa per averla).

Ottenuta l’Immigration Card, si passa a richiedere l’Entry Permit EP, una sorta di visto temporaneo nominale per la persona di cui si sta effettuando la procedura. Anche qui passano 2/ 3 settimane per averlo, ma è prevista una procedura urgente che consente di averlo in 1 settimana circa. Una volta emesso l’Entry Permit si hanno 60 giorni di tempo per entrare nel Paese (se la persona è fuori) oppure per effettuare un “in country status adjustment”; passato il termine bisogna ripetere la procedura di richiesta dello stesso.

Una volta vidimato l’Entry Permit, il richiedente deve effettuare delle visite mediche presso uno degli ospedali autorizzati (contestualmente viene richiesta anche la carta di identità nazionale). I risultati delle visite mediche, il passaporto in originale e l’Entry Permit vidimato, vanno quindi consegnati per ritirare – dopo circa 2 settimane, ma anche qui è prevista una procedura urgente – il passaporto con il visto residente degli Emirati Arabi.

Una volta avuto il visto residente, è necessario convertire la patente italiana con quella emiratina per poter guidare.

Avuto il visto residente non è automatico per lo Stato Italiano il passaggio della residenza negli Emirati Arabi. Per farlo è necessario fare apposita domanda presso l’Ambasciata italiana ad Abu Dhabi ovvero al Consolato italiano a Dubai.

Si premette che sono considerati residenti in Italia le persone fisiche che per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni):

– sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente;
– hanno nel territorio dello Stato: il domicilio, ovvero la residenza ai sensi del codice civile (art. 43, comma 1, c.c.).

Il verificarsi di uno solo di essi è sufficiente per considerare un soggetto residente in Italia.

L’Ufficio Anagrafe è competente per l’Anagrafe dei Cittadini Residenti all’Estero (AIRE). L’iscrizione all’AIRE è necessaria per ottenere tutti i documenti e i certificati che sono rilasciati dall’Ufficio consolare. Anche per poter richiedere il rilascio o il rinnovo del passaporto occorre aver adempiuto al predetto obbligo.

Per maggiori informazioni:

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Aprire conto corrente Dubai

Aprire un conto bancario societario a Dubai

Una volta aperta una società negli Emirati Arabi, anche se in Free Zone e senza visto residente, è possibile aprire il conto corrente bancario della società. La procedura non è eccessivamente articolata, ma varia da banca a banca; oltre alla firma dei documenti quasi tutte le banche richiedono un deposito minimo medio da versare dopo l’apertura per poi poter processare l’online banking / l’emissione della carta di debito (bancomat).

Carte di credito e assegni sono in genere emessi solo se il titolare ha il visto residente, ma anche su questo ci sono diverse soluzioni per averle.

I conti possono essere aperti in diverse valute: il dirham (la moneta locale) è valuta obbligatoria anche perchè le funzionalità della carta di debito e di sportello sono generalmente legate a tale conto. Ma possono poi essere aperti conti addizionali nelle principali valute: USD, EUR, GBP, ….

Diversa invece la questione per l’apertura del conto corrente personale. Per l’apertura del conto corrente personale infatti, le banche tendono a richiedere il visto residente e la carta di identità locale (Emirates ID), oltre una serie di documenti che possono variare da banca a banca. Alcune banche danno la possibilità di aprire conti anche per chi non risiede negli Emirati Arabi; in tal caso di parla di “Saving Account” (conto di deposito).

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Aprire una società in Free Zone a Dubai e negli Emirati Arabi

Aprire una società in Free Zone a Dubai o negli Emirati Arabi comporta numerosi vantaggi. Una Free Zone (Zona Franca) è un’area specificamente destinata alla promozione del commercio, all’esportazione ed all’apertura dell’economia locale (emiratina in questo caso) al mondo esterno, e gli Emirati Arabi Uniti hanno una posizione strategica per il commercio internazionale. Le Free Zone degli Emirati Arabi Uniti sono state create allo scopo di facilitare gli investimenti stranieri; di conseguenza le procedure per insediarsi nelle zone franche sono relativamente semplici, veloci e relativamente economiche. Se ne contano oltre 50 al momento. Le società in possesso di una licenza emessa da una Free Zone sono autorizzate ad operare all’interno delle Free Zone degli Emirati e al di fuori degli Emirati; le operazioni svolte entro gli Emirati Arabi possono essere svolte attraverso agenti commerciali, rappresentanti, distributori o aziende madri con licenza in-land (emessa all’interno degli Emirati Arabi).

Aprire una società in Free Zone offre agli investitori una serie di vantaggi:
– Proprietà straniera del 100%
– Nessuna imposta sulle società
– Libertà di rimpatriare il capitale e il reddito
– Nessuna imposta sul reddito personale
– Completa esenzione dai dazi doganali
– Nessun obbligo di assunzione
– Possibilità di richiedere un visa resident se necessario e di aprire un conto corrente bancario personale (oltre quello aziendale) anche senza prendere una casa in affitto

Per avviare un’impresa nelle Free Zone è necessario richiedere una licenza: noi abbiamo individuato delle soluzioni molto economiche per iniziare a mettere un piede negli Emirati. In particolare se non si ha necessità del Visa Resident, è possibile aprire una società in Free Zone con poche migliaia di euro.

Contattaci per maggiori informazioni.