IVA a Dubai e negli Emirati Arabi

IVA a Dubai e negli Emirati Arabi

Dal 1° gennaio 2018 Dubai ed Emirati Arabi introducono l’IVA: un enorme cambiamento nel panorama economico e finanziario. L’imposta sul valore aggiunto, in acronimo IVA, è un’imposta – adottata in sessantotto Paesi del mondo (tra i quali anche vari membri dell’UE) – applicata sul valore aggiunto di ogni fase della produzione, di scambio di beni e servizi. La decisione di introdurla negli Emirati Arabi (ma nel giro di alcuni anni anche altri Paesi del Golfo potrebbero adottarla) è mossa dalla volontà di diversificare l’economia regionale ed emanciparsi dai proventi del petrolio.

Non tutte le imprese avranno bisogno di registrarsi ai fini dell’IVA, e il governo potrebbe anche prendere in considerazione di mantenere esenti le Free Zone. Il Ministero delle Finanze, infatti, ha confermato che le imprese con un fatturato annuo compreso tra AED 187.500 e AED 375.000 possono scegliere se registrarsi o meno, mentre quelle con meno di AED 187,500 resteranno per ora esenti; tuttavia, i dettagli sono ancora in via di definizione. Le aziende che dovranno iscriversi al registro IVA, potranno farlo a partire dal terzo trimestre 2017 e non oltre il 31 dicembre 2017; saranno resi noti in tempo tutti i requisiti. Quindi è una situazione in continua evoluzione e merita continui aggiornamenti.

Il cambiamento ha implicazioni di vasta portata, sia per le imprese nella regione che per le società di servizi e professionisti in contabilità e gestione delle finanze.

Allora, che cosa significherà l’IVA per le imprese negli Emirati Arabi? Si tratta di un argomento complesso e piccoli dettagli sono ancora in fase di elaborazione ma il quadro è abbastanza chiaro.

L’imposta sarà fissata al 5% ma saranno esenti prodotti alimentari di base, istruzione e assistenza sanitaria. Come anticipato prima, anche se le grandi aziende, le PMI e le piccole aziende familiari hanno tutte passività potenziali, solo le società con ricavi per un importo specifico importante annuo dovranno registrarsi per legge.

Con meno di 10 mesi al via, si deve iniziare una completa pianificazione, e la preparazione e verifica sono essenziali per garantire una transizione senza problemi. Le aziende devono educare i loro dipendenti, clienti e fornitori, e riconfigurare tutti i loro sistemi. Si tratta di un cambiamento culturale tanto quanto quello economico.

Se l’IVA non viene applicata correttamente, le aziende si troveranno in un caos amministrativo e finanziario, e il mancato rispetto delle nuove leggi fiscali potrà portare a sanzioni.

Fonte: https://www.mof.gov.ae/

Creative Free Zone Fujairah: lista delle categorie commerciali

Creative Free Zone Fujairah: lista delle categorie commerciali

Ci sono più di 40 Free Zone negli Emirati Arabi; più di 20 solo a Dubai, 2 a Fujairah: Creative City e Fujairah Free Zone Authority.  Ci sono poi vantaggi specifici delle varie Free Zone; ed in particolare Creative City rappresenta per molti versi il modo più facile ed economico per costituire una società negli Emirati Arabi grazie ad una serie di vantaggi.

– non si deve versare capitale sociale
– l’ufficio fisico non è obbligatorio
– non si ha obbligo di presentare i registri contabili
– non si ha obbligo di richiedere un visto residente (ma nel caso è possibile averne fino a 6, anche successivamente e in ogni caso per i visti residenti non è necessario avere un domicilio negli UAE)

Una limitazione di questa Free Zone consiste nel dover avere un oggetto sociale assimilabile a servizi / consulenza. Ecco l’elenco delle categorie commerciali previste.

Consulenza / Business Consultancy: questa sezione copre una vasta gamma di attività; consulenza aziendale, lifestyle, consulenza finanziaria, consulenza legale, risorse umane, consulenza viaggi e altro ancora.

Gestione di eventi / Event Management: la gestione degli eventi comprende molte attività, dall’organizzazione di congressi, alla produzione teatrale, alla gestione di eventi sportivi, a molto di più.

Media: per tutte le aziende e i professionisti coinvolti in fotografia, web design, servizi di media digitali – tra cui la creazione e la gestione di applicazioni di telefonia mobile.

Film / Produzione & Post Produzione Video: questa categoria comprende le licenze per le attività di cinema, arte, produzione e post produzione video.

Istruzione e formazione / Education / Training: una vasta gamma di attività rientrano nelle categorie di istruzione e formazione, ma per questa tipologia è necessario fare application anche per il visto residente.

Servizi IT / IT Consultancy: per tutte le attività nel settore della Information and Communications Technology, tra cui l’e-commerce.

Media and Marketing Services: questa categoria commerciale comprende una serie di attività, tra cui pubblicità, relazioni pubbliche (PR), ricerca e sviluppo, e molto altro ancora.

Musica ed intrattenimento / Music & Entertainment management: questa categoria si riferisce specificamente alla produzione musicale e la relativa registrazione di brani musicali, la promozione della musica, la gestione dei diritti musicali, così come la gestione di attività legate al divertimento (incluso gestione di parchi a tema).

Editoria / Publishing: l’editoria comprende tutte le attività imprenditorial legati alla produzione e gestione di contenuti riproducibili in serie e della loro diffusione e commercializzazione in forme trasmissibili attraverso i media (e oggi anche attraverso le reti telematiche). Sarà necessaria approvazione governativa.

Broadcast: per la gestione delle attività inerenti le trasmissioni radiofoniche, televisive e e via web (streaming). Sarà necessaria approvazione governativa.

Nota: le informazioni riportate in questo articolo sono soggette a variazione, si consiglia di contattare gli organi competenti per verificare le leggi in vigore.

Free Zone Emirati Arabi Quale Scegliere

Free Zone negli Emirati Arabi: quale scegliere?

Ci sono più di 40 Free Zone negli Emirati Arabi (più di 20 solo a Dubai) e ciascuna si rivolge ad una specifica categoria commerciale. Se si desidera avere il 100 per cento di proprietà della propria azienda, indipendentemente dal tipo di attività, è necessario optare per una licenza in una delle Free Zone. Ma quale scegliere?

Le Free Zone sono state istituite per incoraggiare gli investimenti stranieri grazie ad una serie di vantaggi rispetto all’aziende costituite “in land”. Ogni Free Zone ha le sue regole, ma ci sono dei vantaggi generali:

1. Ogni Free Zone consente agli investitori stranieri di avere il 100 per cento di proprietà della società senza necessità di sponsor locali o agenti
2. Nessuna imposta sul reddito per un lungo periodo di tempo (oltretutto rinnovabile).
3. Nessuna imposta sul reddito personale, nonché sulle tasse di import/export (se anche un semilavorato arriva per essere processato e poi rispedito non ci sono dazi).
4. Possibilità di rimpatrio del 100 per cento dei profitti.
5. La procedura di apertura della società è meno complessa.
6. Procedure di assunzione e rilascio visti più facili.

Ci sono poi vantaggi specifici delle varie Free Zone. Ad esempio ad oggi in una delle Free Zone di Fujairah (Creative City):

– non si deve versare capitale sociale
– l’ufficio fisico non è obbligatorio
– non si ha obbligo di presentare i registri contabili
– non si ha obbligo di richiedere un visto residente (ma nel caso è possibile averne fino a 6, anche successivamente e in ogni caso per i visti residenti non è necessario avere un domicilio negli UAE)

Nota: le informazioni riportate in questo articolo sono soggette a variazione, si consiglia di contattare gli organi competenti per verificare le leggi in vigore.

Lista delle free zone degli Emirati Arabi

Free Zone a Dubai

Dubai Airport Free Zone
Dubai Auto Zone
Dubai Cars and Automotive Zone
Dubai Design District
Dubai Flower Centre
Dubai Gold and Diamond Park
Dubai Healthcare City
Dubai Industrial City
Dubai International Academic City
Dubai International Financial Centre
Dubai Internet City
Dubai Knowledge Park
Dubai Logistics City
Dubai Maritime City Authority
Dubai Media City
Dubai Multi Commodities Centre
Dubai Outsource Zone
Dubai Science Park
Dubai Silicon Oasis
Dubai Studio City
Dubai Techno Park (nuovo nome: National Industries Complex)
Dubai Textile City
Energy and Environment Park
International Humanitarian City
Jebel Ali Free Zone Authority
Jumeirah Lakes Towers Free Zone
Dubai Production City

Free Zone ad Abu Dhabi

Abu Dhabi Airport Business City
Abu Dhabi Global Market
Abu Dhabi Ports Company
ZonesCorp
Industrial City of Abu Dhabi
Masdar City
TwoFour54

Free Zone a Sharjah

Hamriya Free Zone Authority
Sharjah Airport Free Zone Authority
USA Regional Trade Center Free Zone

Free Zone a Fujairah

Creative City Fujairah
Fujairah Free Zone Authority

Free zone a Ras Al Khaimah

RAK Investment Authority Free Zone
RAK Maritime City
Ras Al Khaimah Free Trade Zone
Ras Al Khaimah Media Free Zone

Free Zone ad Ajman e Umm Al Quwain

Entrambi questi emirati hanno un’unica Free Zone: Ajman Free Zone Authority e Umm Al Quwain Free Zone Authority

Acquistare una società in Free Zone a Dubai e negli Emirati Arabi

Acquistare una società in Free Zone

Esistono vari modi per acquistare una società in Free Zone a Dubai e negli Emirati Arabi e a seconda della Free Zone le procedure e i costi variano. Menzionarle tutte o analizzarle in questa sede sarebbe impossibile. Vi sono però alcune osservazioni generali a cui ci si può attenere.

Prendiamo come esempio la Free Zone di Fujairah (Creative Zone). Per cambiare azionista (shareholder) / direttore esecutivo (executive director) sono necessari:

  • set completo di originali dei documenti societari
  • delibera del Consiglio sul trasferimento di azioni e/o modifica del direttore esecutivo, firmato da tutti dall’azionista e timbrato
  • contratto di compravendita di azioni e modulo di trasferimento delle quote firmati da compratore e venditore (dei modelli standard sono disponibili)
  • se alla società non sono legati dei visti, ci sarà una tassa di cambio di  3.000 AED pacchetto; da aggiugere invece 500 AED per il cambio di Immigration Card qualora ci siano visti legati alla società
  • Una volta consegnati tutti i documenti ed effettuato il pagamento, il cambio mediamente viene fatto in meno di 2 settimane (stesso tempo necessario per l’emissione di una nuova licenza)

Considerazioni analoghe valgono nel caso siano coinvolti più azionisti o una cessione parziale delle quote. Qualora però si passi da una società con un solo azionista (single shareholder) a più azionisti (multiple shareholders), va considerata anche l’integrazione del costo della annuale della licenza di 4,000 AED.

A fronte della relativa semplicità della procedura, si consideri anche che:

  • le licenze negli Emirati Arabi hanno costo annuale, quindi in taluni casi potrebbe aver senso costituire una nuova società e non acquistarne una esistente (soprattutto se sotto scadenza); in questo modo si avrà la facoltà di scegliere nome, categoria commerciale, ecc.. senza dover richiedere ulteriori cambi successivamente
  • potrebbe aver senso invece rilevare una società esistente, se questa ha già contratti in essere, certificazioni di interesse, ecc..
  • fare sempre un’accurata due diligence dell’affare, compiendo le opportune indagini preliminari, soprattutto considerando che eventuali situazioni pendenti (assegni in circolazione non coperti, pagamenti sospesi, ecc.) possono portare all’arresto del titolare / direttore. Acquistare una società o una partecipazione societaria senza avere svolto tale preliminare attività equivale infatti a compiere un “acquisto a scatola chiusa”. Gli esiti dell’indagine potrebbero precludere o scoraggiare la conclusione dell’affare ovvero fornire il potere negoziale per contrattare condizioni migliori.
  • sebbene esistano dei modelli standard per la cessione di quote, controllare eventuali clausole da modificare / eliminare / integrare; essere quanto più precisi nella definizione delle dichiarazioni e delle garanzie rese dal venditore (reps and warranties) e dei meccanismi risolutori e risarcitori a favore dell’acquirente)
  • essere assistiti da consulenti esperti in ogni fase delle trattative per la definizione dell’accordo può evitare problematiche future
Come scegliere correttamente il nome della società in Free Zone a Dubai e negli Emirati Arabi

Come scegliere correttamente il nome della società in Free Zone

Quanto vale il nome di una società? Dipende. Può raggiungere i 100 milioni di dollari, ad esempio; cifra pagata da Accenture nel trasformare il proprio brand da Andersen Consulting nel 2001. Scegliere il nome di una startup non ha ovviamente lo stesso impatto di cambiare nome (e di conseguenza brand) di una multinazionale già consolidata, ma tale esempio ha reso bene l’idea di quanto valore ci sia dietro un nome.

Dare un nome a qualcosa è di per sé difficile: un’azienda, un prodotto, un figlio. Tanti fattori influenzano la scelta e fino alla fine si avrà sempre il dubbio di non aver fatto la scelta giusta; o, peggio, ci si potrebbe rendere conto di aver fatto la scelta sbagliata quando è troppo tardi. Ma prima o poi si dovrà arrivare ad una decisione.

Da dove cominciare? Bisogna considerare due aspetti: pratico ed emozionale. Non importa da dove arrivi l’ispirazione.  Non approfondiremo qui tematiche generiche di marketing & branding sulla scelta del nome, tipo le considerazioni da fare: efficacia, internazionalità, registrabilità, disponibilità dei nomi di dominio, ecc.. Ma ricordiamo quanto sia importante (tanto per citare alcuni fattori):

  • scegliere un nome che vada bene oggi, tra un anno, tra cinque anni..
  • verificare la disponibilità dei nomi di dominio sui mercati di riferimento (.com a livello internazionale, .it per l’Italia, .ae per gli Emirati Arabi) e delle relative pagine sui social network di interesse
  • non scegliere nomi troppo complessi o lunghi o che non siano subito l’idea del business
  • scegliere nomi internazionali e per quanto possibile facilmente pronunciabili se il target di riferimento non è solo locale
  • scegliere nomi facilmente associabili ad un’immagine positiva ed in linea con il prodotto/servizio offerto
  • pensare già ad un logo associato al nome
  • verificare che il nome non sia poco efficace / facilmente traducibile nelle lingue parlate nei paesi target

e così via.

Vediamo invece quali sono alcuni aspetti da tenere in considerazione quando si deve scegliere il nome per una società da costituire negli Emirati Arabi.

UAE naming regulations checklist

  • Un linguaggio offensivo è proibito; si deve quindi verificare che la traslitterazione / la traduzione in arabo equivalgano a termini non offensivi.
  • Non sono ammessi riferimenti ad Allah o altro riferito a Lui.
  • Se si vuole includere il proprio nome in quello societario, bisogna includere il nome per estero. Ad esempio, Mario Rossi non può chiamare il proprio business “Rossi Contractor”, mentre “Mario Rossi Contractor” è consentito.
  • Se si vuole includere il nome di una persona fisica in quello societario, tale persona deve essere azionista / proprietaria della stessa.
  • I nomi non possono includere riferimenti ad organizzazioni politiche, religiose, militari, ecc.. tipo FBI, KGB, CIA, Mafia,..
  • Non sono più consentiti nome di società che iniziano per “International”, “Middle East” o “Global” – né eventuali traduzioni di queste parole in altre lingue.
  • Non si possono includere nomi di Paese o di Governo.
  • Non possono essere inclusi segni di punteggiatura.
  • I nomi devono essere scritti così come vengono pronunciati/traslitterati. Quindi, se il nome arabo della vostra azienda è الصقر للمقاولات, allora deve essere registrato come “Al Saqr contracting”.
  • Il nome deve prevedere/rispettare la categoria commerciale prevista dalla Free Zone: non si può chiamare un’azienda di consulenza ABC Import/Export. Altro esempio: in determinate Free Zone non è possibile costituire società del settore Oil & Gas, per cui tale nome non può essere incluso nella denominazione.

In ogni caso si consiglia di riferirsi sempre alla guideline della Free Zone specifica in cui si intende aprire.

 

Studio di fattibilita per apertura societa a Dubai

Studio di fattibilità

Aprire una sede a Dubai o negli Emirati Arabi, internazionalizzare la propria attività comporta un notevole impegno di risorse: tempo, capitale, spostamenti, riunioni. L’analisi o studio di fattibilità di un progetto normalmente precede la fase di avvio di un progetto dovendone valutare le motivazioni, le opportunità, i rischi, le risorse necessarie e i tempi di realizzazione.

Lo studio preliminare delle condizioni interne d’impresa ed esterne di mercato rappresenta una fase nevralgica del progetto di internazionalizzazione.

L’analisi di fattibilità di un progetto viene svolta a partire da dati e stime a livello macro in modo da non impegnare eccessivo tempo e risorse e l’impostazione dello studio è basata su una struttura di base indipendente dal tipo di progetto. L’analisi del mercato di riferimento punta a realizzare un documento avente la seguente articolazione:

  1. Precisazione dell’ambito di progetto (Scope). Questa sezione ha la finalità di definire i bisogni del cliente e le motivazioni da cui nasce.
  2. Introduzione al territorio. Per meglio entrare in ottiche cui l’imprenditore che internazionalizza per la prima volta / che approccia per la prima volta gli Emirati Arabi potrebbe non essere abituato.
  3. Macro-requisiti. Questa sezione precisa le caratteristiche e i requisiti (funzionali, tecnici e qualitativi) di alto livello che ciascun deliverable dovrebbe soddisfare per poter essere implementato.
  4. Strategia. Questa sezione definisce l’approccio che si intende adottare per sviluppare il progetto e soddisfare i requisiti previsti. Delinea i processi che si intendono adottare, gli standard di qualità e di produzione.
  5. Stime di massima. In questa si daranno delle stime sui macro-valori economici in gioco.
  6. Possibili strategie alternative. Magari per iniziare ad approcciare il mercato in maniera più cauta, pur restando nello stesso ambito.
  7. Conclusioni.
Free Zone Dubai Aprire società Dubai

Apertura società in Free Zone: alcune domande utili

Quando si intende aprire una società all’estero, sono tante le domande a cui un imprenditore cerca risposta. In questo articolo abbiamo raccolto le più comuni, basandoci sulla nostra esperienza.

Quali sono i principali tipi di società negli Emirati Arabi? La prima distinzione da fare è tra società in mainland (on shore) e quelle in free zone; le prime richiedono di avere un socio locale al 51% (anche se poi questi rimane inattivo), le seconde consentono il 100% di proprietà anche per i non emiratini. La costituzione di una società è assogettata a requisiti diversi, a seconda dell’authority che gestice quella particolare Free Zone. Dalla richiesta del capitale sociale, ai tempi di costituzione, alla necessità di avere un ufficio fisico o solo un desk, all’obbligatorietà di tenere un registro contabile: tutto varia da Free Zone a Free Zone. Attualmente se ne contano oltre 50 negli Emirati Arabi; circa 40 solo a Dubai.

Nella Free Zone di Fujairah, che per molti versi rappresenta la soluzione più smart per partire, è possibile costituire società a socio singolo (FZ LLE) o con più soci (FZ LLC).

Quali sono i tempi di costituzione di una società a Fujairah?  Una società nella Free Zone di Fujairah viene incorporata generalmente entro 2 settimane lavorative dalla consegna della documentazione richiesta. In periodi di festività islamiche o di ramadan, i tempi possono sensibilmente dilungarsi.

Qual è il capitale minimo per la costituzione di una società a Fujairah? Il capitale minimo è di 100,000 AED (poco più di 27,000 USD), ma non va versato: viene solo specificato in fase di incorporazione.

È possibile costituire una società a Fujairah senza spostarsi fisicamente dall’Italia?  Si, l’intera procedura di costituzione può essere gestita direttamente dall’Italia, senza che l’imprenditore si rechi fisicamente negli Emirati Arabi. Non è richiesto l’intervento di un notaio. Tuttavia è necessario che il socio / i soci siano stati già in passato almeno una volta negli Emirati Arabi (all’atto della presentazione della domanda si deve allegare fotocopia della pagina del passaporto con l’ultimo visto di ingresso).  Alcune Free Zone (tipo Dubai South) non richiedono di essere stati negli Emirati Arabi in passato, ma hanno costi di gestione magari più elevati.

Una persona non residente negli Emirati Arabi può costituire una società? Certamente. Un soggetto non residente negli Emirati Arabi può costituire (anche in forma unipersonale) una società in Free Zone e detenere il 100% del capitale della stessa. Un soggetto non residente può altresì essere amministratore unico di una società in Free Zone. Anzi l’essere socio di una Free Zone company ovvero amministratore unico, da poi diritto alla possibilità di richiedere il visto residente, sebbene non obbligatorio.

È possibile schermare l’identità dei soci? Al momento non sono previste comunicazioni tra l’authority ed altri stati.

È possibile nominare un amministratore fiduciario? L’identità degli amministratori può essere protetta utilizzando il servizio di amministrazione fiduciaria (nominee director). In questo caso, il cliente sottoscriverà un trust agreement con un professionista locale fornito dallo Studio, il quale assumerà l’incarico di amministratore per conto del cliente (beneficial owner). Il cliente potrà revocare l’amministratore fiduciario in qualsiasi momento.

È necessario specificare l’oggetto sociale nello statuto di una FZ LLE / FZ LLC? È necessario specificare una categoria commerciale, tra quelle previste dalla Free Zone. Nel caso di Fujairah le categorie sono limitate all’ambito “servizi”, ma ad esempio una generica Business Consultancy può fatturare qualsiasi cosa rientri nell’ambito “consulenza” o “servizi”. Nel caso dell’IT, la Free Zone di Fujairah consente di avere anche Import/Export. La Free Zone di Dubai South invece (in zona del nuovo aereoporto) prevede le categorie di Trading e General Trading.

Esiste l’obbligo di nominare un sindaco o un collegio sindacale? Negli Emirati Arabi, non esiste alcun organo assimilabile al sindaco o al collegio sindacale, ma si deve presentare un “audit” in quasi tutte le Free Zone. A Fujairah non si ha obbligo di presentazione di registri contabili o di revisione dei conti.

Quali sono i documenti e le informazioni necessarie per la costituzione di una società nel la Free Zone di Fujairah? I documenti necessari sono i seguenti:

  • copia del passaporto di ciascun socio e amministratore della costituenda società; in caso di socio persona giuridica, una visura della società tutti i documenti vanno tradotti in arabo e vidimati dall’ambasciata della nazione originaria e poi dal Ministero degli affari esteri;
  • copia della pagina con il timbro dell’ultimo visto di ingresso negli Emirati Arabi.

Le informazioni che il cliente dovrà fornire per la costituzione di una Ltd sono le seguenti:

  • denominazione della società che in caso di un socio dovrà terminare in “FZ LLE” e in caso di due o piu soci in “FZ LLC”; eventuale nome di backup
  • in relazione a ciascuno dei soci e degli amministratori, nome e cognome, data e luogo di nascita e indirizzo di residenza, numero di telefono, email
  • indicazione della categoria commerciale dell’attività della società.

È possibile conferire un bene immobile in Italia ad una FZ LLE o FZ LLC? Si, a discrezione del venditore.

È possibile l’apertura di una sede secondaria fuori dalla Free Zone (in main land o in altro Paese)? Si.

A quale tassazione è soggetta una società negli Emirati Arabi? L’imposta sul reddito delle società e personale negli Emirati Arabi è pari a zero. Non è prevista aliquota IVA.

Esistono tasse doganali da corrispondere per le spedizioni tra Italia ed Emirati Arabi? Si, pari al 5%. Ma sono esenti una serie di prodotti, e in genere tutti i prodotti che entrano negli Emirati Arabi per subire delle lavorazioni e poi essere rispediti, o solo in transito.

Gli amministratori di una FZ sono di per sé soggetti all’obbligo di pagamento di contributi previdenziali minimi.  Non sono previste imposte personali sul reddito.

È necessaria l’assunzione di dipendenti? No. L’assunzione di personale è rimessa alla libera valutazione degli amministratori della società. Tuttavia il socio o uno dei soci dovrà avere mandato formale di Managing Director.

Aprire un e-commerce a Dubai

Aprire un e-commerce a Dubai

Aprire un e-Commerce a Dubai e negli Emirati Arabi può essere il modo più semplice ed economico per un primo approccio con il territorio, dove le vendite on line sono un settore non più trascurabile in un mondo “collegato”.

Per aprire un’attività di vendita ci sono di fatto 3 possibilità con 3 livelli di efficacia (e di costi) diversi.

1. aprire un negozio/showroom in un posto strategico e di rappresentanza

per questo tipo di attività va fatto uno studio di fattibilità per poter approfondire i costi, ma considerando che a Dubai un negozio Made in Italy deve essere in un punto d’elite, il solo affitto sarà importante. Anche se andassimo su negozi piccoli in posti d’elite ma non centrali tra: affitto, licenze, personale, capitale sociale ecc si fa presto a superare 100 / 200 mila euro per il primo anno

2. aprire una import/export rivolgendoci al B2B, magari con uno showroom di rappresentanza in Free Zone o anche solo con un ufficio

In questo modo eliminiamo il problema di affitti costosi e riduciamo anche altri costi: una import/export può essere in Free Zone, quindi avremo il 100% della proprietà (no socio locale) e costi piu bassi. Tra affitto di un ufficio, capitale sociale, ecc scegliendo opportunamente la Free Zone si può pensare ad un budget di 50 / 80,000 euro per il primo anno

3. aprire una societa di servizi in Free Zone che gestisca un e-commerce rivolgendosi sia al consumatore finale, sia al B2B, ma senza magazzino proprio

In tal caso la società che si va ad aprire gestirebbe solo la parte commerciale. C’è anche da precisare che avere una licenza ad hoc per questa soluzione è fondamentale per essere in regola.

Guardando al futuro, la discussione deve passare da e-commerce vs. offline commerce ad un modello integrato. Anche chi vuole aprire un negozio fisico o una import/export non può trascurare le vendite on line. Sempre più spesso, i consumatori arrivano all’acquisto finale dopo una serie di esperienze online, offline o integrate:

sono in un negozio per comprare un televisore e in tempo reale con lo smartphone verifico se trovo offerte sul mio portale di fiducia prima di acquistare.

Licenze:

1) Per costituire una società basata sul web, avrete bisogno di una licenza da parte del Dipartimento di Sviluppo Economico (DED).

2) Se si sta cercando di avviare il tutto all’interno di una Free Zone, bisogna individuare quella competente a seconda che si voglia procedere con una import/export oppure con una sola licenza di servizi web.

3) Il tipo di licenza rilasciata dipenderà dalla natura del business online.

Requisiti import/export:

Se si importano prodotti al di fuori del paese e si vendono online nel mercato degli Emirati Arabi Uniti, l’azienda deve essere registrata presso porti e dogane dell’emirato pertinente, e ricevere un codice importatore. Un dazio doganale (quasi sempre del 5%) è applicabile alle merci importate; si è in esenzione se le merci arrivano per essere lavorate e poi vengono rispedite fuori dagli Emirati.

Le aziende operanti in Free Zone sono esenti dai dazi doganali se stanno vendendo i loro prodotti / servizi all’interno della Free Zone stessa o fuori del paese. Tuttavia, se stanno vendendo all’interno degli Emirati Arabi Uniti (al di fuori della zona franca), il dazio doganale deve essere pagato e deve essere nominato un agente locale.

Tuttavia in una prima fase si potrebbe anche ipotizzare di aprire un e-Commerce che gestisca solo la parte “contrattuale” della vendita, facendo sì che il produttore si occupi della spedizione al cliente finale. Questo e-Commerce e la relativa società che lo gestisce, fungerebbe come “agente di commercio” per la società produttrice. In questo modo la società in Free Zone non dovrebbe gestire dazi doganali, importazioni, ecc..

Aprire una società controllata a Dubai e negli Emirati Arabi

Aprire una società controllata a Dubai e negli Emirati Arabi

Per società controllata o società sussidiaria (in inglese: subsidiary) si intende una società le cui azioni o quote sono possedute da un’altra società (società madre), in quantità sufficiente per esercitare un’influenza dominante sull’amministrazione.

Ci sono determinati casi in cui aprire una società controllata è preferibile rispetto alla costituzione di una filiale o una newCo. Ad esempio nel caso in cui la società madre voglia aprire un ufficio di rappresentanza, inizialmente o stabilmente finanziato dalla casa madre, che continuerà a gestire la parte di produzione / erogazione dei servizi. Tale sussidiaria potrebbe anche non produrre reddito e non necessitare di un conto bancario, ovvero potrebbe ricevere dalla casa madre delle commissioni sul fatturato che consentiranno di coprire le spese stesse dell’ufficio, autofinanziandosi. Ma di fatto l’obiettivo non è quello di produrre utile, se non per la casa madre.

Le procedure per la costituzione variano da mainland a free zone, e anche da free zone a free zone. Riportiamo a titolo di esempio i documenti necessari per la costituzione di una società controllata nella Free Zone di Fujairah:

La società madre deve fornire i seguenti documenti societari tradotti in inglese / arabo, attestati dal Consolato degli Emirati Arabi Uniti in Italia e attestati poi dal Ministero degli Affari Esteri a Dubai:

  • Atto costitutivo;
  • Statuto;
  • Visura camerale;
  • Delibera del Consiglio di Amministrazione comprendente la decisione di costituire una società controllata negli Emirati Arabi Uniti;
  • Procura al firmatario autorizzato (responsabile), eventualmente inclusa anche nella stessa delibera, con eventuali deroghe / note addizionali

 

Ottenere un visto residente negli Emirati Arabi

Ottenere un visto residente a Dubai negli Emirati Arabi

Per ottenere un visto residente a Dubai o negli Emirati Arabi si ha l’obbligo di avere uno “sponsor”, cioè una figura che faccia da garante in fase di richiesta. Lo sponsor può essere:

  • l’azienda che ci assume o che – da imprenditori – andiamo a costituire (in tal caso l’imprenditore avente bisogno del visto è tenuto a nominarsi Managing Director – MD – della stessa e a quel punto può richiedere un visto per se)
  • un familiare diretto (moglie, marito, padre, madre) avente capacità economica (fa fede il salary certificate) di mantenere le persone per cui fa richiesta di visa

A seconda che l’azienda di riferimento sia in mainland o in Free Zone, le procedure possono essere diverse; e anche a seconda delle Free Zone le procedure sono diverse. Mentre una società offshore non consente il rilascio di visa resident neanche per l’imprenditore.

Esempio di PROCEDURA per OTTENERE IL VISTO RESIDENTE a DUBAI e negli EMIRATI ARABI

Riportiamo come esempio la procedura per ottenere il visto in una delle Free Zone di Fujairah (la Creative Zone), una soluzione ottimale in termini di semplicità e tempi.

Una volta emessa la licenza, è necessario richiedere l’Immigration Card (IC), è un documento intestato all’azienda che consente a questa di rilasciare visti residenti per i propri dipendenti (incluso il titolare – executive director). Questa carta può emessa contestualmente al rilascio di una licenza commerciale (se si attiva una licenza che ha già la possibilità di emettere visti residenti) oppure si può attivare in un secondo momento (se si è scelto un “no visa package”).

Qualora si abbia una “no visa company” per avere l’Immigration Card si deve prima fare l’upgrade della licenza (richiede circa 10 gg lavorativi) e poi richiesta dell’IC stessa (2 / 3 settimane circa per averla).

Ottenuta l’Immigration Card, si passa a richiedere l’Entry Permit EP, una sorta di visto temporaneo nominale per la persona di cui si sta effettuando la procedura. Anche qui passano 2/ 3 settimane per averlo, ma è prevista una procedura urgente che consente di averlo in 1 settimana circa. Una volta emesso l’Entry Permit si hanno 60 giorni di tempo per entrare nel Paese (se la persona è fuori) oppure per effettuare un “in country status adjustment”; passato il termine bisogna ripetere la procedura di richiesta dello stesso.

Una volta vidimato l’Entry Permit, il richiedente deve effettuare delle visite mediche presso uno degli ospedali autorizzati (contestualmente viene richiesta anche la carta di identità nazionale). I risultati delle visite mediche, il passaporto in originale e l’Entry Permit vidimato, vanno quindi consegnati per ritirare – dopo circa 2 settimane, ma anche qui è prevista una procedura urgente – il passaporto con il visto residente degli Emirati Arabi.

Una volta avuto il visto residente, è necessario convertire la patente italiana con quella emiratina per poter guidare.

Avuto il visto residente non è automatico per lo Stato Italiano il passaggio della residenza negli Emirati Arabi. Per farlo è necessario fare apposita domanda presso l’Ambasciata italiana ad Abu Dhabi ovvero al Consolato italiano a Dubai.

Si premette che sono considerati residenti in Italia le persone fisiche che per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni):

– sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente;
– hanno nel territorio dello Stato: il domicilio, ovvero la residenza ai sensi del codice civile (art. 43, comma 1, c.c.).

Il verificarsi di uno solo di essi è sufficiente per considerare un soggetto residente in Italia.

L’Ufficio Anagrafe è competente per l’Anagrafe dei Cittadini Residenti all’Estero (AIRE). L’iscrizione all’AIRE è necessaria per ottenere tutti i documenti e i certificati che sono rilasciati dall’Ufficio consolare. Anche per poter richiedere il rilascio o il rinnovo del passaporto occorre aver adempiuto al predetto obbligo.

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