Aprire una società per la gestione delle criptovalute

Società e criptovalute: quale soluzione scegliere?

In questo periodo si parla tanto di criptovalute, mining, cripto-bancomat, trading. Il modo per entrare direttamente in possesso delle monete virtuali è il cosiddetto mining, un’attività di estrazione delle criptovalute che però richiedere un hardware dedicato e un costo dell’energia elettrica non banale. Per tutti coloro che non possono “minare” criptovalute esistono però dei servizi online per acquistare e vendere le criptovalute, i cosiddetti “exchange” senza dimenticare la possibilità di ricorrere ai bancomat che si stanno facendo largo anche in Italia. Il sistema meno sicuro di tutti rimane invece lo scambio diretto tra privati. Il tutto senza dimenticare poi il proprio eWallet, cioè il portafogli elettronico dove tenere le proprie valute virtuali.

Così come esistono centinaia di criptovalute, esistono anche vari exchange e vari wallet. Anzi a volte proprio un’offerta così variegata rischia di mettere in crisi chi si avvicina per la prima volta a questo mondo. Gli investitori spesso approcciano questo mondo da “privati”, ma sono sempre di più quelli che – per vari motivi – intendono strutturarsi con delle società prima di fare investimenti.

Ma che tipo di società utilizzare?

Ovviamente dipende dall’importo dell’investimento; per piccole cifre può non valerne la pena o essere antieconomico. Sicuramente però una società che richieda poi di gestire registri contabili, una sede fisica, ecc.. diventa giustificabile solo se gli importi diventano sensibilmente grandi. In alternativa si può invece pensare a holding o società virtuali in Free Zone, senza capitale sociale da versare e senza ufficio fisico o necessità di gestione contabile annuale. Una volta costituita la società bisognerà considerare l’attivazione di un account corporate (cioè a nome della società) su gli exchange desiderati. Ricordiamo infatti che le transazioni exchange <=> conto corrente sono accettate solo se l’intestazione del conto è la stessa; se cioè voglio versare dal conto societario della XYZ FZ LLE 1,000 USD sull’account exchange per acquistare criptovalute, anche l’account dell’exchange dovrà essere intestato alla XYZ FZ LLE.

In un rapporto di Ubs Wealth Management si sostiene che “avrà un significativo impatto sulle società, dal settore finanziario a quello manifatturiero, dall’healthcare alle utility. Stimiamo che, entro il 2027, il blockchain possa far incrementare il valore economico annuo globale di circa 300-400 miliardi di dollari”. I primi effetti si vedono già in questi primi giorni del 2018, con Lombard Odier Investment che ha operato la prima transazione obbligazionaria tramite una blockchain.

“Gli investimenti in blockchain sono simili a quelli effettuati a metà degli anni 90 nel settore di internet. Nei prossimi dieci anni, il blockchain potrebbe, infatti, portare a delle tecnologie che rivoluzionano il settore in maniera significativa. Per il momento, però, sussistono ancora dei limiti tecnologici e quindi non è chiaro quali applicazioni specifiche saranno le più utili/redditizie, oltre agli attuali limiti sui ricavi e sulla redditività effettiva associati al settore”.

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