Expo 2020 Dubai: i megaprogetti che cambieranno l'aspetto dell'emirato

Intesa Sanpaolo promuove le ZES del Mezzogiorno: a Dubai parte il roadshow internazionale

Intesa Sanpaolo partecipa alla Missione governativa di Sistema Italia negli Emirati Arabi Uniti e si presenta agli investitori emiratini e internazionali con diversi appuntamenti a partire dalla presentazione delle Zone Economiche Speciali italiane e, in particolare, delle tre ZES del Mezzogiorno, con un evento patrocinato dall’Ambasciata d’Italia in programma al Dubai International Financial Centre martedì 16 aprile. L’evento, al quale è atteso il saluto del Vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, è dedicato a valorizzare le opportunità di investimento in Italia e le potenzialità di sviluppo commerciale ed economico collegati a queste aree.

L’incontro ospiterà gli interventi di Massimo Deandreis, direttore generale SRM, di Francesco Guido direttore regionale Campania, Basilicata, Calabria e Puglia di Intesa Sanpaolo e di Pietro Spirito, Ugo Patroni Griffi e Sergio Prete, rispettivamente presidenti delle ZES di Napoli, Bari e Taranto. La sessione di chiusura sarà moderata da Christophe Hamonet, responsabile della sede di Dubai, che è la filiale hub per l’area Middle East, Turchia e Africa del Gruppo Intesa Sanpaolo.  Tema dell’evento aperto a un pubblico di PMI e di circa 200 investitori, saranno le grandiopportunità per investimenti esteri nell’ambito di infrastrutture, logistica, energia, ICT, economia circolare, industria manifatturiera e servizi che le ZES offrono alle imprese grazie al regime fiscale agevolato e alle semplificazioni amministrative previste.

Per queste ragioni, già a novembre 2017 Intesa Sanpaolo, prima e unica banca in Italia, ha sostenuto le ZES stanziando un plafond di 1,5 miliardi di euro per supportare gli investimenti produttivi e le opere infrastrutturali necessarie al potenziamento dei porti. Grazie alla centralità della posizione del Mediterraneo, infatti, le ZES italiane detengono un ruolo strategico come motore di sviluppo per il Mezzogiorno, per il rilancio dei porti e delle attività commerciali italiane.

In poco più di anno, prima ancora del completamento del quadro normativo, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha esaminato progetti di investimento a medio e lungo termine nelle tre ZES del Sud Italia per oltre 130 milioni di euro e ha già erogato 15 milioni, affiancando a questi un’offerta strutturata di servizi non finanziari per lo sviluppo internazionale e la crescita delle imprese dal punto di vista della formazione, dell’innovazione e della valutazione di opportunità per operazioni di finanza strutturata e straordinaria. Dopo Dubai, il roadshow prevedrà entro la fine dell’anno altre tappe in alcune città della Cina.

Secondo le stime del centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (Srm) collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo le ZES, che partono in Italia dopo che nel mondo ne sono già operative 4.500, dopo dieci anni dalla loro costituzione generano un incremento dell’export del 40%, che nel caso del Mezzogiorno varrebbe 18 miliardi di euro, gli investimenti pubblici hanno un effetto moltiplicatore di 3:1 e ogni euro di credito d’imposta ne genera due di capitali privati, a beneficio dell’intero sistema portuale e di interscambi che si diramano dal Mediterraneo.

Nel 2018 l’interscambio fra Italia ed Emirati Arabi Uniti è stato pari a 6 miliardi di euro, di cui oltre 3,6 miliardi ossia il 60% attraverso trasporto marittimo. Macchine ed elementi meccanici costituiscono circa il 30% delle merci trasportate, seguiti da petrolio e gas (23%) e, a seguire, metalli, prodotti chimici, automobilistici e aeronautici. Molti altri sono tuttavia i settori che potrebbero trarre nuovi benefici dal commercio attraverso le ZES collegate ai nostri porti.

Ospiti di Intesa Sanpaolo in questa intensa due giorni di incontri pubblici e bilaterali, circa 20 PMI clienti del Gruppo altamente focalizzate all’export, selezionate come eccellenze delle aree delle tre ZES del Mezzogiorno e presentate a possibili interlocutori negli EAU per espandere il business e facilitare gli scambi.

Nell’ambito della Missione governativa, il Gruppo Intesa Sanpaolo partecipa ai tavoli settoriali dedicati a ‘Infrastrutture’, con l’intervento di Pietro Pelù, direttore commerciale Imprese Campania, Basilicata, Calabria e Puglia del Gruppo, e al tema ‘Energia’ con l’intervento di Massimiano Telliniresponsabile Circular Economy di Intesa Sanpaolo Innovation Center. In rappresentanza delle ZES, al tavolo ‘Infrastrutture’ anche l’intervento diPietro Spirito, presidente della ZES di Napoli.

Francesco Guido, direttore regionale Campania, Basilicata, Calabria e Puglia di Intesa Sanpaolo: “Nostro obiettivo è illustrare la potenzialità dei porti italiani favorendo gli investimenti degli operatori nazionali ed esteri e sostenendo le nostre imprese con un plafond da 1,5 miliardi di euro per rendere l’Italia massimo crocevia del Mediterraneo. In particolare, grazie alla collaborazione della filiale hub qui a Dubai, l’attività del Gruppo Intesa Sanpaolo risulta fondamentale per gli scambi con tutta la regione del Golfo, del Medio Oriente e dell’Africa. Il nostro impegno deriva dalla ferma convinzione che le ZES possano rappresentare un’imperdibile opportunità di svolta per l’economia meridionale, orientandola verso l’internazionalizzazione e quindi verso l’ingrandimento dimensionale e la generazione sostenibile di posti di lavoro. Ma sarà fondamentale il contributo offerto dalle Regioni”.

Christophe Hamonet, responsabile filiale di Dubai, hub per l’area Middle East, Turchia e Africa del Gruppo Intesa Sanpaolo: “Le Zone Economiche Speciali possono essere al contempo un volàno per lo sviluppo del Mezzogiorno italiano e un’interessante opportunità per gli investitori esteri che desiderano costituire o ampliare basi logistiche o produttive al centro del bacino del Mediterraneo, in territori che beneficiano di strutture portuali attrezzate, collegamenti alle reti europee, fiscalità agevolata, iter semplificati con la pubblica amministrazione e incentivi per l’adozione della circular economy. Gli Emirati Arabi Uniti sono una piazza finanziaria tra le più rilevanti a livello mondiale, dove operano numerosi fondi di investimento, banche e multinazionali, e la Missione governativa di Sistema Italia è un’ottima occasione per farvi conoscere le ZES. Intesa Sanpaolo, la banca italiana con maggiore presenza negli Emirati con una filiale a Dubai e una ad Abu Dhabi, si impegna a svolgere un ruolo di primo piano nel facilitare l’inizio e la crescita di nuove relazioni economiche tra le ZES e gli investitori interessati”.

Aprire conto corrente Dubai

Aprire un conto bancario societario a Dubai

Una volta aperta una società negli Emirati Arabi, anche se in Free Zone e senza visto residente, è possibile aprire il conto corrente bancario della società. La procedura non è eccessivamente articolata, ma varia da banca a banca; oltre alla firma dei documenti quasi tutte le banche richiedono un deposito minimo medio da versare dopo l’apertura per poi poter processare l’online banking / l’emissione della carta di debito (bancomat).

Carte di credito e assegni sono in genere emessi solo se il titolare ha il visto residente, ma anche su questo ci sono diverse soluzioni per averle.

I conti possono essere aperti in diverse valute: il dirham (la moneta locale) è valuta obbligatoria anche perchè le funzionalità della carta di debito e di sportello sono generalmente legate a tale conto. Ma possono poi essere aperti conti addizionali nelle principali valute: USD, EUR, GBP, ….

Diversa invece la questione per l’apertura del conto corrente personale. Per l’apertura del conto corrente personale infatti, le banche tendono a richiedere il visto residente e la carta di identità locale (Emirates ID), oltre una serie di documenti che possono variare da banca a banca. Alcune banche danno la possibilità di aprire conti anche per chi non risiede negli Emirati Arabi; in tal caso di parla di “Saving Account” (conto di deposito).