Quanto Costa Aprire una Societa a Dubai

Quanto costa aprire una società a Dubai?

In svariati video e articoli abbiamo parlato della possibilità di aprire una società a Dubai.
Non siamo mai entrati nel dettaglio dei costi perchè è impossibile definire un valore economico a priori. Ma dal momento che ci hanno contatto varie persone a cui sono state richieste decine di migliaia di euro per aprire una società, facciamo un po’ di chiarezza.

Esistono oltre 40 Free Zone, per ciascuna di esse una varietà importante di possibili categorie commerciali e di scelte: con o senza visto residente, quanti visti residente, se hai bisogno o meno dell’ufficio o di altre faciliti, numero di azionisti, eventuali partecipazioni di altre società, e cosi via.

Ma di fatto esistono alcune considerazioni che valgono in generale. Per citare un esempio banale, nelle Free Zone si può avere il 100% di proprietà senza bisogno del socio locale al 51%. Così come un altro esempio valido a prescindere, non esistono società anonime o conti cifrati. I residenti negli Emirati arabi non sono soggetti a scambio di informazioni con altri Paesi, ma è diverso dall’avere una società anonima come previsto invece da altre giurisdizioni.

I costi di costituzione di una società partono da alcune migliaia di euro. Ma ricordando che ogni caso è diverso dall’altro e si può declinare in vari modi, l’unico modo per dare una stima di massima è fare alcuni esempi. Poi sei il vostro caso rientra in uno di quelli menzionati benissimo. Ma una per voi piccola differenza nel business model o nelle esigenze, potrebbe portare a dover stravolgere completamente la struttura societaria e il costo relativo.

Sollevo alcuni interrogativi a titolo d’esempio. Vi occupate di ecommerce. Ma dove acquistate e dove vendete? Dove siete residenti? Gestite internamente la logistica?
Se siete residenti in Italia a prescindere sarete soggetti a tasse italiane anche se aprite una società a Dubai.
Se siete residenti a Dubai e acquistate in Cina per rivendere in Europa con logistica Amazon possiamo utilizzare delle soluzioni in Free Zone molto snelle.
Se con la stessa società volete vendere negli Emirati Arabi, potreste dover aprire una società fuori dalla Free Zone e a prescindere dopo una certa soglia sarete soggetti a IVA.
Tanto per fare degli esempi.

Ma proviamo a definire dei casi per dare un range di valori.

I costi partono da circa 5,000 USD per una società con un solo azionista, senza visto residente e con conto corrente online tipo Transferwise (con questo tipo di società può gestire sia una società di progettazione, sia una “digital oriented”  – Ecommerce, Amazon, Dropshipping, ecc.) in una delle Free Zone che abbiamo individuato per questa tipologia di attività. I costi di riferimento includono i costi di consulenza che in genere applichiamo; se ci rivolgiamo direttamente all’authority paghiamo di meno ma dovremo fare tutto da soli. Per la serie o risparmiate tempo ed errori o risparmiate soldi.

I costi di costituzione di una società di servizi con un solo azionista, senza ufficio fisico, una sola categoria commerciale e un solo visto residente (intestato all’azionista) si aggirano intorno i 10/11,000 USD per la stessa Free Zone. Questa tipologia di società continua ad andare bene per tutto quello che riguarda il digital e la consulenza, ma anche per decine di altre categorie commerciali. Consulenza tecnica per esempio.
Il visto da diritto a tutta una serie di benefici, tra cui quello di poter aprire un conto corrente in loco.

Se abbiamo bisogno di più visti, i costi salgono sensibilmente. Per dare una stima circa + 2,000 / 3,000 USD per ogni visto aggiuntivo.

A differenza di altre giurisdizioni (es Londra, Singapore, ecc..) i costi di costituzione sono alti, ma a fronte del fatto che poi non hai imposte sui redditi o altri oneri fiscali e burocratici, della possibilità relativamente semplice di prendere la residenza, e tanto altro.

Ma se vogliamo ad esempio impiantare un ufficio di progettazione fisico, dove quindi i dipendenti devono recarsi, allora potremo dover essere obbligati a scegliere altre Free Zone con possibilità di prendere un vero e proprio ufficio all’interno della Free Zone stessa. Oltre al costo quindi più alto per via dell’ufficio con prezzi definiti dalla struttura, in virtù di questa fisicità ci sarà richiesto magari di versare depositi cauzionali, di presentare bilanci a fine anno, e altri oneri. Facilmente si arriva a mettere uno zero davanti alla cifre prima riportate. Ma al di là di quello è la struttura completamente diversa.

Se io parto con una soluzione da 5K, poi posso integrare se scopro di aver bisogno di uno o più visti. Ma se poi ho bisogno di un ufficio o un magazzino, rischio di dover aprire una società direttamente in un’altra Free Zone. Non si può infatti spostare da una all’altra. E non posso aprire la società da 5K e poi apro l’ufficio a Dubai.

In definitiva da un lato fate attenzione a non pagare 100 quello che potete pagare 50, dall’altro fate sempre un’attenta valutazione di quelle che sono le vostre esigenze e diffidate da chi vi fornisce preventivi a scatola chiusa senza aver fatto prima un assessment accurato. Perchè è possibile che stia proponendo una soluzione che torni utile in primis a se stesso, ma che potrebbe rivelarsi non essere la scelta ottimale per voi.

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Aprire un e-commerce a Dubai

Aprire una società in Free Zone senza venire a Dubai

Negli Emirati Arabi esistono oltre 40 Free Zone (più di 20 solo a Dubai) e ciascuna si rivolge ad una specifica categoria commerciale. Se si desidera avere il 100 per cento di proprietà della propria azienda, indipendentemente dal tipo di attività, è necessario optare per una licenza in una delle Free Zone. Altrimenti la soluzione in mainland richiede la presenza di un socio di maggioranza emiratino.
Ogni Free Zone ha le sue regole, ma comunque esistono dei vantaggi generali – ad esempio niente tasse (IVA 5% solo sul fatturato locale e solo superati i 100,000 USD per anno), no socio locale, ecc… – e sono previsti altri vantaggi anche per le Free Zone di servizi / consulenza, che, solo per citarne uno, non hanno bisogno di un ufficio fisico.

Procedure, tempi e costi dipendono da vari parametri, tipo: la free zone scelta, numero di azionisti, se gli azionisti sono persone fisiche o giuridiche, se servono visti residenti (e quanti in totale), se ci sono categorie commerciali addizionali, se serve un conto corrente in loco.

Quasi sempre per aprire le società è richiesta la presenza fisica di tutti gli azionisti e/o del managing director (una sorta di amministratore). In altri casi è possibile avviare la pratica da remoto a patto che gli azionisti siano stati almeno una volta in passato negli Emirati Arabi (fa fede il timbro di ingresso); ma in ogni caso sarà necessario essere fisicamente a Dubai per depositare le firme per l’apertura del conto e prima ancora per fare il visto residente qualora richiesto.

Tuttavia se si ha necessità di una soluzione “digital oriented” (ad esempio società di e-commerce / dropshipping / amazon fba / private label) senza visto residente e con conto corrente online (PayPal, Transferwise, ecc..), ci sono delle opzioni che possono essere gestite completamente da remoto, senza venire a Dubai e con costi nell’ordine dei 5,000 USD.

Quindi tutta la parte di firme può essere fatta in modo digitale o – se lo si preferisce – firmando i moduli cartacei per farli pervenire poi in originale tramite corriere. Si riceverà copia via email dei documenti societari, e con questi si potrà fare richiesta del conto corrente aziendale (virtuale); gli originali potranno rimanere in authority fino a quando non si verrà a Dubai oppure possono essere spediti al vostro indirizzo tramite corriere.

Per richiedere una consulenza, definire una possibile strategia e sapere se rientrate nella casistica sopra descritta, scrivete pure a consulenza@freezonedubai.it

In questi ultimi tempi tutti parlano di Amazon FBA: cosa è? e soprattutto perchè è così interessante se legato a Dubai?

Amazon FBA, Dubai e tasse

In questi ultimi tempi tutti parlano di Amazon FBA: cosa è? e soprattutto perchè è così interessante se legato a Dubai? In questo video condividiamo alcune considerazioni generali di Antonio Vida, un punto di riferimento per quanto riguarda la vendita online su Amazon ed importazioni di prodotti dalla Cina. Dal 2015 Antonio importa prodotti dalla Cina che poi rivende su Amazon, in America e in Europa. Uno dei primi italiani a vendere tramite Amazon FBA. Dell’importazione dei prodotti dalla Cina e sulla vendita su Amazon conosce praticamente tutto, rischi, trucchi, strategie e tutto quello che c’è da sapere per avere successo e per non rischiare.

In tanti in passato si sono cimentati con più o meno difficoltà con siti Ecommerce, trovandosi a fronteggiare svariate difficoltà: dalla gestione del magazzino, alla promozione. Un e-commerce è un vero e proprio negozio da mandare avanti, senza una saricinesca fisica da tirare su tutti i giorni, ma con un orario di apertura al pubblico di 24 h su 24. Opportunità ma anche tanto lavoro. Si deve competere ogni giorno con milioni di venditori, ci si dovrà occuparsi anche dei processi di stoccaggio, spedizione, formalità doganali ed assistenza.

Amazon, oggi uno dei più grandi MarketPlace Online, ha invece realizzato una soluzione che sta riscuotendo successo proprio perchè semplifica la vita di chi vuole vendere online: Amazon FBA.

Grazie ad Amazon FBA è possibile fare Dropshipping su Amazon: In altri termini, i venditori che usano il servizio FBA non fanno nient’altro che spedire i loro prodotti al centro di distribuzione che Amazon indicherà loro. Il centro si occuperà di immagazzinarli fino all’ordine da spedire, imballarli e inviarli al destinatario: potrai così vendere in tutto il mondo e diventare una piccola (o grande) multinazionale.

Cosa c’entra tutto questo con Dubai?

Ebbene proprio l’assenza di gestione di una fisicità da parte del venditore, fa si che questo possa gestire tutto da qualsiasi parte del mondo. Per cui trasferirsi in Paesi (Malta, Emirati Arabi, ecc..) dove la pressione fiscale e la burocrazia sono più leggere rappresenta un vantaggio. E Dubai e gli Emirati Arabi – lo sappiamo – hanno zero tassazione sul reddito di impresa, quindi rappresenta un luogo ideale, soprattutto se si considerano società in Free Zone, senza socio locale.

Per maggior informazioni sulla costituzione di una società a Dubai e sui possibili vantaggi scrivere a:

ecommerce@freezonedubai.it

Mentre per affrontare i consigli di Antonio Vida guarda il video su YouTube o segui i suoi seminari:

https://bit.ly/2H0yRuK

Aprire una società di General Trading a Dubai e negli Emirati Arabi

Aprire una società di General Trading negli Emirati Arabi

Una licenza di General Trading consente di commerciare qualsiasi tipo di merci dentro e fuori gli Emirati Arabi, ad eccezione – ovviamente – delle merci illegali o comunque non consentite nel Paese e poche altre eccezioni (ad esempio per il commercio di metalli e pietre preziose è necessario costituire una società ad hoc all’interno della Free Zone DMCC).

Una semplice licenza di trading, invece, consentirà di commerciare solo prodotti che ricadono sotto un’unica categoria di prodotto; alcune free zone consentono di selezionare più categorie di prodotto, purchè parte di uno stesso macro settore: ad esempio si possono commerciare tutti prodotti ma in un ambito Food & Beverage, ma non pasta, arredamenti per interno e smartphone.

Un articolo pubblicato su Harvard Business Review sottolinea l’importanza di individuare nuovi mercati e che adattarsi a nuove opportunità può generare uno sviluppo del business importante. Pertanto essere limitati da una licenza, può ridurre o fermare la crescita dell’azienda.

In linea di massima una licenza di general trading license è più costosa di licenze commerciali “normali”. Ma non sempre. La Free Zone di Creative City in Fujairah offre la possibilità di unire più attività commerciali senza costi aggiuntivi.

Contattaci per maggiori informazioni o per avviare la procedura on line 

Diciamo – per esempio – di voler aprire una società nel settore dell’IT a Dubai e negli Emirati Arabi, grazie al background consolidato in anni di esperienza. Il core del business sarà l’import/export, quindi una licenza commerciale del settore IT potrebbe essere la scelta più adatta. Ma il business cresce e tanti contatti del vostro network, iniziano a contattarvi perchè interessati alla vostra expertise;  da qui vi viene l’idea di aprire una training school nel settore dell’IT. Nella maggior parte degli Emirati Arabi, la vostra licenza iniziale limiterebbe lo sviluppo del business, non essendo abilitata all’erogazione di attività di training; per lanciare il business, si dovrebbe aprie una doppia licenza, con i relativi costi.

Ecco perchè la licenza di general trading della Creative City fa la differenza. Fintanto che la nuova attività commerciale è prevista da Creative City, è possibile diversificare il business e inseguire nuove opportunità.

Aprire una filiale a Dubai

Società a Dubai: aprire una filiale o una newco?

Svolte le opportune fasi di ispezione e analisi costi/benefici, uno dei primi passi da poter percorrere quando si approccia un nuovo territorio è quello di avviare un Ufficio di Rappresentanza. In questo caso l’azienda investe sul nuovo mercato senza acquisire una vera soggettività tributaria; è una soluzione che richiede risorse e investimenti nettamente inferiori se comparati ad una stabile organizzazione e consente di svolgere attività promozionali, analisi di mercato, ricerca di clienti/fornitori e raccolta d’informazioni preziose.

La succursale è l’evoluzione di un ufficio di rappresentanza. Si tratta a tutti gli effetti di stabile organizzazione, che esercita attività analoga a quella dell’azienda madre, ma è un centro autonomo di costi e ricavi. Questa struttura pur avendo un’autonomia economica e commerciale, non ha però autonomia giuridica rispetto alla casa madre: gli effetti economici attivi e passivi della succursale fanno parte dei risultati della società di appartenenza. Il bilancio della succursale estera solitamente è integrato nel bilancio dell’azienda madre e le perdite realizzate sono portate in deduzione del reddito imponibile nello Stato italiano e per questo immediatamente recuperate, il che è vantaggioso specialmente nei primi tempi, quando le perdite tendono a essere spesso molto alte.

Si definisce filiale una società controllata da una capogruppo, con autonomia anche giuridica (oltre che economica e commerciali), ma legata alla sede principale da rapporti di azionariato. Questa avrà un proprio statuto e propri organi sociali quindi, a tutti gli effetti, sarà un soggetto fiscale autonomo. Dovrà essere costituita in forma di società di capitali e controllata da altra società che potrà essere o di capitali o di persone.

Spesso per ragioni tipiche del mercato ospitante, è opportuno operare attraverso accordi di lungo periodo tramite, ad esempio, acquisizioni o joint-ventures (JV).

Ma quale di queste soluzione adottare quando si vuole entrare nel mercato di Dubai e degli Emirati Arabi? Ovviamente non esiste una risposta univoca, e ciascun caso andrebbe analizzato singolarmente. Ma in linea di massima il regime fiscale agevolato degli Emirati Arabi potrebbe suggerire una soluzione alternativa, cioè quella di creare una newCo, una società completamente indipendente dalle altre società ed eventualmente stipulare joint venture tra la casa madre/la società esistente la nuova società. Soprattutto quando tale società viene costituita nelle Free Zone che prevedono una serie di agevolazioni, tipo nessun partner locale, nessun obbligo di presentazione dei registri contabili, esenzione fiscale totale, ecc..

Sarebbe come avere un vero e proprio ufficio di rappresentanza “di fatto”, salvo poi gestire commesse e appalti con la casa madre. Certo non sempre questo è possibile, soprattutto quando si rende necessario avere sul territorio una società a tutti gli effetti e con determinati requisiti (certificazioni ad esempio) già acquisite dalla casa madre e non semplicemente replicabili. Un’azienda certificata ISO – ad esempio – potrebbe dover aprire una vera e propria filiale fuori dalle Free Zone per ereditare le certificazioni e poter lavorare con il territorio.

Tasse a Dubai e negli Emirati Arabi

Tasse a Dubai

Dubai e gli Emirati Arabi sono spesso associati all’idea di ‘paradiso fiscale’; tutti pensano: le tasse a Dubai non si pagano; ma è veramente così?

Attualmente il governo di Dubai ha confermato che le sole filiali di banche internazionali e le società che lavorano nell’industria petrolchimica sono soggette a imposte: in particolare le banche estere sono tenute a pagare il 20% sul loro reddito mentre per le società petrolifere la percentuale sale fino al 55% a Dubai (50% nel resto degli Emirati), oltre a dover pagare varie tipo di royalties.

A parte queste, non sono previste imposte sulle plusvalenze, sul capitale e sui dividendi fra soci e di fatto non esiste una legislazione sulle tasse.

Questo non significa però che non ci siano costi da sostenere: per poter avere una propria impresa negli Emirati Arabi è necessario pagare un costo di licenza annuale (dipendente dal tipo di attività).

Inoltre mentre nelle Free Zone è possibile mantenere il 100% di proprietà straniera, in “main-land” è necessario avere un socio locale (di passaporto emiratino) al 51% che avrà comunque diritto ad un profitto (fisso o variabile a seconda degli accordi diretti); quindi pur non essendo una tassa, si ha un costo obbligatorio aggiuntivo.

Inoltre non ci dimentichiamo che se la società ha bisogno di visti residenti (per l’imprenditore, per i dipendenti, per le famiglie, ecc), c’è bisogno di affrontare altri costi, come il nuovo EChannel (una sorta di registrazione dell’azienda per poter rilasciare l’Immigration Card necessaria per emettere i visti) oltre il costo dei visti stessi, dei depositi cauzionali eventualmente richiesti, ecc… 

dazi doganali possono essere molto bassi e/o esclusi per determinate categorie di prodotti (per esempio, in caso di importazione di materiali da utilizzare per la produzione di beni da riesportare). Ma attenzione…in altri casi arrivano al 100% del valore del prodotto (bevande alcoliche, energy drink, tabacco).

Dal 1° gennaio 2018 gli Emirati Arabi hanno deciso di introdurre l’IVA visto le possibili ripercussioni economiche future per l’inevitabile fine del petrolio: si tratta ovviamente di un enorme cambiamento nel panorama economico e finanziario. L’imposta è fissata al 5% ma saranno esenti prodotti alimentari di base, istruzione e assistenza sanitaria.

Ma allora conviene aprire una società a Dubai? O potrebbe valere la pena valutare nuovi paesi, magari vicini? Senza scomodare puri paradisi fiscali, abbiamo indagato cosa accade su alcuni Paesi vicini sempre nel GCC (in particolare Qatar e Arabia Saudita): oltre ai costi di costituzione delle società, dell’eventuale capitale sociale da versare, dell’ufficio obbligatorio si deve anche pagare tra il 10% e il 20% di tasse su tutto quello che non è generato con l’estero. E se anche tutto il generato è estero, c’è bisogno di un revisore dei conti abilitato che certifichi il tutto.

Quindi, per concludere, resta inevitabile pensare che ancora oggi alcune soluzioni in Free Zone rimangono le più economiche viste le numerose facilitazioni (dall’obbligo di visto all’ufficio fisico, i registri contabili, e il capitale sociale da versare).

Aprire una holding in Free Zone a Dubai

Aprire una holding in Free Zone a Dubai

Aprire una holding a Dubai o negli Emirati Arabi, ed in particolare in Free Zone ha notevoli vantaggi, legati alla fiscalità agevolata del Paese e alla burocrazia particolarmente snella.

Una holding, abbreviazione dell’inglese holding company, è una società che possiede azioni o quote (in inglese shares) di altre società. Se la holding non svolge nessuna attività di produzione e di scambio e si limita a dirigere le società controllate, si definisce come una holding “pura” o finanziaria e le società controllate assumono il nome il nome di società operanti. Se invece la holding svolge anche un’attività operativa, si chiama holding mista. L’esercizio del controllo da parte della holding richiede teoricamente l’acquisizione del 51% del pacchetto azionario (quindi la maggioranza) della società controllata. Altrimenti si parla più propriamente di società capogruppo. Se a sua volta la società controllata acquista il controllo di una terza società, si dà luogo ad una costruzione a piramide che consente alla società madre di moltiplicare via via il capitale controllato muovendo da un investimento iniziale relativamente basso.

Tra le varie opzioni abbiamo individuato alcune Free Zone degli Emirati Arabi per la rapidità con cui la holding viene costituita, il costo molto contenuto, le procedure snelle e gli oneri post apertura praticamente ridotti a zero.

Quali sono i vantaggi di aprire una holding in Free Zone?

Non è richiesto alcun capitale sociale da versare
Non è richiesto ufficio fisico obbligatorio
Nessun requisito di revisione o contabilità
100% proprietà
Tutta la procedura può essere gestita da remoto
Le aziende saranno limitate a responsabilità
Compatibile con l’apertura di conti correnti bancari e acquisizione di proprietà immobiliari.

Cosa occorre per avviare la procedura di costituzione della tua holding:

Fornire un nome della società per vedere se è disponibile
Copia a colori dei passaporti degli azionisti (il passaporto deve essere valido per almeno altri 7 mesi e avere almeno 2 pagine vuote)
Se più di un azionista, la ripartizione delle azioni tra gli azionisti
Se più di un azionista, il nome della persona responsabile della società (Executive Director)
Dati di contatto dell’azionista (per ogni azionista):
– Indirizzo di residenza
– Indirizzo di corrispondenza
– Indirizzo email
– Numero di telefono

Con le informazioni di cui sopra, otterremo i documenti necessari preparati entro 24 ore per la tua firma. La Holding Company viene costituita mediamente in 3 /5 giorni lavorativi da quando si hanno in mano tutti i documenti correttamente firmati.

Per maggiori informazioni

Email: holding@freezonedubai.it
Telegram: http://t.me/FreeZoneDubai

Investire in criptovalute a Dubai

Investire in criptovalute a Dubai

Le monete virtuali non sono una scoperta recente, infatti le prime furono lanciate addirittura negli anni ’90, in Cina e negli Stati Uniti. Si trattò per lo più di esperimenti, che furono rapidamente bloccati dai rispettivi Governi per una serie di problematiche legali.  Le criptovalute consistono in uno scambio digitale (di denaro virtuale) è garantiscono sicurezza e e anonimato, grazie ad una tecnologia chiamata blockchain.

Glo stessi Paesi del mondo arabo (in particolare il Golfo e gli Emirati Arabi) si mostrano particolarmente interessati alle criptovalute, la più famosa delle quali è il Bitcoin (BTC); nato nel 2009 e che innescò una vera e propria rivoluzione finanziaria. Questa nuova criptovaluta fu la prima a ricevere un successo planetario, tanto che ancora oggi rimangono la moneta virtuale con la più alta capitalizzazione del mondo. Basti pensare che la loro quotazione di mercato partì da appena 10$, mentre oggi vengono scambiati a oltre 4.200$.

Oltre investire in borsa è possibile investire sulle criptovalute in due modi differenti, comprandole materialmente per poi rivenderle oppure facendo operazioni di trading online. ovviamente nel primo caso si tratta di un’operazione con un alto rischio, soprattutto a causa delle forti oscillazioni delle quotazioni delle monete virtuali sul mercato.

Invece investendo tramite un broker è possibile diminuire i rischi, guadagnando sia quando le quotazioni salgono che quando scendono.

Molti investitori decidono di costituire delle società offshore o in Free Zone per gestire i propri conti. Oppure addirittura di ottenere un visto residente e aprire un conto corrente nella nuova nazione di residenza per gestire i propri investimenti da questo nuovo conto.

Trading e commercio di oro e metalli preziosi

Trading e commercio di oro, pietre e metalli preziosi

L’oro e gli altri metalli preziosi sono sempre stati settori in cui le persone, ma anche Stati, banche e società hanno investito. Il turnover legato ad oro e gioielli negli Emirati Arabi è stimato in 2.5 miliardi di dollari, facendone uno dei 5 principali mercati, unitamente a Cina, India, Stati Uniti e Russia. Dubai gestisce il 30% del mercato di tutto il Medio Oriente; ed è oramai un hub riconosciuto per oro, diamanti, metalli e pietre preziose.

Per investire in questo settore usando Dubai come base, è bene tenere a mente diversi aspetti:

  • bisogna conoscere i principali elementi trainanti di questi mercati; il prezzo dell’oro – ad esempio – è stabilito da un’associazione, la London Buillion Association, di cui fanno parte 5 importanti gruppi bancari.
  • bisogna conoscere i principali paesi minerari, essere aggiornati sulla situazione sociale, politica ed economica;
  • è importante anche conoscere i paesi consumatori e i settori in cui tali metalli vengono principalmente utilizzati, poiché questo influisce sulla domanda; non basta sapere che “gli arabi” sono appassionati di oro e gioielli;
  • è necessario avere una licenza adatta.

Per poter aprire una società di trading di oro e metalli preziosi, la soluzione ottimale è  Dubai Multi Commodities Center (DMCC); con questa licenza è possibile essere registrati con la Emirates Gold refinery, con la dogana e con il corriere autorizzato (Transguard) per importare/esportare i preziosi.

I valori economici per costituire l’azienda sono nell’ordine dei 45,000 USD per il primo anno; 15,000 USD a partire dal secondo anno. Non esitate a contattarci per le procedure e i valori economici aggiornati.