Expo 2020 Dubai Industria Meccanica 710

Come aprire una società in free zone e sfruttare al meglio Expo 2020

Riportiamo un articolo pubblicato su L’Industria Meccanica n. 710 di 2 anni fa ma ancora attuale data la vicinanza con Expo 2020 Dubai.
L’Expo 2020 apre prospettive frenetiche di business grazie all’accelerazione dei progetti in corso nei principali segmenti contract: turistico, residenziale, hospitality, retail e commerciale.
Il Ceo di Dubai Investments ha dichiarato che il gruppo si aspetta oltre venti milioni di visitatori nei 6 mesi dell’evento e un’esplosione di progetti edilizi con l’avvicinarsi dell’anno fatidico. Su tutti spicca il progetto di espansione del nuovo aeroporto Al Maktoum International (DWC), oggi solo parzialmente operativo e che dovrebbe diventare il maggiore del mondo, oltre a porsi come cardine centrale della zona economica Dubai World Central.
Proprio vicino al nuovo aeroporto internazionale prenderà vita l’Expo, un sito avveniristico di oltre 438 ettari di estensione. Hok architecture, alla guida di un team di aziende di architettura (con gli studi Populous e Arup in testa), ha svelato il masterplan del sito destinato ad ospitare oltre 25 milioni di visitatori da tutto il mondo.

La novità più interessante è senz’altro l’attenzione all’ambiente e all’edilizia ecosostenibile dotata di un impianto fotovoltaico che rivestirà l’intera struttura con l’obiettivo di coprire almeno la metà del fabbisogno energetico complessivo dell’intero sito. Sono inoltre confermati ingenti flussi di investimento nelle strutture di hospitality previsti da tutti i maggiori operatori del settore (Paramount Hotels ad esempio). I maggiori operatori finanziari hanno stimato la necessità di incrementare la capacità ricettiva delle strutture alberghiere di almeno 80 mila nuove stanze entro il 2020, con un volume di business che si stima attorno ai 7 miliardi di dollari, senza contare gli investimenti nel settore immobiliare che arriveranno a generare un incremento di oltre 45 mila unità abitative, con un impatto determinante sul mercato real estate locale. Innumerevoli i progetti contract internazionali già avviati o lanciati dal giorno dei festeggiamenti per l’aggiudicazione dell’Expo 2020: un volume in crescita inarrestabile che ha già raggiunto quota 27 miliardi di dollari Usa.

Altri principali driver sono i progetti mastodontici di District One, il parco a tema Meraas (sempre nell’area del nuovo aeroporto e che integra cinque parchi di stile statunitense), e i progetti di sviluppo ed espansione residenziale come l’appalto di Nakheel per le Al Furlan Villas.

Investimenti per Expo 2020: i settori interessati
Ma quali saranno i settori che maggiormente avranno beneficio da questi progetti? Sicuramente quello delle costruzioni e quello della meccanica per la fornitura di tutte le parti necessarie. Ma è anche vero che per entrare (e soprattutto vincere) queste gare è necessario sapere bene come muoversi.
Spesso infatti è necessario avere una sede legale già costituita negli Emirati; talvolta non è sufficiente e sono necessarie certificazioni. Oltre ovviamente ad essere competitivi, avere relazioni consolidate con i buyer e così via. Può essere pertanto strategico utilizzare come entry level una controllata/o un ufficio di rappresentanza in free zone per gestire la sola parte commerciale e/o di progettazione del lavoro, salvo mantenere poi la produzione in Italia, almeno inizialmente; quindi delocalizzare o gestire in loco per il nuovo mercato-target tutta la parte “immateriale del lavoro”.
Mentre aprire una società “in-land” (cioè fuori dalla free zone) richiede di avere un socio locale emiratino (titolare sulla carta al 51%), versare un capitale sociale, avere un ufficio reale, ecc. Aprire una società in free zone comporta numerosi vantaggi. Le free zone degli Emirati Arabi Uniti sono state create allo scopo di facilitare gli investimenti stranieri; di conseguenza le procedure per insediarsi nelle zone franche sono piuttosto semplici, veloci e relativamente economiche, soprattutto se si considerano soluzioni “virtuali”.

Come costituire una società in free zone
Quali sono i documenti e le informazioni necessarie per la costituzione di una società in free zone? In realtà ogni free zone ha una regolamentazione differente più o meno complessa. È possibile individuare una soluzione semplificata, con un ufficio virtuale.
I documenti necessari sono i seguenti: copia del passaporto di ciascun socio/amministratore della costituenda società; in caso di socio persona giuridica, una visura della società tutti i documenti vanno tradotti in arabo e vidimati dall’ambasciata della nazione originaria e poi dal ministero degli Affari esteri; copia della pagina con il timbro dell’ultimo visto di ingresso negli Emirati Arabi.
Le informazioni che il cliente dovrà fornire per la costituzione di una Ltd sono: denominazione della società che in caso di un socio dovrà terminare in “FZ LLE” e in caso di due o piu soci in “FZ LLC”; eventuale nome di backup. E in relazione a ciascuno dei soci e degli amministratori: nome e cognome, data e luogo di nascita e indirizzo di residenza, numero di telefono, email. Infine l’indicazione della categoria commerciale dell’attività della società.
Non ci sono particolari difficoltà con una soluzione di questo tipo nella gestione burocratica amministrativa; non è necessario in questo modo, infatti, presentare bilanci o registri contabili. Non serve un fiscalista o un commercialista in loco. La principale difficoltà che possono insorgere tra gli imprenditori sono legate al sottovalutare l’approccio a un mercato estero.
Internazionalizzarsi richiede risorse non solo economiche, ma anche un investimento di energie, capacità da parte delle persone coinvolte di superare uno shock culturale, di adattarsi a modi di lavorare che sono diversi da quelli a cui si è abituati. A volte si fa fatica a gestire interlocutori di una città diversa, si pensi quando si deve fare i conti con cultura, lingua, religione, fuso orario diversi. Il momento più opportuno è proprio l’attuale, magari cogliendo le opportunità offerte dalle molte free zone del Paese per aprire branch locali o investire direttamente con una pressione fiscale nulla e una gamma di servizi alle imprese invidiabile.
Fare affari a Dubai ha sempre infatti un passaggio obbligato: l’apertura di una valida licenza per operare. Ma questo non implica costi eccessivi, non vuol dire spostare stabilimenti e operai o creare costose strutture; vuol dire solo voler ampliare i propri orizzonti di mercato.

Aprire un e-commerce a Dubai

Dubai CommerCity: la nuova free zone per l’e-commerce

La nuova Free Zone di Dubai, la CommerCity è pronta; situata nell’area di Umm Ramool, vicino all’Aeroporto Internazionale di Dubai, diventa la prima dedicata all’e-commerce nella regione. Dubai CommerCity è strategicamente intesa a promuovere la posizione di Dubai come piattaforma leader per l’e-commerce internazionale e a sostenere la diversificazione economica e le strategie di trasformazione intelligente. Un progetto ambizioso con un mercato enorme e in crescita.

Per il mercato online nei GCC si stima una crescita del 16,4% nei prossimi tre anni e mezzo, con un fatturato previsto di $ 10 miliardi entro la fine del 2018 nei soli Emirati Arabi, rispetto ai $ 2,5 miliardi del 2014: equivalente a una spettacolare crescita del 400% entro la fine di quest’anno. 

Il progetto accelererà la crescita del mercato dell’e-commerce, che nel 2020 raggiungerà addirittura i 20 miliardi di dollari nei paesi del GCC. Fornirà un ambiente incentrato sulla creatività attirando più investimenti esteri diretti in linea con il Dubai 2021, che mira a creare un’economia unica e sostenibile basata sull’innovazione.

Si prevede inoltre che la nuova Free Zone condurrà attività di investimento privato in costante crescita a sostegno delle start-up della regione che hanno già superato $ 870 milioni, soprattutto in quanto la maggior parte delle start-up sono coinvolte nei servizi di e-commerce, IT e Internet, di cui gli Emirati Arabi Uniti hanno la più grande partecipazione nella regione. Nei prossimi cinque anni, si prevede che il settore dell’e-commerce rappresenti il 10 per cento delle vendite al dettaglio dell’emirato di Dubai.

È a zero tasse ma anche nessuna restrizione su valute e movimento di capitali e soprattutto proprietà delle company al 100% senza partner locali.

Il progetto, sarà attuato in due fasi ed è un sistema completo e moderno che supporta il settore dell’e-commerce e soddisfa le esigenze attuali e future della logistica, dei pagamenti elettronici , soluzioni IT, servizi ai clienti e altre attività correlate. Il progetto rappresenterà un’opportunità ideale per i principali produttori regionali e internazionali per immagazzinare i loro beni, prodotti e pezzi di ricambio in magazzini tecnologicamente avanzati e completamente attrezzati, da spedire successivamente ai mercati locali, in record tempo, via e-commerce.

Dubai CommerCity ha un piano chiaro per attirare più investimenti esteri diretti attraverso un portafoglio integrato di prodotti e servizi secondo i più alti standard internazionali. È destinato ad essere un ambiente coerente che abbraccia, alimenta e sviluppa le potenzialità dei giovani e promuove l’imprenditorialità attraverso un ecosistema moderno che facilita la conversione delle idee creative nella realtà. 

Il progetto aiuterà gli investitori stranieri a stabilire una presenza ed espandersi in questo campo e permetterà ai giovani innovatori e imprenditori di perseguire opportunità promettenti nel settore dell’e-commerce, che funge da piattaforma ideale per la creazione di start-up e progetti sofisticati in linea con gli sforzi per rendere Dubai la città più intelligente del mondo. 

Aprire una società controllata a Dubai e negli Emirati Arabi

5 motivi per aprire la tua società a Dubai

Quando si intende aprire una società all’estero, sono tante le domande a cui un imprenditore cerca risposta.

Ad esempio: Quali sono i principali tipi di società negli Emirati Arabi? A quale tassazione è soggetta una società negli Emirati Arabi? Quali sono i vantaggi principali del visto residente?

Ma è necessario anche sfatare falsi miti. Tipo il fatto che basti aprire una società a Dubai perché gli affari vadano bene.

Per ulteriori informazioni guardate il video o non esitate a contattarci:

Le spese di costituzione di una società a Dubai o negli Emirati in se stesse non sono elevatissime: parliamo di alcune migliaia di dollari, a cui aggiungere il costo di uno sponsor: una sorta di garante obbligatorio per aprire fuori dalle free zone, che sulla carta avrà il 51% dell’attività e che per tale motivo va scelto con accuratezza, ma che in realtà avrà una sorta di compenso fisso prestabilito (a partire dai 3,000 euro + eventuali % sui profitti).

Per mantenere una sede legale a Dubai, però, in molte zone si ha necessità di un ufficio fisico, che per quanto piccolo e non di rappresentanza, costa non meno di 1000 $ / mese.
A questo punto si deve pensare: ho un ufficio a Dubai, lo lascio vuoto e lo uso solo per poter appoggiare la sede della società, o a questo punto lo faccio fruttare? In questo secondo caso, con le spese di arredamento, una segretaria filippina o indiana e qualche spesa accessoria, si arriva ad un totale di circa 50,000 $ per anno.

Procedura per Apertura Societa Free Zone a Dubai e negli Emirati Arabi Uniti

In alcune Free Zone degli Emirati Arabi Uniti, è possibile costituire una società, con costi bassi e senza dover avere necessariamente una sede fisica. Potrebbe essere inizialmente una buona soluzione per minimizzare i costi, salvo poi spostarsi e prendere un ufficio quando il progetto decolla.

I costi da pagare all’autorità variano a seconda della Free Zone che si va a scegliere, a partire dai 20,000 dirham (5,500 dollari circa).

L’apertura di una società a Dubai, però, da come ulteriore beneficio la possibilità di richiedere un visa resident; in questo modo si può aprire un conto corrente negli emirati, comprare un’auto, fittare o comprare casa, si può andare e tornare senza dover chiedere ogni volta il visto turistico/affari (valido solo 30 giorni) e così via. Avere un visa resident non vuol dire necessariamente che dobbiamo spostare la nostra residenza a Dubai.

Visto residente valido 10 anni e società 100% proprietà straniera entro fine anno

Visto residente valido 10 anni e società 100% proprietà straniera entro fine anno

Il Governo degli Emirati Arabi durante un consiglio tenutosi domenica scorsa nel palazzo presidenziale ad Abu Dhabi, ha ufficializzato la possibilità di richiedere un visto di 10 anni per altamenti qualificati (dottori, ingegneri, ecc…), investitori e i migliori studenti (grade A).

La riunione presieduta da HH Sheikh Mohammad Bin Rashid Al Maktoum, Vice Presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi e Ruler di Dubai, ha visto presenti anche il tenente generale HH Sheikh Saif Bin Zayed Al Nahyan, vice primo ministro e ministro dell’interno, e HH Sheikh Mansour Bin Zayed Al Nahyan, vice primo ministro e ministro degli affari presidenziali.

L’approvazione del decreto nella riunione di Governo è stata annunciata in un tweet postato sull’account ufficiale di HH Sheikh Mohammad stesso. Il nuovo sistema di visti aumenterà le possibilità di attrarre investitori e competenze negli Emirati Arabi e, quindi, di rafforzare ulteriormente la competitività economica del Paese a livello globale.

Gli Emirati Arabi rimarranno un incubatore globale per i migliori talenti e una destinazione permanente per gli investitori internazionali: si prevede entro fine anno anche la possibilità di avviare società in-land con 100% di proprietà straniera.

Aprire una holding in Free Zone a Dubai

Aprire una holding in Free Zone a Dubai

Aprire una holding a Dubai o negli Emirati Arabi, ed in particolare in Free Zone ha notevoli vantaggi, legati alla fiscalità agevolata del Paese e alla burocrazia particolarmente snella.

Una holding, abbreviazione dell’inglese holding company, è una società che possiede azioni o quote (in inglese shares) di altre società. Se la holding non svolge nessuna attività di produzione e di scambio e si limita a dirigere le società controllate, si definisce come una holding “pura” o finanziaria e le società controllate assumono il nome il nome di società operanti. Se invece la holding svolge anche un’attività operativa, si chiama holding mista. L’esercizio del controllo da parte della holding richiede teoricamente l’acquisizione del 51% del pacchetto azionario (quindi la maggioranza) della società controllata. Altrimenti si parla più propriamente di società capogruppo. Se a sua volta la società controllata acquista il controllo di una terza società, si dà luogo ad una costruzione a piramide che consente alla società madre di moltiplicare via via il capitale controllato muovendo da un investimento iniziale relativamente basso.

Tra le varie opzioni abbiamo individuato alcune Free Zone degli Emirati Arabi per la rapidità con cui la holding viene costituita, il costo molto contenuto, le procedure snelle e gli oneri post apertura praticamente ridotti a zero.

Quali sono i vantaggi di aprire una holding in Free Zone?

Non è richiesto alcun capitale sociale da versare
Non è richiesto ufficio fisico obbligatorio
Nessun requisito di revisione o contabilità
100% proprietà
Tutta la procedura può essere gestita da remoto
Le aziende saranno limitate a responsabilità
Compatibile con l’apertura di conti correnti bancari e acquisizione di proprietà immobiliari.

Cosa occorre per avviare la procedura di costituzione della tua holding:

Fornire un nome della società per vedere se è disponibile
Copia a colori dei passaporti degli azionisti (il passaporto deve essere valido per almeno altri 7 mesi e avere almeno 2 pagine vuote)
Se più di un azionista, la ripartizione delle azioni tra gli azionisti
Se più di un azionista, il nome della persona responsabile della società (Executive Director)
Dati di contatto dell’azionista (per ogni azionista):
– Indirizzo di residenza
– Indirizzo di corrispondenza
– Indirizzo email
– Numero di telefono

Con le informazioni di cui sopra, otterremo i documenti necessari preparati entro 24 ore per la tua firma. La Holding Company viene costituita mediamente in 3 /5 giorni lavorativi da quando si hanno in mano tutti i documenti correttamente firmati.

Per maggiori informazioni

Email: holding@freezonedubai.it
Telegram: http://t.me/FreeZoneDubai

Investire in criptovalute a Dubai

Investire in criptovalute a Dubai

Le monete virtuali non sono una scoperta recente, infatti le prime furono lanciate addirittura negli anni ’90, in Cina e negli Stati Uniti. Si trattò per lo più di esperimenti, che furono rapidamente bloccati dai rispettivi Governi per una serie di problematiche legali.  Le criptovalute consistono in uno scambio digitale (di denaro virtuale) è garantiscono sicurezza e e anonimato, grazie ad una tecnologia chiamata blockchain.

Glo stessi Paesi del mondo arabo (in particolare il Golfo e gli Emirati Arabi) si mostrano particolarmente interessati alle criptovalute, la più famosa delle quali è il Bitcoin (BTC); nato nel 2009 e che innescò una vera e propria rivoluzione finanziaria. Questa nuova criptovaluta fu la prima a ricevere un successo planetario, tanto che ancora oggi rimangono la moneta virtuale con la più alta capitalizzazione del mondo. Basti pensare che la loro quotazione di mercato partì da appena 10$, mentre oggi vengono scambiati a oltre 4.200$.

Oltre investire in borsa è possibile investire sulle criptovalute in due modi differenti, comprandole materialmente per poi rivenderle oppure facendo operazioni di trading online. ovviamente nel primo caso si tratta di un’operazione con un alto rischio, soprattutto a causa delle forti oscillazioni delle quotazioni delle monete virtuali sul mercato.

Invece investendo tramite un broker è possibile diminuire i rischi, guadagnando sia quando le quotazioni salgono che quando scendono.

Molti investitori decidono di costituire delle società offshore o in Free Zone per gestire i propri conti. Oppure addirittura di ottenere un visto residente e aprire un conto corrente nella nuova nazione di residenza per gestire i propri investimenti da questo nuovo conto.

Meglio aprire una LTD a Londra o una Free Zone Company a Dubai?

Meglio aprire una LTD a Londra o una Free Zone Company a Dubai?

Rispondere a una domanda come questa non è semplice e dipende dalle specifiche esigenze del cliente. Ciò che può andare bene ad un cliente, non è detto che possa essere adatto alle esigenze di un altro. E in ogni caso affidarsi ad un professionista competente evita problemi fiscali o esterovestizione.

La prima considerazione da fare riguarda il territorio target; se la nostra azienda ha maggiori interessi in Inghilterra o Dubai, la scelta diventa quasi obbligata. Se invece una società ha interessi distribuiti a livello internazionale, l’opzione migliore diventa meno intuitiva.

Vediamo quindi alcune caratteristiche generali delle due tipologie societarie.

Una Ltd è il corrispondente della nostra S.r.l. (Società a Responsabilità Limitata) e per costituirla non è indispensabile avere una Partita IVA (VAT) ma basta dichiarare l’apertura della nuova Società alla Companies House. Il nome è collegato a imprese che operano nel Regno Unito e in molti paesi del Commonwealth; i tempi burocratici sono molto veloci. Le Ltd godono di alcuni benefici di responsabilità e fiscali, in particolare una tassazione relativamente bassa.

I requisiti essenziali per non incappare in sanzioni e istituire una società legalmente riconosciuta:

1) Come abbiamo già detto è necessario avere un ufficio registrato nel Regno Unito, poter dimostrare di essere residenti in loco e avere dipendenti regolarmente assunti che lavorano in sede.

2) Alcune infrastrutture utilizzate per il marketing devono essere necessariamente site in suolo britannico, ad esempio il server se decidiamo di sfruttare un e-commerce per il nostro business oppure aprire un semplice sito vetrina.

3) Bisogna presentare una copia dello statuto sociale e dell’atto costitutivo, inoltre si deve redigere l’albo degli amministratori societari e del personale adibito alla ricezione delle notifiche ufficiali.

Il sistema fiscale del Regno Unito si basa su un doppio binario o livello di imposizione:

– un primo livello gestito dall’HMRC (HM Revenue and Custom) a cura del Governo Centrale (equiparabile alla nostra Agenzia delle Entrate);

– un secondo livello che riguarda i tributi locali (equiparabili ai tributi imposti dalle nostre Regioni o Comuni nell’ambito del federalismo fiscale).

Anche nel Regno Unito così come in Italia abbiamo una duplice tipologia di imposte:

imposte dirette (direct taxes);
imposte indirette (indirect taxes).

Le prime (direct taxes) comprendono:

  • income taxs (tasse sul reddito);
  • corporation tax (tassa societaria);
  • inheritance tax (tassa successoria);
  • capital gains tax (tassa sulle plusvalenze);

Le seconde (indirect taxes) comprendono invece:

  • value added tax – V.A.T. (Iva);
  • stamp duty (imposta di bollo);
  • stamp duty land tax (imposta di bollo sulle proprietà);
  • customs duty (dazi doganali).

Al fine di poter valutare l’imposizione fiscale, una società LTD è quindi tenuta a tenere una serie di registri contabili. Ma si ha il vantaggio di essere comunque vicino l’Italia ben posizionati rispetto ad altri Paesi Europei. Inoltre i costi di costituzione sono estremamente bassi (anche se poi si devono considerare i costi di gestione).

Un ulteriore vantaggio può essere rappresentato dalla sterlina debole grazie alla Brexit, che quindi facilita investimenti stranieri.

Anche per aprire una società in Free Zone a Dubai o negli Emirati Arabi i tempi sono abbastanza rapidi; i tempi relativi strettamente alle licenze possono essere indicativamente di poche settimane se non di meno (mediamente 10 giorni lavorativi).

Aprire una società in Free Zone a Dubai o negli Emirati Arabi comporta numerosi vantaggi. Una Free Zone (Zona Franca) è un’area specificamente destinata alla promozione del commercio, all’esportazione ed all’apertura dell’economia locale (emiratina in questo caso) al mondo esterno, e gli Emirati Arabi Uniti hanno una posizione strategica per il commercio internazionale. Le Free Zone degli Emirati Arabi Uniti sono state create allo scopo di facilitare gli investimenti stranieri; di conseguenza le procedure per insediarsi nelle zone franche sono relativamente semplici, veloci e relativamente economiche.

Aprire una società in Free Zone offre agli investitori una serie di vantaggi:

– Proprietà straniera del 100%
Nessuna imposta sulle società
– Libertà di rimpatriare il capitale e il reddito
– Nessuna imposta sul reddito personale
– Completa esenzione dai dazi doganali
– Nessuna restrizione valutaria
– Nessuna lungaggine burocratica (in 10 giorni si ha la licenza)
– Nessun obbligo di assunzione
– Possibilità di richiedere un visa resident se necessario e di aprire un conto corrente bancario personale (oltre quello corporate)

A cui aggiungere in alcune Free Zone:
Nessun obbligo di presentazione di registri contabili
– Nessun obbligo di ufficio
– Nessun capitale sociale da versare richiesto

Ci sono Free Zone in cui si costituisce un’azienda con poco meno di 5,000 USD. Tutte le licenze negli Emirati arabi hanno un costo annuale di rinnovo. Ma a fronte di questo poi non ci sono altri oneri con questa free zone come dicevamo: ufficio, spese di contabilità, ecc.. A fine anno si decide se rinnovare (basta pagare il rinnovo) o chiudere la società.

Conclusioni

Come si diceva non esiste una risposta adatta a tutti; ovvero si potrebbe considerare di sfruttare il meglio delle due giurisdizioni costituendo due società. Collegate o meno, a seconda dei casi. Meglio magari un contatto diretto con noi per capire quale struttura meglio si adatta, grazie ad un’opera di ingegneria finanziaria.

Free Zone Emirati Arabi Quale Scegliere

Free Zone negli Emirati Arabi: quale scegliere?

Ci sono più di 40 Free Zone negli Emirati Arabi (più di 20 solo a Dubai) e ciascuna si rivolge ad una specifica categoria commerciale. Se si desidera avere il 100 per cento di proprietà della propria azienda, indipendentemente dal tipo di attività, è necessario optare per una licenza in una delle Free Zone. Ma quale scegliere?

Le Free Zone sono state istituite per incoraggiare gli investimenti stranieri grazie ad una serie di vantaggi rispetto all’aziende costituite “in land”. Ogni Free Zone ha le sue regole, ma ci sono dei vantaggi generali:

1. Ogni Free Zone consente agli investitori stranieri di avere il 100 per cento di proprietà della società senza necessità di sponsor locali o agenti
2. Nessuna imposta sul reddito per un lungo periodo di tempo (oltretutto rinnovabile).
3. Nessuna imposta sul reddito personale, nonché sulle tasse di import/export (se anche un semilavorato arriva per essere processato e poi rispedito non ci sono dazi).
4. Possibilità di rimpatrio del 100 per cento dei profitti.
5. La procedura di apertura della società è meno complessa.
6. Procedure di assunzione e rilascio visti più facili.

Ci sono poi vantaggi specifici delle varie Free Zone. Ad esempio ad oggi in una delle Free Zone di Fujairah (Creative City):

– non si deve versare capitale sociale
– l’ufficio fisico non è obbligatorio
– non si ha obbligo di presentare i registri contabili in determinate condizioni
– non si ha obbligo di richiedere un visto residente (ma nel caso è possibile averne fino a 15, anche successivamente e in ogni caso per i visti residenti non è necessario avere un appartmento in affitto negli Emirati Arabi)

Nota: le informazioni riportate in questo articolo sono soggette a variazione, si consiglia di contattare gli organi competenti per verificare le leggi in vigore.

Ma allora perchè non scelgono tutti questa Free Zone se così vantaggiosa? Perchè ad esempio non si adatta bene a chi invece ha bisogno di una fisicità, un magazzino ad esempio per fare import/export, o una logistica (vicinanza con porti / aeroporti / ecc…). Altre Free Zone invece danno diritto a freelance permit, ideali se si lavora nel mondo dello spettacolo e non si ha necessità di assumere personale. Altre ancora hanno delle specificità, tipo se si vuole aprire una attività in ambito medico Dubai Healthcare City (DHCC) diventa quasi sempre un obbligo.

Lista delle free zone degli Emirati Arabi

Free Zone a Dubai

Dubai Airport Free Zone
Dubai Auto Zone
Dubai Cars and Automotive Zone
Dubai Design District
Dubai Flower Centre
Dubai Gold and Diamond Park
Dubai Healthcare City
Dubai Industrial City
Dubai International Academic City
Dubai International Financial Centre
Dubai Internet City
Dubai Knowledge Park
Dubai Logistics City
Dubai Maritime City Authority
Dubai Media City
Dubai Multi Commodities Centre
Dubai Outsource Zone
Dubai Science Park
Dubai Silicon Oasis
Dubai Studio City
Dubai Techno Park (nuovo nome: National Industries Complex)
Dubai Textile City
Energy and Environment Park
International Humanitarian City
Jebel Ali Free Zone Authority
Jumeirah Lakes Towers Free Zone
Dubai Production City

Free Zone ad Abu Dhabi

Abu Dhabi Airport Business City
Abu Dhabi Global Market
Abu Dhabi Ports Company
ZonesCorp
Industrial City of Abu Dhabi
Masdar City
TwoFour54

Free Zone a Sharjah

Hamriya Free Zone Authority
Sharjah Airport Free Zone Authority
USA Regional Trade Center Free Zone

Free Zone a Fujairah

Creative City Fujairah
Fujairah Free Zone Authority
IFZA

Free zone a Ras Al Khaimah

RAK Investment Authority Free Zone
RAK Maritime City
Ras Al Khaimah Free Trade Zone
Ras Al Khaimah Media Free Zone

Free Zone ad Ajman e Umm Al Quwain

Entrambi questi emirati hanno un’unica Free Zone: Ajman Free Zone Authority e Umm Al Quwain Free Zone Authority

Acquistare una società in Free Zone a Dubai e negli Emirati Arabi

Acquistare una società in Free Zone

Esistono vari modi per acquistare una società in Free Zone a Dubai e negli Emirati Arabi e a seconda della Free Zone le procedure e i costi variano. Menzionarle tutte o analizzarle in questa sede sarebbe impossibile. Vi sono però alcune osservazioni generali a cui ci si può attenere.

Prendiamo come esempio la Free Zone di Fujairah (Creative Zone). Per cambiare azionista (shareholder) / direttore esecutivo (executive director) sono necessari:

  • set completo di originali dei documenti societari
  • delibera del Consiglio sul trasferimento di azioni e/o modifica del direttore esecutivo, firmato da tutti dall’azionista e timbrato
  • contratto di compravendita di azioni e modulo di trasferimento delle quote firmati da compratore e venditore (dei modelli standard sono disponibili)
  • se alla società non sono legati dei visti, ci sarà una tassa di cambio di  3.000 AED pacchetto; da aggiugere invece 500 AED per il cambio di Immigration Card qualora ci siano visti legati alla società
  • Una volta consegnati tutti i documenti ed effettuato il pagamento, il cambio mediamente viene fatto in meno di 2 settimane (stesso tempo necessario per l’emissione di una nuova licenza)

Considerazioni analoghe valgono nel caso siano coinvolti più azionisti o una cessione parziale delle quote. Qualora però si passi da una società con un solo azionista (single shareholder) a più azionisti (multiple shareholders), va considerata anche l’integrazione del costo della annuale della licenza di 4,000 AED.

A fronte della relativa semplicità della procedura, si consideri anche che:

  • le licenze negli Emirati Arabi hanno costo annuale, quindi in taluni casi potrebbe aver senso costituire una nuova società e non acquistarne una esistente (soprattutto se sotto scadenza); in questo modo si avrà la facoltà di scegliere nome, categoria commerciale, ecc.. senza dover richiedere ulteriori cambi successivamente
  • potrebbe aver senso invece rilevare una società esistente, se questa ha già contratti in essere, certificazioni di interesse, ecc..
  • fare sempre un’accurata due diligence dell’affare, compiendo le opportune indagini preliminari, soprattutto considerando che eventuali situazioni pendenti (assegni in circolazione non coperti, pagamenti sospesi, ecc.) possono portare all’arresto del titolare / direttore. Acquistare una società o una partecipazione societaria senza avere svolto tale preliminare attività equivale infatti a compiere un “acquisto a scatola chiusa”. Gli esiti dell’indagine potrebbero precludere o scoraggiare la conclusione dell’affare ovvero fornire il potere negoziale per contrattare condizioni migliori.
  • sebbene esistano dei modelli standard per la cessione di quote, controllare eventuali clausole da modificare / eliminare / integrare; essere quanto più precisi nella definizione delle dichiarazioni e delle garanzie rese dal venditore (reps and warranties) e dei meccanismi risolutori e risarcitori a favore dell’acquirente)
  • essere assistiti da consulenti esperti in ogni fase delle trattative per la definizione dell’accordo può evitare problematiche future
Studio di fattibilita per apertura societa a Dubai

Studio di fattibilità

Aprire una sede a Dubai o negli Emirati Arabi, internazionalizzare la propria attività comporta un notevole impegno di risorse: tempo, capitale, spostamenti, riunioni. L’analisi o studio di fattibilità di un progetto normalmente precede la fase di avvio di un progetto dovendone valutare le motivazioni, le opportunità, i rischi, le risorse necessarie e i tempi di realizzazione.

Lo studio preliminare delle condizioni interne d’impresa ed esterne di mercato rappresenta una fase nevralgica del progetto di internazionalizzazione.

L’analisi di fattibilità di un progetto viene svolta a partire da dati e stime a livello macro in modo da non impegnare eccessivo tempo e risorse e l’impostazione dello studio è basata su una struttura di base indipendente dal tipo di progetto. L’analisi del mercato di riferimento punta a realizzare un documento avente la seguente articolazione:

  1. Precisazione dell’ambito di progetto (Scope). Questa sezione ha la finalità di definire i bisogni del cliente e le motivazioni da cui nasce.
  2. Introduzione al territorio. Per meglio entrare in ottiche cui l’imprenditore che internazionalizza per la prima volta / che approccia per la prima volta gli Emirati Arabi potrebbe non essere abituato.
  3. Macro-requisiti. Questa sezione precisa le caratteristiche e i requisiti (funzionali, tecnici e qualitativi) di alto livello che ciascun deliverable dovrebbe soddisfare per poter essere implementato.
  4. Strategia. Questa sezione definisce l’approccio che si intende adottare per sviluppare il progetto e soddisfare i requisiti previsti. Delinea i processi che si intendono adottare, gli standard di qualità e di produzione.
  5. Stime di massima. In questa si daranno delle stime sui macro-valori economici in gioco.
  6. Possibili strategie alternative. Magari per iniziare ad approcciare il mercato in maniera più cauta, pur restando nello stesso ambito.
  7. Conclusioni.