Bitcoin e criptovalute: investimento o strumento?

Arrivati quasi alla metà del 2017, è facile pentirsi di non aver investito nel Bitcoin quando valeva qualche dollaro, dal momento che oggi supera i 1,100 USD.. Purtroppo nessuno di noi ha la bacchetta magica o la macchina del tempo, per cui non ci resta che guardare avanti tra i vari pareri contrastanti e provare a fare alcune considerazioni e previsioni su come investire sulle criptovalute negli anni futuri.

Puoi provarci e avere fortuna, ma oggi investire nelle criptovalute può essere un azzardo. È come fare un intervento di chirurgia agli occhi su un lettino mobile con i rollerblade. Può anche darti adrenalina, ma il risultato finale può essere doloroso

spiega The Middle Ground.

Una criptovaluta è una valuta paritaria, decentralizzata digitale la cui implementazione si basa sui principi della crittografia per convalidare le transazioni e la generazione di moneta in sé. Come ogni valuta digitale, consente di effettuare pagamenti online in maniera sicura. La blockchain, il libro mastro che registra tutte gli scambi che avvengono, ha dato quella spinta in più che mancava, annullando la possibilità di frodi. Paesi e governi non sono esenti dal fascino di questi nuovi strumenti e hanno iniziato a investire; si veda ad esempio il rapporto tra Dubai, criptovalute e blockchain.

Quali criptovalute è opportuno considerare per un investimento a lungo termine? Ad oggi ci sono 5 criptovalute che – sia per la loro storia, sia per i propri fondamentali – costituiscono una buona materia di investimento. Alla fine di questo articolo sarà riportata una descrizione di ciascuna criptovaluta.

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Ma la le criptovalute non vanno solo viste come investimento finanziario.

Le criptovalute come strumento

Così come per tutte le altre valute, anche le criptovalute possono essere considerate uno strumento, non solo un investimento.

Individuiamo principalmente 3 vantaggi rispetto alla moneta tradizionale:

1. Sicurezza: ogni transazione avviene solo se l’intero network l’ha vista e registrata (grazie alla blockchain), quindi imbrogliare diventa davvero difficile. È di fatto impossibile corrompere il registro: non si può scriverlo da soli; e non lo si può cambiare se lo hanno scritto gli altri; non è più un lavoro umano.

2. Anonimato: se anche la moneta tradizionale è in se stessa anonima se in forma “cash”, lo spostamento legale di grandi quantità di denaro è effettuato attraverso le banche. Recentemente le autorità americane hanno sequestrato svariati milioni di dollari in transazioni illegali; tuttavia, pensare che questi abusi rendano le criptovalute illegali, equivale a dire che i coltelli sono sbagliate perché qualcuno li usa come arma, senza ricordare che tutti noi li usiamo nel quotidiano durante i pasti.

3. Indipendenza: le criptovalute sono svincolate dal sistema bancario e dai vari governi. Impedendo la possibilità che un governo confischi o blocchi i trasferimenti (governo Amato nel ’92) o che la banca non fallisca portandosi via i nostri fondi sui conti correnti o che la banca centrale la svaluti.

Gli online marketplace (i siti internet di intermediazione per la compravendita di un bene o un servizio) si stanno muovendo verso le criptovalute (Bitcoin, Ethereum e altre ancora) anche a Dubai. La tecnologia blockchain (alla base di questi sistemi) d’altronde sta diventando un’obiettivo anche del Governo di Dubai, che si sta orientando verso soluzioni innovative per tutta la gestione telematica.

In occasione di un incontro ufficiale, abbiamo avuto la fortuna di incontrare Paul Mahone, CEO di BitBoost (un marketplace basato su Ethereum) che dichiara:

Le blockchain sono il futuro; e abbiamo investito su questa tecnologia per impostare BitBoost, piattaforma basata su una cripto valuta. Ethereum ci permette di esternalizzare l’infrastruttura globale che eBay deve invece mantenere, con il risultato che siamo in grado di chiedere molto, molto meno agli utenti che utilizzano il servizio. La semplicità della struttura è evidente: si paga una fee di 1 $ (pagato nell’equivalente in gettoni BitBoost) per ciascun oggetto caricato..

Elenco delle principali criptovalute

Fonte: valutevirtuali.com

Bitcoin (BTC)

Per alcuni potrebbe essere scontato dire che il Bitcoin è una criptovaluta su cui investire: sicuramente il BTC ha raggiunto ultimamente un prezzo alto rispetto ad inizio anno e, come detto in precedenza, sono circa 3 anni che non tocca il proprio massimo. Ricordiamo però che se il tasso di adozione di tutte le criptovalute è arrivato a questo punto, il merito è sicuramente dell’apripista Bitcoin. Senza il Bitcoin probabilmente la maggioranza delle altre criptovalute non esisterebbe e, senza gli errori che Bitcoin ha dovuto sperimentare per primo, le altre non avrebbero ideato dei meccanismi più sofisticati e avanzati.

Detto questo, il Bitcoin resta sempre la criptovaluta di riferimento non solo per il tasso di adozione da parte di sviluppatori e miner, ma anche per angel investors che riversano nell’ecosistema Bitcoin un grande volume di capitale.

Dobbiamo quindi aspettarci che il Bitcoin sia ancora la valuta virtuale di riferimento negli anni a venire, con conseguente ampliamento del tasso di adozione e sostanziale incremento del prezzo.

Ethereum (ETH)

Ethereum è la seconda criptovaluta per capitalizzazione e si è affermata come alternativa al Bitcoin all’inizio del 2016. La peculiarità di Ethereum sta nell’innovazione portata grazie alla propria blockchain che permette di sviluppare applicazioni decentralizzate basandosi su di essa. La propria valuta, l’Ether, viene infatti utilizzata da applicazioni che si basano su Ethereum per eseguire smart contracts. Grazie a questa funzionalità Ethereum non diventa solo un modo per scambiare valuta ma può far transitare e scambiare tra due nodi un qualsiasi tipo di asset, si può cioè scambiare un qualsiasi tipo di valore.

Questa peculiarità non è rimasta certo inosservata agli occhi di banche ed altri investitori di capitale che hanno riversato nel progetto Ethereum ingenti somme di capitale. Anche se Ethereum ha dovuto affrontare in quest’anno diversi problemi legati alla sicurezza (ed un po’ di perdita di credibilità soprattutto dovuta al fallimento della prima DAO) resta sicuramente una valuta su cui puntare nel futuro. Il fatto che abbia saputo reagire prontamente alle minacce hacker ed il prezzo ribassato potrebbero costituire in effetti due buone ragioni per investire in questo momento.

Ripple (XRP)

La terza moneta virtuale per capitalizzazione ed anche una delle poche a consentire lo scambio dei propri token senza applicare una fee. Sicuramente l’organizzazione che sta alle spalle di questa valuta è considerata una delle più professionali ed affidabili. E’ vero, Ripple ha subito delle forti oscillazioni in passato che hanno portato il valore sui 10k satoshi per poi tornare ad essere scambiato su un valore compreso tra gli 800 ed i 1000 satoshi. Ultimamente però il volume degli scambi si sta intensificando ed è possibile che Ripple torni ad essere sulla breccia nel 2017. Il valore rispetto al BTC è abbastanza basso e non è escluso che questa valuta possa tornare a breve ad essere considerata come la prima alternativa al BTC.

Litecoin (LTC)

Dopo esser salito alla ribalta nel 2013, come prima alternativa al Bitcoin, il Litecoin si è un po’ crogiolato sugli allori e non ha saputo mantenere la spinta iniziale. Anche l’emergere di altre criptovalute ha, per certi versi, rallentato la corsa di questa moneta che era arrivata a valere 25$, mentre adesso viene quotata attorno ai 4$. Certo è che il Litecoin è ancora la più utilizzata, dopo al Bitcoin, nella maggior parte dei siti internet che accettano pagamenti con valuta virtuale. L’organizzazione è solida e la professionalità degli sviluppatori che supportano il LTC non si discute. Non è quindi detto che il Litecoin non possa tornare prepotentemente alla ribalta dopo un periodo passato in sordina. Il prezzo attuale, tra l’altro, potrebbe costituire un ottimo entry point.

Monero (XMR)

Ultima tra le 5 ma solo per capitalizzazione, il Monero è invece la valuta virtuale del momento essendo passata da una valutazione di circa 1$ ad inizio Giugno 2016 a valere circa 7,5$ a fine Novembre. La speculazione che ha portato il Monero a valere sui 14$ ad inizio Settembre è dovuta per lo più alla fama che si è guadagnata nell’essere la più anonima tra le criptovalute. Questa caratteristica le ha accattivato il favore dei più larghi marketplace presenti sulla Dark Net, dove vengono processati milioni di transazioni in completo anonimato ogni mese e dove il fatto di essere irrintracciabile è una caratteristica di primaria importanza. Oltre a questo, il team di Monero ha annunciato lo sviluppo di payb.ee, un gateway per i pagamenti che consentirebbe la conversione istantanea tra Monero, Bitcoin e valute Fiat. Se questo fosse realizzato ci sarebbe un’adozione massiccia di Monero da parte di molti commercianti ed infine arriverebbero anche i fondi di investimento che farebbero salire il prezzo a livelli molto più alti di quelli attuali. Per questo Monero viene considerata una criptovaluta con altissimo potenziale ed è per molti un investimento da non lasciarsi scappare.

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