Apertura società a Dubai: non serve più il socio locale al 51%

Gli Emirati Arabi Uniti consentono agli investitori la piena proprietà delle società dal 1° giugno 2021

La riforma era originariamente prevista per il dicembre dello scorso anno, per poi rimandarla al 2021. Il ministro dell’Economia Abdullah bin Touq in un tweet ha confermato che l’ultima decisione è un nuovo passo che riflette l’impegno del governo degli Emirati Arabi Uniti a sostenere l’economia e migliorare la diversificazione delle entrate.

Nel novembre 2020, gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato che la storica riforma che consente agli investitori stranieri di possedere il 100% delle imprese sarebbe entrata in vigore dal 1 ° dicembre 2020. Tuttavia, dopo aver ampliato la portata dei settori ammissibili alla piena proprietà da parte di investitori stranieri, la legge è ora pronta per il lancio dal 1 giugno 2021.

La riforma a lungo attesa e ampiamente discussa, che avrà implicazioni rivoluzionarie sul panorama degli investimenti della nazione, è stata approvata dal presidente Sua Altezza lo sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan lo scorso anno.

La conferma

Sua Altezza lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, Vicepresidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti e Sovrano di Dubai, ha affermato che gli Emirati Arabi Uniti godono ora di un fertile ambiente legislativo per gli investitori diretti esteri al fine di migliorare la competitività della nazione.

Il mese scorso, il ministero dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che la nuova legislazione include 10 nuovi settori, sebbene non li abbia ancora resi pubblici. Abdulla Al Saleh, Sottosegretario del Ministero dell’Economia per il Commercio Estero e l’Industria degli Emirati Arabi Uniti, ha confermato che questa legislazione fondamentale nella legge sulle società commerciali è nelle sue fasi finali di formazione che consentirà agli investitori e affari in 10 nuovi settori di importanza strategica per rientrare nelle competenze di legge.

Secondo il nuovo regime di investimenti diretti esteri, diverse categorie di licenze commerciali non richiederanno più gli Emirati come sponsor con diritti di partecipazione azionaria del 51%.

Al Saleh ha anche specificato che le aziende già aperte e precedentemente autorizzate negli Emirati Arabi Uniti possono modificare il loro status in base ai nuovi emendamenti della legge sulle società commerciali (UAE Commercial Law).

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Aprire società a Dubai: 6 TRUFFE (e COME EVITARLE)

Dubai da tempo è una meta ambita per l’apertura di società. Ma ci sono alcune truffe in cui si può incappare. In questo video proviamo ad analizzare alcuni approcci da parte di consulenti in mala fede e come tutelarsi. Fermo restando che a prescindere dalle truffe, l’apertura si una sede estera se non inserita in un progetto di internazionalizzazione è sempre un azzardo. Non a caso noi partiamo sempre dall’erogazione di una consulenza per verificare la fattibilità dell’operazione per il nostro cliente.

Venendo alle potenziali truffe, parleremo di problemi in cui si incappa quando apriamo la società o siamo in procinto di aprirla, non di quelli che in qualsiasi parte del mondo potremo avere: dal cliente che non paga, al fornitore che non ti fornisce la merce.

Sicuramente una problematica non comune qui a Dubai ma alla quale fare attenzione è il consulente che prende i soldi e poi non ti apre la società. Per tutelarsi da questa truffa, ovviamente un approccio che vi tutela, è quello di rivolgervi solo a professionisti o agenzie consolidate e con uno storico, che non hanno interesse a sporcare il proprio nome per poche migliaia di euro. Altro approccio è quello di rivolgersi alle Free Zone direttamente (questo però comporta di sapersi muovere in questi ambiti). Noi ad esempio, a tutela dei nostri clienti e per trasparenza esplicitiamo sempre quelli che sono i nostri costi di consulenza e quelli che sono i costi vivi dovuti alla Free Zone, offrendo anche la possibilità di pagare direttamente la stessa per quanto di loro competenza. Quindi se anche non vi avvalete dei nostri servizi, potreste richiedere al consulente di turno di esplicitare i costi vivi e di effettuare separatamente i pagamenti.

Nel video vedremo tutti gli altri potenziali rischi.

Quanto Costa Aprire una Societa a Dubai

Quanto costa aprire una società a Dubai?

In svariati video e articoli abbiamo parlato della possibilità di aprire una società a Dubai.
Non siamo mai entrati nel dettaglio dei costi perchè è impossibile definire un valore economico a priori. Ma dal momento che ci hanno contatto varie persone a cui sono state richieste decine di migliaia di euro per aprire una società, facciamo un po’ di chiarezza.

Esistono oltre 40 Free Zone, per ciascuna di esse una varietà importante di possibili categorie commerciali e di scelte: con o senza visto residente, quanti visti residente, se hai bisogno o meno dell’ufficio o di altre faciliti, numero di azionisti, eventuali partecipazioni di altre società, e cosi via.

Ma di fatto esistono alcune considerazioni che valgono in generale. Per citare un esempio banale, nelle Free Zone si può avere il 100% di proprietà senza bisogno del socio locale al 51%. Così come un altro esempio valido a prescindere, non esistono società anonime o conti cifrati. I residenti negli Emirati arabi non sono soggetti a scambio di informazioni con altri Paesi, ma è diverso dall’avere una società anonima come previsto invece da altre giurisdizioni.

I costi di costituzione di una società partono da alcune migliaia di euro. Ma ricordando che ogni caso è diverso dall’altro e si può declinare in vari modi, l’unico modo per dare una stima di massima è fare alcuni esempi. Poi sei il vostro caso rientra in uno di quelli menzionati benissimo. Ma una per voi piccola differenza nel business model o nelle esigenze, potrebbe portare a dover stravolgere completamente la struttura societaria e il costo relativo.

Sollevo alcuni interrogativi a titolo d’esempio. Vi occupate di ecommerce. Ma dove acquistate e dove vendete? Dove siete residenti? Gestite internamente la logistica?
Se siete residenti in Italia a prescindere sarete soggetti a tasse italiane anche se aprite una società a Dubai.
Se siete residenti a Dubai e acquistate in Cina per rivendere in Europa con logistica Amazon possiamo utilizzare delle soluzioni in Free Zone molto snelle.
Se con la stessa società volete vendere negli Emirati Arabi, potreste dover aprire una società fuori dalla Free Zone e a prescindere dopo una certa soglia sarete soggetti a IVA.
Tanto per fare degli esempi.

Ma proviamo a definire dei casi per dare un range di valori.

I costi partono da circa 5,000 USD per una società con un solo azionista, senza visto residente e con conto corrente online tipo Transferwise (con questo tipo di società può gestire sia una società di progettazione, sia una “digital oriented”  – Ecommerce, Amazon, Dropshipping, ecc.) in una delle Free Zone che abbiamo individuato per questa tipologia di attività. I costi di riferimento includono i costi di consulenza che in genere applichiamo; se ci rivolgiamo direttamente all’authority paghiamo di meno ma dovremo fare tutto da soli. Per la serie o risparmiate tempo ed errori o risparmiate soldi.

I costi di costituzione di una società di servizi con un solo azionista, senza ufficio fisico, una sola categoria commerciale e un solo visto residente (intestato all’azionista) si aggirano intorno i 10/11,000 USD per la stessa Free Zone. Questa tipologia di società continua ad andare bene per tutto quello che riguarda il digital e la consulenza, ma anche per decine di altre categorie commerciali. Consulenza tecnica per esempio.
Il visto da diritto a tutta una serie di benefici, tra cui quello di poter aprire un conto corrente in loco.

Se abbiamo bisogno di più visti, i costi salgono sensibilmente. Per dare una stima circa + 2,000 / 3,000 USD per ogni visto aggiuntivo.

A differenza di altre giurisdizioni (es Londra, Singapore, ecc..) i costi di costituzione sono alti, ma a fronte del fatto che poi non hai imposte sui redditi o altri oneri fiscali e burocratici, della possibilità relativamente semplice di prendere la residenza, e tanto altro.

Ma se vogliamo ad esempio impiantare un ufficio di progettazione fisico, dove quindi i dipendenti devono recarsi, allora potremo dover essere obbligati a scegliere altre Free Zone con possibilità di prendere un vero e proprio ufficio all’interno della Free Zone stessa. Oltre al costo quindi più alto per via dell’ufficio con prezzi definiti dalla struttura, in virtù di questa fisicità ci sarà richiesto magari di versare depositi cauzionali, di presentare bilanci a fine anno, e altri oneri. Facilmente si arriva a mettere uno zero davanti alla cifre prima riportate. Ma al di là di quello è la struttura completamente diversa.

Se io parto con una soluzione da 5K, poi posso integrare se scopro di aver bisogno di uno o più visti. Ma se poi ho bisogno di un ufficio o un magazzino, rischio di dover aprire una società direttamente in un’altra Free Zone. Non si può infatti spostare da una all’altra. E non posso aprire la società da 5K e poi apro l’ufficio a Dubai.

In definitiva da un lato fate attenzione a non pagare 100 quello che potete pagare 50, dall’altro fate sempre un’attenta valutazione di quelle che sono le vostre esigenze e diffidate da chi vi fornisce preventivi a scatola chiusa senza aver fatto prima un assessment accurato. Perchè è possibile che stia proponendo una soluzione che torni utile in primis a se stesso, ma che potrebbe rivelarsi non essere la scelta ottimale per voi.

Amazon Alibaba Dubai Tasse Ecommerce Free Zone Dubai

AMAZON o ALIBABA? E-commerce, freezone, tasse & DUBAI

Amazon o Alibaba? Vendere su Internet da Dubai. Abbiamo affrontato in tanti altri articoli se e perchè conviene aprire una società a Dubai per gestire il proprio business online, ma sempre è solo parlando di Amazon. Non abbiamo mai considerato invece che sebbene essere il più conosciuto nel mondo occidentale, Amazon non è l’unico marketplace. Sebbene Alibaba sia principalmente un market place B2B (business 2 business) cioè diciamo un grossista, non si rivolge al cliente finale che ordina il singolo pezzo, nel gruppo ci sono altri siti minori che invece sono dei B2C.  Taobao, indirizzato al consumatore finale, e Tmall, che riguarda più che altro l’acquisto di prodotti di marca da parte della classe media cinese.

Per un’azienda italiana di piccole-medie dimensioni, può essere difficile comprendere le potenzialità di questa piattaforma in un’ottica di espansione del business, apparendo come troppo complicato ed estraneo e lontano rispetto ai propri affari. Tramite queste piattaforme non vendiamo solo in Cina, ma se pensiamo anche solo a questo mercato, dove magari i margini sono più bassi, ma abbiamo oltre 1 miliardo di potenziali consumatori… forse vi si apre uno scenario diverso. E quindi magari vale la pena fare uno sforzo per capire come entrare in un mercato dove non si parla italiano, e dove magari anche l’inglese non è cosi ben recepito. D’altronde a chi già vende su Amazon non spaventa acquistare in Cina. Allora perchè non usare marketplace conosciuti in Cina anche per raggiungere quel potenziale target?

Per poter iniziare a vendere su Alibaba.com, un’impresa deve creare un minisito professionale sulla piattaforma.

Non è altro che un profilo aziendale collegato ad un account, da completare con le informazioni relative all’impresa e che può essere personalizzato, rispettando le regole previste.

Alle imprese che vogliono vendere i loro prodotti, Alibaba offre due tipi di account Basic e Premium con caratteristiche diverse.

Dopo aver creato il proprio profilo aziendale, è il momento di inserire i prodotti sulla piattaforma.

Possedere un account su Alibaba consente, infine, di gestire le richieste online da parte degli acquirenti e di controllare regolarmente le proprie performance di vendita tramite BizTrends per, eventualmente, modificare e migliorare le informazioni dell’account.

Alibaba investe molto nel Search Engine Marketing (SEM), facendo in modo che le imprese compaiano fra i risultati nelle più alte posizioni quando vengono usati generici termini di ricerca per i prodotti. In questo modo, gli acquirenti spesso finiscono su Alibaba quando stanno cercando dei prodotti su Google, Bing o altri motori di ricerca, consentendo anche così anche alle piccole e medie imprese di generare contatti a livello globale.

A questo punto si torna ad una domanda che vale anche per gli altri marketplace: conviene aprire una società in Italia o a Dubai? Sicuramente come abbiamo già visto anche negli altri video aprire una società in Free Zone negli Emirati Arabi ha una serie di vantaggi, dalla possibilità di aprire una società senza venire a Dubai, alla possibilità di non dover presentare registri contabili (per alcune Free Zone), fino ad arrivare a quella che più interessa i più: non si pagano tasse (a fronte di una fee di costituzione e di mantenimento annuale, una sorta di flat tax diciamo, indipendente dal fatturato).

Per maggiori informazioni: ecommerce@freezonedubai.it

VIDEO CORSO Aprire Società Dubai Free Zone Guida rapida al processo di internazionalizzazione d'impresa negli Emirati Arabi

VideoCorso: “APRIRE una SOCIETÀ a DUBAI” | Novità

A CHI SI RIVOLGE IL CORSO?

  • A tutti gli imprenditori interessati ad approfondire il tema della fiscalità negli Emirati Arabi, capire le differenze tra le varie Free Zone e tra i vari tipi di società (Mainland, Offshore, Holding, Free Zone) per avere maggiori informazioni prima di affidarsi ad un consulente oppure per procedere poi in autonomia.
  • A chi vuole informazioni di massima prima di avviare una propria attività imprenditoriale
  • Ai professionisti (avvocati, commercialisti, fiscalisti, consulenti in genere) interessati ad esplorare le potenzialità della giurisdizione ed approfondire le possibili soluzioni per i loro clienti
  • Agli ordini professionali e alle associazioni interessate a dare un servizio ai propri associati
  • A chi ha già aperto una società ma vuole mantenersi aggiornato

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Programma del corso: il corso si struttura in 30 video-sessioni suddivise in varie aree tematiche.

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Quale attivita conviene aprire adesso Free Zone Dubai

Aprire una società a Dubai (nel periodo del COVID)

APRIRE un ATTIVITA a DUBAI (nel periodo del COVID)
Quale attività conviene aprire a Dubai adesso?

Quando si vuole avviare un’attività non si deve partire dal presupposto “cosa conviene fare” perchè se fosse cosi facile trovare una risposta, lo avrebbero gia fatto in mille. Oltretutto gli EAU non sono un Paese in via di sviluppo dove hanno bisogno delle mattonelle, piuttosto che delle pizzerie. C’è già tutto e bisogna sgomitare in qualsiasi settore per potersi creare la propria nicchia, non senza difficoltà.

Bisogna allora partire dalla domanda “cosa so fare talmente bene, che saprò superare tutte queste difficoltà”?

Perche non prendiamoci in giro, a prescindere dal settore, qualsiasi attività imprenditoriale affronterà prima o poi una serie di problemi. E solo la passione per il proprio lavoro ci farà desistere dal mollare. 

Partendo dalla domanda cosa so fare, si deve procedere con uno studio di fattibilità, rispondendo alla domanda: l’attività che ho definito, va bene per questo mercato? Questo per capire se ci sono gli estremi per avviare l’impresa.

Alla luce di quanto sta accadendo in questo periodo, dove tante cose si sono spostate verso un mondo digitale, ci poniamo di nuovo questa domanda. Se è vero che tante aziende attraversano momenti di difficoltà, tante che hanno saputo cogliere l’occasione hanno aumentato il fatturato. Basti pensare al mondo di Amazon, al delivery, ecc… Il commercio non si è ridimensionato, non del tutto almeno. Si è spostato.

Poi chiaro il settore degli eventi è fermo. E anche quello degli eventi sportivi. Per cui tutto l’indotto ha subito un calo drammatico. Auto quasi non se ne vendono. Quindi non posso generalizzare.

Ma tornando a noi e alla domanda iniziale. C’è quindi un’attività che conviene aprire a Dubai in questo momento?

Ebbene si. Considerando la legislazione fiscale e la burocrazia favorevole, che il mondo si è spostato verso commercio e transazioni elettroniche e che Dubai rappresenta un vero e proprio hub commerciale, tutte quelle che sono le attività digitali possono essere facilmente gestite da qui.

Ecommerce, Amazon FBA, Dropshipping, infoprodotti, sviluppo di App, brokeraggio, solo per fare un esempio.

Questo tipo di attività può essere fatto agevolmente anche senza essere presenti con uno spazio fisico a Dubai. Il che rende tutto molto conveniente, un po come era Malta in passato, ma con qualche semplificazione in più.

Oltretutto aprire una società a Dubai può essere fatto da remoto, e da diritto in molti casi anche al visto residente. Perchè se io non sposto la mia residenza fiscale sarò sempre soggetto alla tassazione del Paese in cui risiedo, quindi si faccia sempre attenzione.

Per maggiori informazioni: prenota una consulenza.

Aprire un e-commerce a Dubai

Aprire una società in Free Zone senza venire a Dubai

Negli Emirati Arabi esistono oltre 40 Free Zone (più di 20 solo a Dubai) e ciascuna si rivolge ad una specifica categoria commerciale. Se si desidera avere il 100 per cento di proprietà della propria azienda, indipendentemente dal tipo di attività, è necessario optare per una licenza in una delle Free Zone. Altrimenti la soluzione in mainland richiede la presenza di un socio di maggioranza emiratino.
Ogni Free Zone ha le sue regole, ma comunque esistono dei vantaggi generali – ad esempio niente tasse (IVA 5% solo sul fatturato locale e solo superati i 100,000 USD per anno), no socio locale, ecc… – e sono previsti altri vantaggi anche per le Free Zone di servizi / consulenza, che, solo per citarne uno, non hanno bisogno di un ufficio fisico.

Procedure, tempi e costi dipendono da vari parametri, tipo: la free zone scelta, numero di azionisti, se gli azionisti sono persone fisiche o giuridiche, se servono visti residenti (e quanti in totale), se ci sono categorie commerciali addizionali, se serve un conto corrente in loco.

Quasi sempre per aprire le società è richiesta la presenza fisica di tutti gli azionisti e/o del managing director (una sorta di amministratore). In altri casi è possibile avviare la pratica da remoto a patto che gli azionisti siano stati almeno una volta in passato negli Emirati Arabi (fa fede il timbro di ingresso); ma in ogni caso sarà necessario essere fisicamente a Dubai per depositare le firme per l’apertura del conto e prima ancora per fare il visto residente qualora richiesto.

Tuttavia se si ha necessità di una soluzione “digital oriented” (ad esempio società di e-commerce / dropshipping / amazon fba / private label) senza visto residente e con conto corrente online (PayPal, Transferwise, ecc..), ci sono delle opzioni che possono essere gestite completamente da remoto, senza venire a Dubai e con costi nell’ordine dei 5,000 USD.

Quindi tutta la parte di firme può essere fatta in modo digitale o – se lo si preferisce – firmando i moduli cartacei per farli pervenire poi in originale tramite corriere. Si riceverà copia via email dei documenti societari, e con questi si potrà fare richiesta del conto corrente aziendale (virtuale); gli originali potranno rimanere in authority fino a quando non si verrà a Dubai oppure possono essere spediti al vostro indirizzo tramite corriere.

Per richiedere una consulenza, definire una possibile strategia e sapere se rientrate nella casistica sopra descritta, scrivete pure a consulenza@freezonedubai.it

Aprire un e-commerce a Dubai

Conviene aprire un ECommerce con sede a Dubai?

In questi ultimi tempi tutti parlano di Amazon FBA: cosa è? e soprattutto perchè è così interessante se legato a Dubai?
In tanti in passato si sono cimentati con più o meno difficoltà con siti e-commerce, trovandosi a fronteggiare svariate difficoltà: dalla gestione del magazzino, alla promozione. Un e-commerce è un vero e proprio negozio da mandare avanti, senza una saricinesca fisica da tirare su tutti i giorni, ma con un orario di apertura al pubblico di 24 h su 24. Opportunità ma anche tanto lavoro. Si deve competere ogni giorno con milioni di venditori, ci si dovrà occuparsi anche dei processi di stoccaggio, spedizione, formalità doganali ed assistenza.

Amazon, oggi uno dei più grandi MarketPlace Online, ha invece realizzato una soluzione che sta riscuotendo successo proprio perchè semplifica la vita di chi vuole vendere online: Amazon FBA.

Grazie ad Amazon FBA è possibile fare Dropshipping su Amazon: In altri termini, i venditori che usano il servizio FBA non fanno nient’altro che spedire i loro prodotti al centro di distribuzione che Amazon indicherà loro. Il centro si occuperà di immagazzinarli fino all’ordine da spedire, imballarli e inviarli al destinatario: potrai così vendere in tutto il mondo e diventare una piccola (o grande) multinazionale.

Conviene aprire un e-commerce con sede a Dubai? La risposta non è banale e dipende da vari fattori. Ma sicuramente ci sono dei vantaggi.

Per maggior informazioni sulla costituzione di una società a Dubai e sui possibili vantaggi vi invitiamo a vedere la serie di video:

oppure a contattarci all’indirizzo:
ecommerce@freezonedubai.it

Acquistare una società in Free Zone a Dubai e negli Emirati Arabi

Quali vantaggi ci sono nell’acquistare una società esistente?

In un altro articolo abbiamo già dato qualche cenno su come acquistare una società a Dubai esistente, prendendo come esempio la Free Zone di Fujairah (Creative Zone).

Abbiamo posto l’accento su alcune cose da verificare prima di procedere, tipo:

  • le licenze negli Emirati Arabi vanno rinnovate annualmente, quindi se vi trovate ad acquistare una società sotto scadenza, da li a poco sarete costretti a pagare il rinnovo annuale;
  • fare sempre un’accurata due diligence dell’affare, compiendo le opportune indagini preliminari, soprattutto considerando che eventuali situazioni pendenti (assegni in circolazione non coperti, pagamenti sospesi, ecc.) possono portare all’arresto del titolare / direttore;
  • sebbene esistano dei modelli standard per la cessione di quote, controllare eventuali clausole da modificare / eliminare / integrare.

Ma quali sono i vantaggi principali nell’acquistare una società esistente?

  • potrebbe aver senso rilevare una società esistente, se questa ha già contratti in essere, certificazioni di interesse, ecc..;
  • i tempi sono leggermente più veloci di una nuova costituzione, soprattutto se si ha bisogno del visto residente;
  • una società con uno storico potrebbe essere appetibile per dare solidità quando ci si presente, rispetta ad una newco;
  • uno storico bancario / un fatturato consolidato potrebbe aiutare a chiedere eventuali mutui, per avere una leva maggiore in caso di trattative,..;
  • ma proprio a proposito di banche una delle principali difficoltà quando si costituisce una nuova società, e l’apertura del conto in banca, mai immediata. Per cui il vantaggio principale a nostro avviso è proprio questo: il conto aziendale.

 

A prescindere essere assistiti da consulenti esperti in ogni fase delle trattative per la definizione dell’accordo può evitare problematiche future. Contattaci se sei interessato ad acquisire società esistenti.

Expo 2020 Dubai Industria Meccanica 710

Come aprire una società in free zone e sfruttare al meglio Expo 2020

Riportiamo un articolo pubblicato su L’Industria Meccanica n. 710 di 2 anni fa ma ancora attuale data la vicinanza con Expo 2020 Dubai.
L’Expo 2020 apre prospettive frenetiche di business grazie all’accelerazione dei progetti in corso nei principali segmenti contract: turistico, residenziale, hospitality, retail e commerciale.
Il Ceo di Dubai Investments ha dichiarato che il gruppo si aspetta oltre venti milioni di visitatori nei 6 mesi dell’evento e un’esplosione di progetti edilizi con l’avvicinarsi dell’anno fatidico. Su tutti spicca il progetto di espansione del nuovo aeroporto Al Maktoum International (DWC), oggi solo parzialmente operativo e che dovrebbe diventare il maggiore del mondo, oltre a porsi come cardine centrale della zona economica Dubai World Central.
Proprio vicino al nuovo aeroporto internazionale prenderà vita l’Expo, un sito avveniristico di oltre 438 ettari di estensione. Hok architecture, alla guida di un team di aziende di architettura (con gli studi Populous e Arup in testa), ha svelato il masterplan del sito destinato ad ospitare oltre 25 milioni di visitatori da tutto il mondo.

La novità più interessante è senz’altro l’attenzione all’ambiente e all’edilizia ecosostenibile dotata di un impianto fotovoltaico che rivestirà l’intera struttura con l’obiettivo di coprire almeno la metà del fabbisogno energetico complessivo dell’intero sito. Sono inoltre confermati ingenti flussi di investimento nelle strutture di hospitality previsti da tutti i maggiori operatori del settore (Paramount Hotels ad esempio). I maggiori operatori finanziari hanno stimato la necessità di incrementare la capacità ricettiva delle strutture alberghiere di almeno 80 mila nuove stanze entro il 2020, con un volume di business che si stima attorno ai 7 miliardi di dollari, senza contare gli investimenti nel settore immobiliare che arriveranno a generare un incremento di oltre 45 mila unità abitative, con un impatto determinante sul mercato real estate locale. Innumerevoli i progetti contract internazionali già avviati o lanciati dal giorno dei festeggiamenti per l’aggiudicazione dell’Expo 2020: un volume in crescita inarrestabile che ha già raggiunto quota 27 miliardi di dollari Usa.

Altri principali driver sono i progetti mastodontici di District One, il parco a tema Meraas (sempre nell’area del nuovo aeroporto e che integra cinque parchi di stile statunitense), e i progetti di sviluppo ed espansione residenziale come l’appalto di Nakheel per le Al Furlan Villas.

Investimenti per Expo 2020: i settori interessati
Ma quali saranno i settori che maggiormente avranno beneficio da questi progetti? Sicuramente quello delle costruzioni e quello della meccanica per la fornitura di tutte le parti necessarie. Ma è anche vero che per entrare (e soprattutto vincere) queste gare è necessario sapere bene come muoversi.
Spesso infatti è necessario avere una sede legale già costituita negli Emirati; talvolta non è sufficiente e sono necessarie certificazioni. Oltre ovviamente ad essere competitivi, avere relazioni consolidate con i buyer e così via. Può essere pertanto strategico utilizzare come entry level una controllata/o un ufficio di rappresentanza in free zone per gestire la sola parte commerciale e/o di progettazione del lavoro, salvo mantenere poi la produzione in Italia, almeno inizialmente; quindi delocalizzare o gestire in loco per il nuovo mercato-target tutta la parte “immateriale del lavoro”.
Mentre aprire una società “in-land” (cioè fuori dalla free zone) richiede di avere un socio locale emiratino (titolare sulla carta al 51%), versare un capitale sociale, avere un ufficio reale, ecc. Aprire una società in free zone comporta numerosi vantaggi. Le free zone degli Emirati Arabi Uniti sono state create allo scopo di facilitare gli investimenti stranieri; di conseguenza le procedure per insediarsi nelle zone franche sono piuttosto semplici, veloci e relativamente economiche, soprattutto se si considerano soluzioni “virtuali”.

Come costituire una società in free zone
Quali sono i documenti e le informazioni necessarie per la costituzione di una società in free zone? In realtà ogni free zone ha una regolamentazione differente più o meno complessa. È possibile individuare una soluzione semplificata, con un ufficio virtuale.
I documenti necessari sono i seguenti: copia del passaporto di ciascun socio/amministratore della costituenda società; in caso di socio persona giuridica, una visura della società tutti i documenti vanno tradotti in arabo e vidimati dall’ambasciata della nazione originaria e poi dal ministero degli Affari esteri; copia della pagina con il timbro dell’ultimo visto di ingresso negli Emirati Arabi.
Le informazioni che il cliente dovrà fornire per la costituzione di una Ltd sono: denominazione della società che in caso di un socio dovrà terminare in “FZ LLE” e in caso di due o piu soci in “FZ LLC”; eventuale nome di backup. E in relazione a ciascuno dei soci e degli amministratori: nome e cognome, data e luogo di nascita e indirizzo di residenza, numero di telefono, email. Infine l’indicazione della categoria commerciale dell’attività della società.
Non ci sono particolari difficoltà con una soluzione di questo tipo nella gestione burocratica amministrativa; non è necessario in questo modo, infatti, presentare bilanci o registri contabili. Non serve un fiscalista o un commercialista in loco. La principale difficoltà che possono insorgere tra gli imprenditori sono legate al sottovalutare l’approccio a un mercato estero.
Internazionalizzarsi richiede risorse non solo economiche, ma anche un investimento di energie, capacità da parte delle persone coinvolte di superare uno shock culturale, di adattarsi a modi di lavorare che sono diversi da quelli a cui si è abituati. A volte si fa fatica a gestire interlocutori di una città diversa, si pensi quando si deve fare i conti con cultura, lingua, religione, fuso orario diversi. Il momento più opportuno è proprio l’attuale, magari cogliendo le opportunità offerte dalle molte free zone del Paese per aprire branch locali o investire direttamente con una pressione fiscale nulla e una gamma di servizi alle imprese invidiabile.
Fare affari a Dubai ha sempre infatti un passaggio obbligato: l’apertura di una valida licenza per operare. Ma questo non implica costi eccessivi, non vuol dire spostare stabilimenti e operai o creare costose strutture; vuol dire solo voler ampliare i propri orizzonti di mercato.